Unicredit Batte Bpm: Profitti Trimestrali Uguali a Quelli Annuali, Dice Orcel!

Il Direttore Generale di Gae Aulenti celebra un semestre da record («sono orgoglioso») con profitti oltre le aspettative a 6,1 miliardi e discute la decisione di lasciare Piazza Meda: «L’Offerta Pubblica di Scambio era diventata un ostacolo, ritirarla è stata una scelta difficile ma corretta». Intanto, la banca rivede al rialzo gli obiettivi annuali e supporta Commerz, poiché «i nostri destini sono intrecciati», e si prepara ad aumentare la sua partecipazione al 29% entro fine anno

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Il ritiro dall’Offerta Pubblica di Scambio su Banco Bpm? «Abbiamo deciso di chiudere questo capitolo, che in realtà si era trasformato in un impedimento per noi», in parte perché «siamo progrediti molto più rapidamente di loro e il valore» tra le due entità bancarie «era ormai diverso, e più di tutto, considerando le restrizioni del Golden Power, non avevamo altre opzioni». Queste le parole di Andrea Orcel, CEO di UniCredit, che in un’intervista spiega le ragioni dietro la decisione di ritirarsi dall’Ops su Piazza Meda. «Come CEO di questa banca – prosegue Orcel – non mi è richiesto di perseguire fusioni e acquisizioni, ma di generare valore».

«In Italia generiamo in un trimestre l’utile netto che Banco Bpm produce in un anno. E mentre noi stiamo accelerando, loro stanno rallentando» ha aggiunto Orcel, evidenziando la distanza tra i due istituti, «ciò significa che ci concentreremo su ciò che possiamo fare autonomamente e sulla conquista di ulteriori quote di mercato». Riguardo al ritiro dell’Ops, anche a causa delle limitazioni imposte dal golden power, «a un certo punto – ammette l’amministratore delegato – è necessario minimizzare le perdite, rimuovere gli ostacoli e concentrarsi su ciò che si può controllare. Noi controlliamo il nostro futuro in Italia e nel gruppo, che continua a progredire. È tutto qui».

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UniCredit è coinvolta con Commerzbank «per supportarla nel fare bene, dato che ora i nostri destini sono connessi». L’amministratore delegato enfatizza ripetutamente le differenze con la situazione di Banco Bpm, dove «abbiamo presentato un’offerta trasparente. Siamo partiti da zero», ma «eravamo vincolati». Con Commerz, invece, «siamo esattamente dove avevamo promesso che saremmo stati». Il CEO chiarisce che la conversione di swap e derivati in azioni della banca tedesca deve anche rispettare certe scadenze tecniche, «altrimenti perdiamo l’autorizzazione e, quindi, stiamo facendo esattamente questo». UniCredit, precisa, è pronta a convertire swap e derivati per aumentare, come programmato, al 29% di Commerz entro la fine dell’anno.

In risposta alle recenti critiche del Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che vede potenziali rischi per la stabilità finanziaria tedesca nel possibile M&A, Orcel non commenta: «Dovreste chiederlo a lui, perché non ho una risposta. Le due banche insieme non supererebbero il 10% di quota di mercato, per cui l’Antitrust tedesco ci ha dato il via libera. Non vedo quindi motivi di preoccupazione, anzi, questa operazione potrebbe accelerare l’Unione bancaria» e «creerebbe un concorrente molto forte. La Germania e l’Europa hanno bisogno di una banca più solida, dato che il sistema è molto frammentato. Perciò, vedo solo vantaggi».

Nel frattempo, UniCredit celebra (anche in Borsa) i risultati del primo semestre dell’anno, chiuso con un utile netto record di 6,1 miliardi di euro. Nel solo secondo trimestre, la banca di Orcel ha realizzato un utile di 3,3 miliardi, con un aumento del 24,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato è superiore alle previsioni degli analisti, che si aspettavano circa 2,5 miliardi. Questi risultati, secondo l’istituto, hanno trasformato «un anno di transizione nel nostro miglior anno di sempre». Nel solo secondo trimestre, UniCredit ha totalizzato entrate per 6,1 miliardi (-3,3%), con un margine di interesse di 3,5 miliardi (-2,8%) e commissioni per 2,1 miliardi (-1,0%). I costi operativi della banca si attestano a 2,3 miliardi (+0,7%), mentre il rapporto costi/ricavi è al 37,8% e il costo del rischio è di 10 punti base (+9 punti).

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L’istituto ha inoltre rivisto al rialzo i suoi obiettivi annuali: la previsione sui ricavi netti per il 2025 è stata aggiornata a oltre 23,5 miliardi, mentre quella sull’utile netto è stata portata a circa 10,5 miliardi. E il buyback, il riacquisto di azioni UniCredit del valore di 3,6 miliardi, «inizierà non appena possibile dopo il secondo trimestre del 2025».

L’addio a Banco Bpm? «Abbiamo deciso di chiudere questo capitolo, che in realtà si era trasformato in un impedimento per noi», in parte perché «siamo progrediti molto più rapidamente di loro e il valore» tra le due entità bancarie «era ormai diverso, e più di tutto, considerando le restrizioni del Golden Power, non avevamo altre opzioni» ha continuato a ribadire Orcel. E sebbene ritirarsi dall’Ops sia stata una «decisione difficile, è assolutamente quella giusta per tutti i nostri stakeholder». Anche per gli avvocati era «un territorio completamente inesplorato» alla luce delle indicazioni del ‘golden power’.

Riguardo al dossier in Grecia, «qualsiasi cosa faremo con Alpha sarà qualcosa che loro vorranno fare con noi, li rispettiamo molto. Anche il secondo aumento è stato fatto perché ce l’hanno chiesto e ne siamo molto contenti» ma «non ci muoveremo se Alpha non ritiene che sia una cosa positiva per loro» conclude Orcel, usando parole lusinghiere per descrivere il rapporto tra la sua banca e l’istituto greco, nel quale è recentemente salito al 20% del capitale.

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