Legge di Bilancio 2025 Devasta la Cultura Italiana: Scopri i Dettagli!

Dopo l’approvazione alla Camera, si attende il consenso del Senato. Per il settore culturale, un altro anno di riduzioni: oltre 147 milioni nel 2025, 178 nel 2026 e oltre 204 nel 2027

Quest’anno non porta buone nuove per il mondo della cultura. Il paradosso sta nel fatto che, sebbene nelle ultime settimane il Governo abbia molto discusso dell’esposizione “Il Tempo del Futurismo” alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, celebrando il potenziale rivoluzionario dell’arte, non ha però investito concretamente nel settore culturale. Già da aprile 2024, con l’entrata in vigore della nuova riforma della governance economica europea, che ha modificato le normative di bilancio e i meccanismi di controllo, introducendo i Piani Strutturali di Bilancio di Medio Termine, si prevedeva un anno di magra per tutti i ministeri. Le assegnazioni per il Ministero della Cultura sono diminuite dallo 0,4% del 2024 allo 0,3% del totale, con un taglio annuo di 147 milioni per il 2025, 178 per il 2026 e addirittura 204 per il 2027.

Il bilancio previsto per il Ministero della Cultura autorizza una spesa finale di 3.097,6 milioni di euro per il 2025, scendendo a 3.074 milioni per il 2026 e arrivando a 3.204,2 milioni per il 2027. Rispetto al bilancio del 2024, la nuova legge prevede una riduzione assoluta di 448,2 milioni di euro, pari al -12,6%. Questa contrazione è dovuta principalmente alla diminuzione di 357,2 milioni nelle spese in conto capitale (-21,31%), che si attenua nei bilanci successivi, in particolare nel 2027. Anche le spese correnti subiscono una diminuzione, seppur più moderata nel 2025 rispetto al bilancio precedente, con un calo di 91 milioni di euro (-4,9%), che continua nei bilanci del 2026 e 2027.

Sono state eliminate le voci relative alla ricerca e formazione nel settore dei beni e delle attività culturali, così come quelle per il coordinamento e la direzione per la salvaguardia del patrimonio culturale e per le attività di tutela a livello territoriale.

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Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio includono limitazioni per i contratti a tempo determinato del personale del Ministero della Cultura, che non potranno essere rinnovati per più di 12 mesi oltre la scadenza prevista, entro i limiti finanziari specificati. Viene anche previsto un aumento di 2 milioni annui al fondo per coprire le prestazioni accessorie del personale del MiC nell’ambito del Piano Nazionale straordinario per la valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura, con un limite massimo fissato a 5 milioni di euro. Sono confermate le detrazioni sul reddito per chi svolge o promuove attività culturali di rilievo e le donazioni liberali alla Biennale di Venezia.

Il Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale vedrà un incremento di 50 milioni di euro per il 2026 e di 40 milioni per il 2027.

La Legge di Bilancio prevede un incremento di spesa di 3 milioni di euro annui a partire dal 2025 per supportare campagne di scavi archeologici nei parchi nazionali, per la sicurezza e la conservazione di aree di interesse storico. Inoltre, è stata estesa la dotazione del Fondo per il restauro e altri interventi conservativi su immobili storico-artistici di un milione di euro per il triennio 2025-2027. Per i privati che possiedono immobili di interesse culturale, il credito d’imposta per interventi di manutenzione, protezione o restauro sarà aumentato del 50%.

La Legge di Bilancio autorizza una spesa di 600 mila euro per il 2025 e di 3,2 milioni di euro per il 2026 per interventi urgenti di messa in sicurezza e riqualificazione di strade, immobili o edifici pubblici, anche di interesse storico-religioso, nei comuni della Vallata del Gallico in provincia di Reggio Calabria.

È stato istituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri un fondo annuale di 0,7 milioni di euro a partire dal 2025 per promuovere iniziative legate alla celebrazione del 70° anniversario della Resistenza e della Guerra di Liberazione, della Repubblica, del voto delle donne e della Costituzione, nonché la celebrazione di Giacomo Matteotti nel centenario della sua morte, includendo la creazione del «Fondo per la Casa Museo Matteotti» in provincia di Rovigo, con una dotazione di 300 mila euro annui a partire dal 2025. Per la promozione di Agrigento come Capitale italiana della Cultura 2025, si autorizza l’utilizzo delle quote di avanzo delle risorse assegnate al Fondo nazionale per il sostegno alla progettazione delle opere pubbliche.

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Sono state modificate le disposizioni relative alla relazione annuale che il Ministero trasmette alle Camere riguardo lo stato degli interventi pubblici a sostegno del settore cinema e audiovisivo, includendo l’analisi di controllo della spesa e estendendo l’analisi di impatto e la valutazione anche agli interventi di sostegno diversi da quelli fiscali. La “tax credit cinema” è stata rivista, con modifiche alla legge che regola le agevolazioni tributarie, ora definite come incentivi. Inoltre, per le opere audiovisive, l’aliquota del credito di imposta, prioritariamente per quelle realizzate per la distribuzione tramite emittenti televisive nazionali e in coproduzione internazionale, non è più fissata al 40%, ma può raggiungere al massimo il 40%, lasciando al decreto ministeriale la discrezionalità nella determinazione dell’aliquota.

È stata rivista la disciplina del Fondo per il cinema e l’audiovisivo, aumentando dal 15 al 30% la quota massima destinabile ai contributi selettivi e alla promozione. La normativa del contributo selettivo concesso dal Ministero alle imprese del settore cinematografico e audiovisivo è stata eliminata, privilegiando le imprese di nuova costituzione e le start-up. È stato reso permanente il Piano per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, con una dotazione fino a 3 milioni a partire dal 2025. Infine, il dettaglio del Registro pubblico delle opere cinematografiche e audiovisive sarà regolato da un decreto ministeriale.

Mentre si attende ancora l’approvazione del Codice dello Spettacolo, la Legge di Bilancio incrementa il Fondo per lo spettacolo dal vivo di 0,5 milioni di euro per il 2025 e di 1 milione di euro per il 2026 e il 2027. Sono stati istituiti anche fondi per sostenere la tutela e la valorizzazione dei carnevali storici, per un valore di 1.500.000 euro, e per il sostegno al settore dei festival dei cori e delle bande musicali. Inoltre, è stato creato un fondo per il rilancio e il potenziamento del settore lirico sinfonico, dal valore di 8 milioni di euro, e un fondo per le Fondazioni lirico-sinfoniche per la realizzazione delle attività istituzionali, dal valore di 192 mila euro.

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L’ultima decisione riguardante il bilancio del MiC è stata presa dal ministro Fitto, che, prima di lasciare il dicastero per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha applicato un drastico taglio ai Fondi di Sviluppo e Coesione 2021-2027, riducendo le risorse del Ministero della Cultura di quasi il 90% rispetto all’ultima pianificazione. L’ammontare totale delle risorse provenienti dal Fondo Sviluppo e Coesione è drasticamente diminuito, passando dai 31,3 miliardi della programmazione precedente a soli 5,7 miliardi, lasciando al Ministero della Cultura solo 171,8 milioni. Secondo quanto riportato da La Repubblica, Fitto avrebbe comunicato al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che avrebbe a disposizione “anche 4,2 miliardi del piano e altre risorse europee”.

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