Intesa, Conti Spiati! Impiegato Confessa: “Agito da Solo, Nessuna Divulgazione”. La Banca Parte Lesa

Il racconto di Vincenzo Coviello e la posizione di Intesa Sanpaolo

«Ho operato autonomamente e non ho mai fatto copie né conservato informazioni sui conti, né ho condiviso con altri i dati consultati. Ho interrotto l’accesso ai conti dei clienti a partire da ottobre 2023», ha dichiarato dopo un incontro con il suo superiore che lo aveva accusato di accessi non autorizzati, scoperti durante un’audizione interna della banca.

Questa è la descrizione degli eventi fatta da Vincenzo Coviello, l’ex dipendente di Intesa Sanpaolo, licenziato l’8 agosto, riportata in una lettera di contestazione che la banca gli ha inviato il 4 luglio, dopo aver rilevato migliaia di accessi non autorizzati ai conti correnti di numerosi clienti. Nonostante le accuse, secondo la banca, Coviello ha continuato a monitorare i conti. I documenti della banca mostrano che, da novembre 2023 ad aprile 2024, Coviello ha effettuato 347 accessi illeciti, consultando i conti di 261 clienti che non erano sotto la sua gestione.

Intesa Sanpaolo è ufficialmente sotto indagine nell’ambito del procedimento contro Vincenzo Coviello, il quale in 26 mesi ha effettuato accessi illeciti a conti correnti e carte di credito di 3572 correntisti di 679 filiali. La banca, per gli investigatori, avrebbe violato la legge 231 del 2001 che regola la responsabilità amministrativa delle entità giuridiche. Gli inquirenti sostengono che l’istituto non abbia segnalato in tempo utile gli accessi illeciti. A seguito dello scandalo, gli avvocati di alcuni clienti colpiti da Coviello hanno richiesto informazioni alla Procura per valutare l’opportunità di adire le vie legali o di costituirsi parte civile contro la banca.

Un portavoce di Intesa Sanpaolo ha precisato che la banca non ha ancora ricevuto comunicazioni dalle autorità giudiziarie, e ha evidenziato che la banca ha potuto fare una notifica all’Autorità per la Privacy e presentare una denuncia presso la Procura di Bari come parte danneggiata, nei tempi permessi da un’indagine approfondita e dettagliata su quanto accaduto.

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Dopo che il sistema di controllo interno ha rilevato le anomalie, è stata avviata immediatamente la procedura disciplinare e l’analisi dei fatti, che ha richiesto un’intensa e vasta ricostruzione degli eventi. Nel frattempo, la banca ha sospeso cautelativamente l’impiegato e ha iniziato le interlocuzioni con l’Autorità per la Privacy, integrando in seguito la notifica iniziale con i nuovi sviluppi.

L’approfondita analisi e il completamento del procedimento disciplinare, rispettando le norme di tutela del lavoratore, hanno portato al licenziamento a seguito di gravi e reiterate violazioni delle normative e delle procedure interne. Solo al termine di tutto ciò, la banca ha potuto presentare una denuncia come parte danneggiata, basandosi sui fatti come ricostruiti e presentati all’autorità giudiziaria. La banca continuerà a collaborare pienamente con le autorità.

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