Scopri il Nuovo Fondo Made in Italy e il Piano Strategico Nazionale per le ICC Questo Autunno!

Fino all’80% di finanziamenti per il settore. Il primo bando previsto per l’autunno e a settembre il PNS in Conferenza Stato-Regioni

L’estate del 2026 si preannuncia come un periodo di grande fermento e decisioni cruciali per il futuro delle Imprese Culturali e Creative. All’inizio di giugno, a Roma, sono stati divulgati i primi esiti dell’avviso pubblico Cultura Cresce, una iniziativa promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, amministrata da Invitalia e finanziata dal Fondo Imprese Culturali e Creative del Piano Nazionale Cultura 21-27. A quella data, erano state ricevute 295 domande per un valore totale di investimenti di 132 milioni di euro, con oltre 105 milioni di euro in agevolazioni richieste. Attualmente, le domande ammontano a più di 320, con un incremento corrispondente di investimenti e agevolazioni richieste.

Grazie a questa iniziativa, si è registrato un notevole aumento delle iscrizioni nella sezione speciale del Registro delle ICC, raggiungendo un totale di 560 imprese su tutto il territorio nazionale, secondo i dati aggiornati a luglio 2026 forniti da Unioncamere.

Nello stesso periodo, è stato introdotto un nuovo incentivo stabilito dall’articolo 29 della Legge n. 206 del 27 dicembre 2023, nota come la legge per il Made in Italy. In questo contesto, la DGCC del MiC gioca un ruolo fondamentale nell’implementazione. La definizione delle condizioni e delle modalità per l’assegnazione dei contributi è stata delegata a un decreto attuativo del Ministro della Cultura, in accordo con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, previa approvazione dalla Conferenza Unificata. Nel decreto, attualmente in forma quasi definitiva, è previsto un investimento annuo di 2,7 milioni di euro per dieci anni per l’erogazione di contributi in conto capitale. All’inizio di luglio, il decreto è stato ratificato dalla Conferenza Unificata.

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Secondo il rapporto “Io sono cultura 2026” (realizzato da Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte), nel 2025 il Sistema Produttivo Culturale e Creativo (SPCC) italiano ha prodotto un valore aggiunto di 115,8 miliardi di euro, corrispondente al 5,7% dell’economia nazionale, con una crescita del +3,3% rispetto all’anno precedente. Gli occupati nel settore sono quasi 1,54 milioni, pari al 5,7% del totale, con un aumento del +1,7% rispetto al 2024. Il valore generato dal SPCC stimola ulteriori 1,7 euro in altre parti dell’economia, movimentando circa 310 miliardi di euro totali, equivalenti al 15,4% del PIL italiano.

Nel 22° Rapporto Annuale “Impresa Cultura” di Federculture, i dati del 2025 confermano una ripresa della partecipazione del pubblico nei luoghi culturali e un interesse crescente per esperienze dal vivo, particolarmente nel settore dello spettacolo, che ha superato le difficoltà del periodo post-pandemico. Il rapporto evidenzia notevoli differenze regionali; infatti, nel 2025, la percentuale della popolazione che visita musei e mostre supera il 40% nel Nord-Ovest, mentre nel Sud rimane circa al 26%.

Grafici e dati sulla crescita dell'economia culturale italiana
Il settore culturale e creativo italiano ha generato 115,8 miliardi di euro nel 2025

In questo scenario, il Fondo Made in Italy per le ICC potrebbe rappresentare una significativa opportunità per un settore che finora ha avuto accesso limitato agli incentivi e non ha beneficiato di politiche fiscali specifiche. Il Fondo è destinato alle ICC registrate alla sezione speciale del Registro delle Imprese tenuto dalle CCIAA, con una attenzione particolare verso le aggregazioni di tre o cinque entità. I progetti di investimento supportati si dividono in due categorie.

La prima categoria include interventi per promuovere l’eccellenza nella progettazione e l’alta specializzazione nelle tecniche di produzione, per rafforzare i contesti distrettuali di sviluppo e realizzazione dei prodotti e per consolidare i legami con le specializzazioni territoriali.

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La seconda categoria riguarda iniziative volte a stimolare lo sviluppo di un mercato culturale pubblico-privato, a rafforzare le filiere culturali, a incentivare la produzione artistica e la creazione di nuovi prodotti e servizi, a promuovere l’innovazione organizzativa e la formazione finanziaria, e a valorizzare la partecipazione culturale. I contributi sono erogati a fondo perduto fino all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 100 mila euro.

Imprenditori culturali in riunione collaborativa per progetti aggregati
Il Fondo Made in Italy supporta aggregazioni di imprese culturali e creative

Ogni anno, la DGCC del MiC pubblicherà un bando per l’accesso al fondo, valutando le domande ricevute e, dopo l’istruttoria, approverà la graduatoria dei progetti finanziati. Come per tutti gli incentivi, il fondo è soggetto alla normativa sugli aiuti di Stato, che impone limiti sulle forme giuridiche delle imprese ammissibili e sulle soglie massime dei contributi concedibili. Come afferma Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato per la cultura, “Il bando sarà lanciato nell’autunno 2026, con procedure snelle e criteri orientati alla crescita e all’innovazione del settore”.

Riguardo al decreto dell’articolo 30 della legge per il Made in Italy, che adotta il Piano nazionale strategico per la promozione e lo sviluppo delle ICC, il Sottosegretario Borgonzoni precisa che “Siamo nella fase finale. Sarà infatti all’ordine del giorno della prossima Conferenza Stato-Regioni di settembre 2026. Il Piano rappresenta un passaggio che consolida una strategia unitaria, prevedendo risorse immediate per i progetti e una struttura pluriennale per rafforzare filiere, competenze e l’internazionalizzazione del Made in Italy culturale”.

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