La settimana artistica parigina si conclude con Christie’s e Sotheby’s che registrano vendite per 92,5 e 89,7 milioni di euro
Dal 20 al 26 ottobre, sospinta dall’evento Art Basel e da altre manifestazioni collaterali, Parigi è stata teatro di un’interessante offerta di cataloghi d’asta. Questi eventi hanno ulteriormente rafforzato la posizione della capitale francese nel mercato dell’arte, a scapito di Londra che, nonostante rimanga un centro nevralgico, ha perso il suo primato post-Brexit.
Le due maggiori case d’asta hanno messo in scena cataloghi distinti: Christie’s la sera del 23 ottobre si è concentrata sull’arte del dopoguerra e su quella italiana, mentre Sotheby’s il 24 ottobre ha presentato un catalogo di arte moderna accanto a uno dedicato al Surrealismo. Entrambe le serate hanno riportato esiti positivi.
I quattro cataloghi presentati da Christie’s hanno raggiunto una cifra complessiva di 92,5 milioni di euro, con 59 milioni generati dalla sola serata del 23 ottobre, dove 51 dei 59 lotti disponibili sono stati venduti. Un’opera monumentale di oltre 4 metri di Yves Klein, caratterizzata dal suo iconico blu, ‘California (IKB 71)’ del 1961, ha ottenuto 18,4 milioni di euro, stabilendo un record per l’artista nel suo paese di origine. Quest’opera proviene da una collezione privata americana ma è stata venduta in Francia.
Altri artisti francesi del dopoguerra hanno ottenuto buoni risultati, come Pierre Soulage con un’opera del 1960 che ha quasi raggiunto i 2,7 milioni di euro e due lavori di Dubuffet che insieme hanno totalizzato 3,6 milioni di euro.
La sezione dedicata all’arte italiana ha incassato 9,5 milioni di euro, grazie anche a un nuovo record d’asta per un’opera di Jannis Kounellis del 1959, venduta per quasi 1,8 milioni di euro. Inoltre, diversi pezzi dalla collezione di Alessandro Grassi hanno avuto successo, tra cui spicca il ‘Grande quadro equestre italiano’ di Mario Schifano del 1978, venduto per mezzo milione di euro.
Una ‘Attesa’ di Fontana con quattro tagli di un vivace giallo ha quasi toccato 1,2 milioni di euro; buoni risultati anche per Alighiero Boetti, Gino De Dominicis e il contemporaneo Maurizio Cattelan.
Il catalogo di arte moderna europea proposto da Sotheby’s ha aggiunto 13 milioni di euro con 31 lotti venduti su 35, tra cui spicca un grande materasso dipinto di Domenico Gnoli del 1965, venduto per 2 milioni di euro. Un lavoro di Signac del 1903 ha raggiunto la stima più bassa di 4,2 milioni di euro, mentre una composizione di Max Ernst del 1919 ha sorpreso raggiungendo 3,3 milioni di euro.
La sera del 24 ottobre, i due cataloghi di Sotheby’s hanno totalizzato 89,7 milioni di euro. Un’opera di Amedeo Modigliani del 1918 è stata venduta per 27 milioni di euro dopo intense offerte tra sette acquirenti. Un altro ritratto di Modigliani del 1915 ha raggiunto 10,6 milioni di euro.
Tra le opere italiane del dopoguerra, un arazzo di Alighiero Boetti ha sfiorato i 1,9 milioni di euro. Il catalogo dedicato al Surrealismo ha contribuito con 27 milioni di euro al totale, con solo un lotto invenduto su 31. Una composizione di Magritte ha raddoppiato la sua stima iniziale, raggiungendo 10,7 milioni di euro. Altri lavori di Delvaux, Oscar Dominguez, Picabia ed Ernst hanno ottenuto buoni risultati, così come un insolito collare di Salvador Dalì che ha superato la stima di 300-500mila euro, venduto per 736.600 euro. Ora, l’attenzione si sposta verso le aste di metà novembre a New York.
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