Accordo fiscale: nessuna firma fino alle elezioni

«Il nuovo accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri non verrà firmato dal Governo almeno fino alle prossime elezioni». Ne da notizia il sindacato OCST, riferendosi a informazioni provenienti direttamente da Vieri Ceriani, il Consigliere per le politiche fiscali del Ministero dell’Economia e delle finanze che ha seguito le trattative bilaterali con la Svizzera.

Durante la scorsa estate i rappresentanti dei frontalieri sono intervenuti ripetutamente a Roma per chiedere di rivedere diversi aspetti dell’accordo che suscitano preoccupazione fra i pendolari italiani che lavorano in Ticino. L’accordo ridurrebbe infatti progressivamente la portata dell’esenzione del reddito dei frontalieri residenti in zona di confine dall’imposizione fiscale italiana. L’aggravio fiscale colpirebbe in particolare i redditi medio-alti. Il rinvio è quindi stato accolto positivamente dai rappresentati dei lavoratori, in quanto permetterà loro di lavorare con largo anticipo su quelli che saranno i correttivi da apporre ad un accordo che, secondo loro, se lasciato così com’è rischierebbe di penalizzare eccessivamente i redditi dei frontalieri e di destabilizzare l’intera comunità socio-economica della fascia di frontiera.
Una volta firmato l’accordo, il testo dovrà comunque passare dal Parlamento per la ratifica. In quella sede le parti sociali potranno incidere sui decreti attuativi inserendo alcune clausole volte a limitare l’impatto sui redditi (aumento della franchigia fiscale, sgravi per carichi familiari, entrata in vigore graduale, ecc.). Ne consegue che il nuovo accordo non avrà vita almeno prima di due/tre anni, ovvero il tempo necessario per la firma e la successiva ratifica parlamentare.