Scopri i risultati strabilianti dei Maestri della pittura venduti da Sotheby’s!

L’evento ha generato un incasso di 30,7 milioni di sterline malgrado alcuni lotti invenduti

Nella serata del 3 dicembre, la selezione di 30 opere d’arte antica offerta da Sotheby’s a Londra ha riscosso un’accoglienza favorevole, con numerosi rilanci soprattutto per i pezzi di maggiore valore. L’asta ha raggiunto un notevole incasso di 30,7 milioni di sterline, vicino alla previsione massima di 33,3 milioni, nonostante la mancata vendita di sette lotti, inclusi una scena marittima di van de Welde valutata tra 1,2 e 1,8 milioni di sterline e un’opera raffigurante il Cristo di Guido Reni (stimata tra 300 e 400mila sterline), una delle rare opere di scuola italiana presentate. L’evento ha visto sei vendite milionarie, metà delle quali ha superato i 5 milioni di sterline. Sotheby’s ha riferito che questi risultati portano il fatturato annuale del dipartimento di pittura antica a circa 220 milioni di dollari, segnando un incremento del 50% rispetto al 2024 e indicando una tendenza al rialzo nonostante le crescenti difficoltà nel reperire opere di qualità da portare sul mercato.

Il pezzo forte dell’asta è stato indubbiamente il trittico quattrocentesco di St.Johns’ Almshouse, che illustra “I cinque miracoli di Cristo”, eseguito da un autore anonimo a Bruxelles verso la fine del XV secolo. Conservato per secoli nella Sherborne Almshouse in Dorset e in ottimo stato di conservazione, il trittico ha suscitato una vivace disputa tra due telefonisti (uno dei quali dal dipartimento di arte contemporanea della casa d’asta), superando la stima iniziale di 2,5-3,5 milioni fino a raggiungere i 5,2 milioni di sterline (5,7 milioni considerando le commissioni). L’opera è stata messa all’asta per finanziare le attività benefiche del Trust di Almshouse e è stata acquistata da un’altra organizzazione caritativa cristiana che si è impegnata a renderla accessibile al pubblico della cittadina, preservando così il legame storico con il territorio. Un altro felice episodio in clima natalizio ha visto il ritorno ‘a casa’ di un ritratto del periodo Tudor di Thomas Howard, Duca di Norfolk, opera del XVI secolo di Hans Eworth e uno dei pochi esempi rimasti in mani private, proveniente dalla collezione Rothschild a Waddeston Manor. Quest’opera ha superato la stima di 2-3 milioni di sterline, aggiudicandosi per 3,2 milioni in sala a un consulente d’arte rappresentante del Duke of Norfolk and the Arundel Castle Trust, stabilendo un record di prezzo per l’artista e per un dipinto del periodo elisabettiano.

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Tuttavia, l’aggiudicazione più alta è stata di 6,8 milioni di sterline per un dipinto di Rembrandt recentemente riscoperto: il ritratto di San Giovanni a Patmos, offerto dalla Budapest Foundation con una stima di 5-7 milioni di sterline, è stato venduto per 5,5 milioni dopo un solo rilancio, andando al rinomato commerciante inglese Johnny van Haeften. Come spiegato dal direttore del dipartimento di Sotheby’s, sono stati necessari 14 mesi per studiare e attribuire l’opera direttamente all’artista. Il mercato delle opere di Rembrandt è notoriamente complesso e richiede accurati studi e pazienza, e l’attribuzione è stata confermata dopo consultazioni con numerosi esperti, anche museali.
Un’altra opera, una scena invernale dettagliata di grandi dimensioni di Pieter Brueghel il Giovane, ‘Il Censo a Betlemme’, è stata venduta per 4,2 milioni, entro la stima di 3-5 milioni di sterline, totalizzando 5,2 milioni con le commissioni. Due lavori di Rubens hanno superato il milione di sterline, includendo una recente riscoperta, uno studio preparatorio per un’opera religiosa venduto per 2,5 milioni dopo un solo rilancio, e un’intensa rappresentazione di un volto anziano che ha realizzato 1,3 milioni, da una stima di 1-1,5 milioni di sterline. Un altro ritratto, questa volta di Franz Hals, ‘Verdonck brandisce un osso di mandibola’, è stato venduto al prezzo garantito di 600mila sterline, sotto la stima minima di 800mila, totalizzando 762mila sterline con le commissioni.

Stesso destino per un’opera di pittura inglese, una grande composizione di Turner sul tema mitologico “Venere e Adone”, contesa fino alla stima alta di 400-600mila sterline, che ha moltiplicato il prezzo ottenuto in un’asta del 1971. Il giorno precedente, il 2 dicembre, il catalogo della collezione Behrendt aveva totalizzato 3,1 milioni di sterline, con un terzo di questa somma ottenuta per una veduta panoramica di Amsterdam di Hans Bol venduta per 1,1 milioni di sterline.

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La pausa natalizia non interrompe l’attività dei dipartimenti di pittura dei grandi maestri, che sono impegnati a trovare acquirenti per i prestigiosi cataloghi di New York di inizio febbraio, nei quali sarà inclusa una rarissima opera su carta di Michelangelo recentemente riscoperta, e una grande composizione multimilionaria di Canaletto.

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