La pensione italiana

 

In Italia, se si esclude la previdenza privata, per usare la terminologia svizzera, esiste solo la previdenza di primo pilastro, finanziata dal datore di lavoro e dal lavoratore, mediante trattenuta in busta paga. I requisiti per beneficiare della pensione sono complicati e cambiano spesso.  La situazione attuale, nel caso più generale, riferito ai lavoratori dipendenti del settore privato, si presenta come segue:

Pensione di vecchiaia
Dal 1 gennaio 2018 le lavoratrici e i lavoratori possono conseguire la pensione di vecchiaia con 66 anni e 7 mesi (uomini) unitamente ad almeno 20 anni di contributi. Nel 2019 l’età pensionabile schizzerà a 67 anni per tutti.

Pensione anticipata
Indipendentemente dall’età anagrafica, attualmente si può chiedere la pensione anticipata se si dispone di 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini) o 41 anni e 10 mesi di contributi (donne). Dal 2019 per la pensione anticipata saranno necessari  43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Questi i casi più generali. Per determinate categorie di lavoratori (disoccupati, invalidi, caregivers e lavori gravosi) sono poi previste delle agevolazioni che permettono di anticipare la pensione (APE sociale), e per diverse categorie di salariati, come i dipendenti pubblici, sono previsti particolari requisiti.

A chi, in vista del pensionamento, vuole informarsi sulla la propria situazione, consigliamo di chiedere all’INPS, attraverso un patronato, una valutazione della situazione contributiva. Attraverso questa procedura si può chiarire la propria posizione rispetto ai requisiti per beneficiare della pensione. Chi ha lavorato all’estero dovrà fornire all’INPS la documentazione sui contributi versati all’estero.

Le rendite vengono calcolate con il metodo misto, in parte retributivo ed in parte contributivo, e dipendono quindi dai contributi effettivamente versati. I diversi cambiamenti intervenuti e i casi particolari rendono difficile dare delle indicazioni generali. In fondo alla pagina indichiamo il link del calcolatore dell’INPS, che permette di valutare la rendita che ci si può aspettare.

Come far valere gli anni contributivi esteri per ottenere la pensione italiana?
Gli emigrati e i frontalieri possono far valere gli anni di lavoro all’estero nel calcolo degli anni contributivi. Il cumulo non ha effetto sulla rendita, ma sui requisiti per ottenerla. Nel caso della Svizzera, al momento in cui si chiederà all’INPS la pensione, bisognerà segnalare la presenza di un periodo lavorativo all’estero, dando tutte le informazioni a disposizione. In questo modo l’INPS provvederà a prendere contatto con l’ente estero per ottenere un estratto contributivo, l’INPS disporrà così delle indicazioni necessarie per verificare la situazione contributiva estera e sommare gli anni contributivi dei due paesi.

Come procedere per chiedere la pensione italiana?
Quando sono dati i requisiti per chiedere la pensione, si può presentare domanda direttamente all’INPS. Occorre precisare che ormai da alcuni anni le domande di pensione devono essere inoltrate mediante procedura telematica, alla quale può accedere il lavoratore munito di codice di accesso, oppure tramite gli enti di patronato. È però consigliabile far capo a un patronato che abbia dimestichezza con queste procedure. Chi ha lavorato all’estero dovrà pure fornire le indicazioni necessarie per far valere gli anni contributivi esteri.

(ringraziamo per i suggerimenti Roberto Crugnola, Patronato INAS, r.crugnola@inas.it)

Per saperne di più sul sistema pensionistico svizzero clicca qui: www.infoinsubria.com/il pensionamento in Svizzera

Link utili:
Per calcolare l’età del pensionamento: http://www.irpef.info/pensionequando.html
Per calcolare l’ammontare della rendita: http://www.irpef.info/pensionequanto.html