Abivax Arresta il Tracollo a Parigi: Rivincita Dopo il Crollo del 2 Giugno!

Obefazimod supera le aspettative nell’efficacia contro le malattie infiammatorie intestinali, ma emergono preoccupazioni per casi di tumore in alcuni soggetti trattati

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – La ripresa è avvenuta. Abivax ha concluso la sessione del 3 giugno con un prezzo per azione di 71,25 euro, segnando un incremento del 5%. Durante la mattina, tuttavia, si era assistito a un ulteriore calo nell’andamento della società alla Borsa di Parigi, a seguito di una diminuzione drastica del 46% registrata nella giornata precedente, il 2 giugno. Una discesa accentuata dai risultati di uno studio clinico su un nuovo trattamento per le malattie infiammatorie intestinali, nei quali sono stati osservati casi di tumore.

Più nel dettaglio, è stato rivelato che il medicinale Obefazimod ha ecceduto le previsioni di efficacia durante una fase avanzata di test clinici.

I soggetti coinvolti nello studio hanno mostrato una percentuale di remissione clinica intorno al 40% con due diversi dosaggi, una volta adeguato per l’effetto placebo. «Questo dato è decisamente oltre le nostre previsioni iniziali, che erano intorno al 30%, e si dimostra molto competitivo rispetto alle terapie attualmente disponibili, che generalmente hanno tassi di remissione, sempre corretti per l’effetto placebo, tra il 19% di Stelara e il 32% di Velsipity», ha commentato l’analista Damien Choplain di Stifel.

Nonostante i risultati positivi, Abivax ha anche notificato la presenza di tumori in alcuni pazienti che hanno ricevuto il trattamento, e un caso in un paziente che era stato trattato con placebo.

Abivax ha affermato che il comitato di monitoraggio indipendente e i medici che hanno condotto lo studio non hanno trovato collegamenti causali tra il medicinale e i tumori rilevati durante la sperimentazione.

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L’azienda si propone di inoltrare la richiesta di autorizzazione agli enti regolatori americani entro la fine dell’anno. Secondo Jefferies, anche se i tumori non dovessero essere direttamente correlati al trattamento, ciò potrebbe complicare il processo di approvazione regolatoria del farmaco. D’altra parte, Stifel ritiene che l’approvazione sia probabile, a patto che i dati completi non dimostrino un legame causale tra il trattamento e gli effetti collaterali riscontrati.

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