La questione degli extraprofitti secondo il Ministro degli Esteri
“Definire i confini degli extraprofitti è complesso. Cosa rende un profitto ‘extra’? Questo approccio mi ricorda il centralismo sovietico”, ha commentato il Ministro degli Esteri.
Un attacco diretto alle banche sarebbe un grave errore che avrebbe ripercussioni negative sull’intero settore produttivo. Questo è quanto affermato dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in una recente intervista rilasciata al quotidiano “Milano Finanza”.
Discutendo della questione legata alla tassazione degli extraprofitti, Tajani ha sottolineato che Forza Italia ha sempre espresso contrarietà a tale misura, evidenziando l’esistenza di un sistema di tassazione progressiva già in atto. Ha poi proseguito affermando: “E poi, come si stabilisce il perimetro degli extraprofitti? Perché un profitto dovrebbe essere considerato ‘extra’? Mi sembra una prassi che ricorda il dirigismo e lo statalismo sovietico, concetti lontani dalla nostra tradizione economico-liberale”. Secondo Tajani, “bisogna tassare i profitti in modo equo, ma ostinarsi in questa direzione significa danneggiare il nucleo stesso del sistema produttivo: penso ad esempio alle banche popolari e alle banche di credito cooperativo, che sono fondamentali per garantire l’accesso al credito a milioni di piccole imprese”. Riguardo alla proposta di imporre una tassa sul buyback, il ministro ha evidenziato che “si tratta di un’iniziativa nociva perché colpisce innanzitutto il risparmiatore che ha investito in azioni, riducendo retroattivamente il valore e quindi l’attrattiva delle aziende oneste che hanno promosso il buyback, scoraggiando gli investitori internazionali e penalizzando i fondi pensione”.
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