Dopo l’acquisizione di Aquanexa da parte di Acea, il focus del mercato si sposta sulla vendita di Sostelia, una piattaforma leader nel trattamento delle acque civili e industriali, valutata circa 170 milioni di euro. Il gruppo di Bologna sembra il favorito
Hera mira a consolidare la sua presenza nel settore idrico e pone l’attenzione su Sostelia, una piattaforma italiana specializzata nella gestione delle acque. La compagnia, guidata da Cristian Fabbri, annuncerà il piano strategico fino al 2029 la prossima settimana e, secondo alcune voci, potrebbe essere in procinto di realizzare una mossa significativa nel settore idrico. Questo segmento ha guadagnato crescente attenzione negli ultimi anni, complice la necessità di interventi su infrastrutture cruciali per affrontare la scarsità e l’irregolarità delle precipitazioni, così come la gestione e il riciclo delle acque provenienti da usi civili e industriali, senza dimenticare l’alta domanda di risorse idriche stimolata dall’uso intensivo di intelligenza artificiale e data center.
In questo contesto di crescente interesse – dove alcuni esperti prevedono che, seguendo la crisi energetica del 2022, il prossimo grande tema di crisi sarà l’acqua – le principali multiutility stanno posizionando le proprie pedine. Acea, con una forte inclinazione verso il settore idrico e leader di mercato in Italia, ha recentemente completato l’acquisto di Aquanexa per oltre 200 milioni di euro, una società che in soli due anni, sotto la guida del fondo Algebris, è diventata un punto di riferimento per le soluzioni integrate e digitali nel settore. Anche Sostelia, principale attore privato italiano nelle tecnologie e trattamento delle acque civili e industriali, è stato rapidamente costruito dal fondo Xenon, che ha unificato diverse aziende del settore, da Simpeco a Ntw e Cid, e successivamente STA, Trentino Acque e Npc Impianti, per finire con Coms e Smart Sea, quest’ultima nata come spin-off universitario della Università di Napoli Parthenope. Queste otto entità dovrebbero raggiungere un Ebitda di circa 25 milioni entro il 2025, con il valore complessivo di Sostelia stimato dagli analisti intorno ai 170 milioni di euro. Un gruppo ben integrato nel ciclo idrico e focalizzato sulla transizione sostenibile che ha attirato l’interesse di diversi operatori, sia fondi che realtà industriali, tra cui spicca Hera, attualmente in prima linea per finalizzare l’acquisizione.
La multiutility bolognese ha dimostrato in passato di saper operare con precisione e tempestività nelle operazioni di M&A, integrando il proprio modello societario e di business con acquisizioni strategiche. Solo un anno fa, ad esempio, Hera ha incrementato la sua partecipazione nella società modenese Aimag, iniziando a consolidarla, proprio nel settore idrico. Il presidente esecutivo Fabbri ha sottolineato l’importanza del ciclo dell’acqua, dove la sfida principale è gestire la resilienza di fronte a siccità e alluvioni. Non sorprende quindi che l’obiettivo attuale possa essere Sostelia, con cui sono già in atto rapporti commerciali, specialmente nel Nord Est, dove Hera opera tramite la controllata Acegas-Aps, e dove l’elevata densità industriale e civile rende essenziale il trattamento delle acque. Secondo gli analisti, questo potrebbe tradursi in una significativa creazione di valore se l’acquisizione venisse portata a termine. Per questa ragione, è probabile che l’affare possa riguardare il 100% di Sostelia, e non solo il 65% di Xenon come inizialmente previsto, ma anche il restante 35% detenuto dai vari imprenditori delle società aggregate.
I giorni a venire saranno cruciali per definire l’esito di questo riassetto, anche se alcuni speculano che Hera potrebbe addirittura presentare il nuovo piano, previsto per la prossima settimana, con il dossier Sostelia già concluso.
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