Espansione moderata del Pil italiano, crescita prevista allo 0,6% nel 2026!

Continua l’incremento dell’economia mondiale, nonostante le incertezze persistano

Nell’ultima parte dell’anno, l’economia italiana ha mostrato una crescita moderata grazie al contributo del settore dei servizi, in particolare quelli dedicati alle aziende, e a un miglioramento nel settore industriale, come riportato dal Bollettino economico della Banca d’Italia. Nel trimestre precedente, il prodotto interno lordo (PIL) italiano ha visto un lieve incremento, grazie a un notevole aumento delle esportazioni e all’ampliamento degli investimenti, stimolati da incentivi fiscali e altre iniziative legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il consumo delle famiglie ha presentato una crescita limitata, influenzato da aspettative ancora non ottimistiche riguardo al futuro economico globale. Le previsioni per il settore manifatturiero rimangono incerte, anche a causa dell’aumento della concorrenza cinese in vari settori. Le proiezioni della Banca d’Italia di dicembre indicano un’espansione del PIL dello 0,6% nel 2026, con un ulteriore consolidamento nei due anni successivi.

Nel terzo trimestre del 2025, l’economia degli Stati Uniti ha continuato a registrare una crescita significativa. Allo stesso modo dei mesi precedenti, gli investimenti in tecnologie legate all’intelligenza artificiale hanno avuto un ruolo importante, stimolando anche il commercio internazionale. L’OCSE prevede per il 2026 un leggero rallentamento della crescita globale, influenzato dai rischi legati a tensioni commerciali e geopolitiche, oltre a possibili correzioni nei mercati finanziari del settore tecnologico.

Durante l’estate, il PIL dell’area euro ha mostrato una leggera accelerazione, sebbene con andamenti diversi tra i principali paesi. Secondo le valutazioni della Banca d’Italia, in autunno l’economia ha continuato a crescere moderatamente, supportata soprattutto dal rinnovato incremento nel settore dei servizi. A dicembre, le proiezioni di crescita del PIL dell’area euro sono state riviste al rialzo, attestandosi all’1,2% per l’anno corrente e all’1,4% per il biennio 2027-28. L’inflazione, che si è attestata in media al 2,1% nel 2025, è prevista in calo nei prossimi anni, per poi stabilizzarsi al 2,0% nel 2028.

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Tra luglio e settembre, il surplus della bilancia dei pagamenti è rimasto elevato, grazie a un andamento positivo dei saldi dei beni e dei redditi da capitale. Dopo una contrazione nei mesi primaverili, le esportazioni in volume sono tornate a crescere nel terzo trimestre, anche grazie a certi sviluppi settoriali eccezionali. Nei mesi di ottobre e novembre, le vendite all’estero si sono stabilizzate. Gli acquisti netti di titoli pubblici italiani da parte di investitori internazionali sono proseguiti, sebbene a un ritmo più moderato. La posizione creditoria netta verso l’estero si è rafforzata.

Il numero di occupati è aumentato nei mesi autunnali, con una ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione, mentre il tasso di partecipazione al mercato del lavoro tra i giovani è diminuito. Nel settore privato non agricolo, le retribuzioni hanno continuato a crescere moderatamente, leggermente al di sopra dell’inflazione.

Nel quarto trimestre, l’inflazione è rimasta su livelli bassi rispetto all’area dell’euro, grazie alla crescita più moderata dei prezzi dei servizi e a una riduzione più marcata dei prezzi dell’energia. L’inflazione core è scesa sotto il 2%. Le pressioni inflazionistiche all’origine continuano a diminuire. Secondo le proiezioni di dicembre della Banca d’Italia, l’inflazione al consumo scenderà all’1,4% nel 2026, per poi risalire gradualmente nei due anni successivi, approssimandosi al 2% nel 2028, a causa dell’impatto temporaneo dell’introduzione della normativa europea Ets2.

In autunno, i costi di raccolta bancaria e i tassi sui prestiti sono rimasti sostanzialmente invariati. I finanziamenti a famiglie e imprese hanno visto un’accelerazione. Tra i settori economici, si è registrata una maggiore espansione del credito alle aziende dei servizi e una ripresa positiva nel settore delle costruzioni, mentre la contrazione nel settore manifatturiero si è attenuata. Secondo un sondaggio condotto tra gli intermediari italiani a fine settembre e inizio ottobre, nell’ambito dell’indagine sul credito bancario nell’area dell’euro, nel terzo trimestre i criteri di offerta e le condizioni applicate ai prestiti alle imprese sono rimasti invariati.

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Basandosi sulle informazioni più recenti, nel 2025 il rapporto tra il debito pubblico e il PIL sarebbe aumentato, mentre l’indebitamento netto si sarebbe ridotto. La legge di bilancio approvata a dicembre lascia invariato il disavanzo nel 2026 rispetto alla legislazione precedente e lo incrementa dello 0,3% del PIL in media all’anno nel biennio successivo.

I dazi imposti dagli Stati Uniti hanno spinto i prodotti cinesi verso altri mercati. Sebbene gli impatti a breve termine siano limitati, un numero significativo di imprese intervistate nelle nostre indagini prevede che la loro attività possa essere influenzata dalla crescente concorrenza cinese nei mercati di vendita.

Nel terzo trimestre, la spesa delle famiglie è cresciuta leggermente. La propensione al risparmio è ulteriormente aumentata, raggiungendo livelli tra i più alti dalla crisi finanziaria globale, escludendo i periodi anomali osservati durante la pandemia. Secondo le valutazioni della Banca d’Italia, i consumi hanno continuato a espandersi moderatamente anche nei mesi autunnali, influenzati dal rallentamento delle prospettive sul mercato del lavoro e da aspettative caute delle famiglie riguardo all’evoluzione del quadro macroeconomico.

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