Annuncio di ristrutturazione in Volkswagen
La multinazionale tedesca Volkswagen ha manifestato l’intenzione di chiudere tre dei suoi impianti situati in Germania, conferma pervenuta attraverso le parole di Daniela Cavallo, presidente del Consiglio di fabbrica dell’azienda. La notizia, diffusa dai media locali, include anche il taglio di migliaia di posti di lavoro, con i lavoratori già informati riguardo a questi drastici cambiamenti.
Come parte di questo piano di ristrutturazione, è stato altresì comunicato che i salari dei dipendenti subiranno una riduzione del 18% nei prossimi due anni. Un primo decremento del 10% è previsto per quest’anno, con ulteriori eliminazioni di indennità nei due anni a venire. Inoltre, il bonus mensile di 167 euro, frutto di accordi collettivi, non verrà più corrisposto.
Daniela Cavallo ha sottolineato che queste misure porteranno a licenziamenti su larga scala, non solo a causa della chiusura di almeno tre stabilimenti, ma anche per la riduzione di capacità produttiva negli impianti che continueranno a operare.
La presidente del Consiglio di fabbrica ha affermato con fermezza che “l’azienda intende mandare decine di migliaia di dipendenti Volkswagen in disoccupazione”. Attualmente, Volkswagen conta circa 120.000 dipendenti distribuiti in 10 stabilimenti in Germania.
Reazioni e dichiarazioni ufficiali
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha esortato l’azienda a fare tutto il possibile per garantire la conservazione dei posti di lavoro. Un portavoce del governo ha aggiunto che il cancelliere rimane in stretto contatto con la dirigenza di Volkswagen, sottolineando che eventuali errori gestionali passati non dovrebbero ricadere sui dipendenti.
In risposta, i lavoratori hanno minacciato azioni drastiche, inclusa la paralizzazione della produzione. “Chiuderemo gli stabilimenti Volkswagen a livello nazionale a partire da dicembre. Non ci piegheremo a questa spirale discendente”, ha dichiarato Uwe Kunstmann, presidente del comitato aziendale generale Volkswagen in Sassonia.
Implicazioni più ampie e commenti industriali
Intanto, il dibattito si estende oltre i confini aziendali. Emanuele Orsini, presidente di Confindustria, commentando la situazione durante l’assemblea di Unione Industriali Torino, ha criticato le scelte politiche passate nel settore automobilistico. Ha evidenziato l’importanza di concentrarsi sulla riduzione delle emissioni di CO2 senza essere vincolati a una specifica tecnologia, promuovendo la neutralità tecnologica. “Il rischio di deindustrializzazione durante la transizione ecologica è significativo. Non possiamo permetterci di attendere ulteriori decisioni per il 2026 riguardo il bando del 2035; dobbiamo agire immediatamente per rimuovere le sanzioni e rivedere le necessità, ponendo al centro la neutralità tecnologica”, ha concluso Orsini.
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