La storia dei cognomi, la storia dei luoghi

Il cognome Conza deriva da scalpellino (foto gnu mbdortmund)
All'origine del cognome Conza c'è il mestiere dello scalpellino (foto cc mbdortmund)

Conza (a lungo in dialetto detti i Conscia ): una nota breve breve, che contrasta con i lunghi meriti dei Conscia nei secoli. Siamo ricondotti a quella vasta epopea che intrecciarono i magistri comacini (non da Como, ma da * makio , muratore, costruttore; cfr. ted. machen, fare, erigere).

I Conza erano provetti scalpellini, esperti nell’approntare pietre da costruzione ben acconciate (lat. comptius). Un capomastro da muro Andrea Consa del luogo di Rovio è ad esempio attivo nel1724 quando si costruiscono vari palazzi aristocratici ad Asti.

Più tardi dei Conza investiranno nel caffè e lanceranno il Caffé Conza la Ticinese. Sì che vari svizzeri italiani ignorano la primitiva, originaria attività edile. Ne resta una traccia in quel Padiglione Conza di Lugano (TI) dinnanzi al quale si passa spesso. Dei Conci (famiglie che esercitavano la stessa funzione) sono attestabili oggi a Trento (dove, come noto le maestranze longobarde dei ma(gi)stri comacini e intelvesi furono molto attive).

Cinési : è un nome famigliare che incuriosisce a prima vista. È un tipo di cognome che rientra nella vasta gamma dei nomi di interessante origine bergamasca che escono in -ese, -esi come Vabanesi , Milesi. Nel caso specifico si tratta di un derivato da cin, che deve essere inteso come «pendio, terrazzamento in discesa». Oggi (2010) ci sono vari Cinesi anche a Como e dintorni, mentre ne risulta sin qui a Chiasso una sola famiglia (legata dapprima al pendolarismo frontaliero).

Arici, infine, di cui chiede una signora oggi attiva nelle Centovalli, è un nome (come Coràj, grigionesi, da Konrad, Corrado, ecc.) che si fonda su una derivazione germanica (dopo il sec. VII o VIII). Oggi gli Arici sono molto numerosi in Valtrompia (come risulta dalla ricerca di G. Sabatti 2008) che abbiamo scoperto proprio per rispondere alla signora. Da parte nostra aggiungeremo che oggi sono molto diffusi anche a Brione (Brescia), Gussago e Botticino, sempre in area bresciana. Lo riconduciamo alla diffusa variante Aricus per dire Enrico, voce germanica per «ricco di casa», it. Arrigo, Enrico. Di lì anche i Rizzoli (nome anche di un editore) che è un diminutivo di Ariccio, Aricus, quasi «Enricucciòlo».

Una conferma?: nel 1388 in zona bresciana è attestato un Aricus de Alemania. Molte le varianti e le diversificazioni che avvenivano nei nomi longobardi ed alemanni, molto più abbondanti di quelle latine (in cui pesava di più la tradizione scritta).

Ottavio Lurati

(per gentile concessione di Azione, settimanale di Migros Ticino)