Eni e Tenaris tra i titoli meno performanti del Ftse Mib, mentre Saipem si distingue per il progetto Dorra da 10 miliardi di dollari
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – In una giornata caratterizzata da incrementi generalizzati per Piazza Affari, dove il FTSE MIB registra valori eccezionali, i titoli del settore petrolifero europeo mostrano un andamento negativo (-1% l’Euro Stoxx 600 del settore), con particolare riferimento a Eni e Tenaris in Italia, che segnano tra i peggiori risultati, nonostante una riduzione delle perdite nel corso della giornata. Saipem limita le perdite e passa in negativo dopo un inizio positivo: i media italiani riportano che l’azienda è tra i principali candidati per il progetto Dorra, sviluppato da Al Khafji Joint Operations, del valore di circa 10 miliardi di dollari, sebbene non sia ancora definita la quota spettante al gruppo italiano.
Secondo quanto riportato da UpstreamOnline, il consorzio composto da Saipem e dalla compagnia indiana Larsen & Toubro è favorito per aggiudicarsi i pacchetti offshore 2A e 2B del campo di gas Dorra, che vede coinvolte l’Arabia Saudita e il Kuwait. Il progetto prevede la realizzazione di strutture offshore, pipeline sottomarine e oltre 50.000 tonnellate di lavori di fabbricazione. Gli analisti di Banca Akros sostengono che “il contratto potrebbe rappresentare un valore significativo“, mantenendo pertanto una raccomandazione di acquisto con un prezzo obiettivo di 4,4 euro.
L’andamento dei titoli petroliferi, tuttavia, è influenzato dalle fluttuazioni del prezzo del petrolio, che oggi registra una diminuzione (-1,8% a 90,5 dollari al barile per il WTI, -2% a 93,08 dollari per il Brent) dovuta a una potenziale distensione nel Medio Oriente. Dopo l’interruzione dei colloqui tra gli Stati Uniti e l’Iran, a seguito degli attacchi di Israele in Libano, il presidente americano Donald Trump ha agito come mediatore annunciando che Israele e Hezbollah sono pronti a un cessate il fuoco in Libano e, di conseguenza, è possibile che già la prossima settimana si raggiunga un accordo con l’Iran che preveda la riapertura dello stretto di Hormuz.
Nonostante ciò, la mancanza di progressi concreti nel processo di pace tra gli Stati Uniti e l’Iran rimane un fatto concreto e le notizie contraddittorie contribuiscono a incrementare la volatilità dei mercati: “Il mercato si concentra su possibili sviluppi tangibili o su intoppi nei negoziati tra gli Stati Uniti e l’Iran, sull’atteggiamento e sulle dichiarazioni di entrambe le parti (in particolare sulle minacce dell’Iran riguardanti lo Stretto di Hormuz) e sui movimenti reali delle petroliere in quella rotta navigabile”, commentano gli esperti di Kcm Trade, spiegando che “l’evolversi dei negoziati determinerà se il premio di rischio attualmente incluso nei prezzi del petrolio rimarrà o inizierà a diminuire”.
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