Piazza Affari sfida i record! Ftse Mib ancora conveniente sugli utili attesi

Secondo Intesa Sanpaolo, il recente rally non è sufficiente a colmare il divario con l’Europa e Wall Street. Inoltre, l’indice S&P 500 di New York è considerato ancora sopravvalutato, nonostante il recente calo dei titoli tecnologici

Sui mercati azionari si osserva una sorprendente riduzione delle differenze nelle valutazioni tra le aziende quotate a Wall Street e quelle europee, ma questo non significa che le discrepanze siano state completamente eliminate. Le azioni statunitensi sono ancora ritenute sopravvalutate, persino escludendo i volatili titoli tecnologici, in confronto all’Europa, dove i prezzi delle azioni sono generalmente considerati più equi. Il mercato italiano, Piazza Affari, rimane sottovalutato nonostante un incremento del 14% dall’inizio dell’anno, che ha riportato l’indice Ftse Mib ai livelli del 2007.

Queste osservazioni sono supportate dall’analisi dell’Implied Medium-Term Growth (Imtg), un modello proprietario di Intesa Sanpaolo che stima la crescita futura degli utili per azione basata sui prezzi correnti del mercato. Applicato all’indice S&P 500 di New York, l’indice mostra una crescita attesa del +10,6% per gli anni tra il 2028 e il 2033, inferiore al +12% di tre mesi fa, ma ancora ben al di sopra della media degli ultimi dieci anni, ferma al 2,5%.

Negli Stati Uniti, la correzione del mercato azionario è stata principalmente dovuta alla riduzione dei multipli di mercato, che sono scesi da 25,3 a 22,7 volte gli utili previsti. Un aspetto particolarmente interessante è rappresentato dai nuovi calcoli effettuati da Intesa Sanpaolo per l’indice equal weight, che assegna un peso uniforme a ogni titolo indipendentemente dalla capitalizzazione di mercato. Questo riduce parzialmente l’effetto dei giganti tecnologici statunitensi e porta a una crescita più equilibrata di +7,8%, sebbene inferiore al +10,6% di dicembre, mantenendo comunque Wall Street come sopravvalutata.

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La situazione è più equilibrata in Europa. L’attuale Imtg per l’Euro Stoxx è del +5,8%, superiore sia al +4,6% di tre mesi fa che al 2,1% della media storica. Intesa Sanpaolo considera questo valore “equo”, indicando un bilanciamento ragionevole tra le previsioni di utili a breve termine e le aspettative di crescita a medio termine per le aziende europee.

L’Italia appare ancora più conveniente, con un quadro generale in miglioramento rispetto alla fine dell’anno scorso, quando l’Imtg prevedeva un’assenza di crescita degli utili per azione fino al 2033, una prospettiva che neanche gli analisti di Intesa Sanpaolo erano disposti a condividere. Da allora, il mercato ha parzialmente corretto queste previsioni eccessivamente negative, e l’indicatore registra per la prima volta dal 2019 un incremento, seppur modesto, dello 0,4% nella crescita media annua degli utili per azione tra il 2028 e il 2033.

Il miglioramento è principalmente dovuto a una rivalutazione dei multipli, con il rapporto prezzo/utile per l’indice principale della Borsa italiana aumentato da 10,1 a 10,7 volte, spinto dagli acquisti degli ultimi mesi. Inoltre, c’è stato un progresso significativo nelle aspettative di profitto per il Ftse Mib nei prossimi tre anni: è stato rimosso il 2024, un anno negativo per gli utili aziendali a causa della crisi nel settore automobilistico e del rallentamento economico nella seconda metà dell’anno, e il triennio 2025-2027 si presenta come un periodo di crescita normalizzata, secondo Intesa Sanpaolo. Questo progresso coinvolge settori come l’automotive, l’energia, i materiali di base e le banche, che hanno beneficiato sia dell’espansione dei multipli che di una maggiore valutazione da parte degli investitori delle prospettive di redditività a medio termine.

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Tuttavia, l’indice milanese è ancora considerato sottovalutato in termini di Imtg. “Riteniamo che gli utili attesi per le aziende italiane nel periodo 2025-2026 possano essere supportati, tra l’altro, dai flussi di spesa legati agli ultimi due anni del Pnrr e beneficiare di una buona visibilità”, afferma Giampaolo Trasi, responsabile Equity & Credit Research di Intesa Sanpaolo. Un ulteriore elemento positivo delle ultime settimane è rappresentato dalle aspettative di ripresa economica della Germania, il principale partner commerciale dell’Italia, legate al recente annuncio di un ampio piano di spesa per la difesa e le infrastrutture.

Trasi è quindi convinto che, in un contesto simile, “il Ftse Mib possa riflettere un tasso di crescita a medio termine superiore all’attuale modesto 0,4%, anche tenendo conto dell’incertezza legata all’applicazione di dazi sulle esportazioni verso gli Stati Uniti”. Questo rappresenta un ulteriore motivo per credere che la corsa ai livelli perduti quasi vent’anni fa non sia ancora terminata per la Borsa italiana.

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