Importanza strategica, infrastrutture logistiche di primo piano, forza lavoro altamente specializzata e un robusto ambiente industriale costituiscono i pilastri che fanno dell’area italiana un alleato di spicco per le compagnie internazionali, specialmente quelle giapponesi
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – L’importanza strategica, infrastrutture logistiche di primo piano, forza lavoro altamente specializzata e un robusto ambiente industriale sono i pilastri che fanno del Friuli Venezia Giulia un alleato di spicco per le compagnie internazionali, specialmente quelle giapponesi. Questa regione italiana ha una netta prevalenza nell’export verso il Giappone, principalmente nel settore alimentare e delle bevande, ma anche in altri settori vitali che mostrano un bilancio commerciale favorevole: secondo i dati del primo semestre del 2024, il settore del legno e dell’arredamento ha esportato per 4,8 milioni di euro e l’industria manifatturiera ha registrato un saldo di 3,4 milioni, oltre a significative performance nel settore dell’elettronica, altro punto di forza della regione. Inoltre, il Giappone è un partner cruciale anche per le importazioni in vari settori, inclusi l’automotive e i tessuti. In questo scambio bilaterale, in un’epoca dove le connessioni globali sono essenziali per la competitività economica, il Friuli Venezia Giulia si conferma come una delle aree italiane più attrattive per gli investimenti esteri, primariamente da parte del Giappone.
La posizione del FVG è decisamente strategica, essendo collocata nel cuore dell’Europa, tra il Mediterraneo e i mercati dell’Europa Centrale e Orientale. In questo quadro, il Porto di Trieste assume un ruolo chiave ed è uno degli asset principali della regione. Essenziale per le dinamiche di import-export, il porto franco di Trieste è unico in Europa per il suo regime fiscale e doganale facilitato. Grazie alla sua profondità naturale, rappresenta il maggiore porto italiano per il traffico di merci e uno dei principali terminal europei per i collegamenti con l’Asia, attraverso il Canale di Suez, e il primo porto italiano per traffico ferroviario e movimentazione di merci. Anche i carichi provenienti dal Giappone trovano in Trieste un ingresso ideale verso i mercati europei. Una volta giunte a Trieste, le merci possono beneficiare di una rete ferroviaria efficiente che collega la regione ai Paesi dell’Europa centrale: oltre 3,6 milioni di tonnellate sono movimentate via treno, con destinazioni principali in Germania (30%), Austria (23%) e Italia (18%), oltre a connessioni con Lussemburgo, Belgio, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia e altri. Con cinque interporti intermodali e una rete logistica altamente efficiente, il Friuli Venezia Giulia funge da ponte strategico tra il Giappone e l’Europa: il Kansai (e in particolare Osaka), la seconda economia giapponese dopo Tokyo, è di grande importanza strategica per la regione friulana, offrendo significative opportunità nei settori biotech, logistica, aerospazio e manifattura avanzata.
Oltre alla logistica, un altro punto di attrazione per le compagnie estere è rappresentato dalle condizioni economiche vantaggiose offerte dal FVG: l’IRAP (imposta sulle attività produttive) è pari a zero per i primi tre anni (1% per i successivi due), prestiti agevolati con tassi favorevoli, contributi a fondo perduto per progetti di ricerca e sviluppo, oltre a servizi gratuiti per la selezione del personale, consulenze sugli incentivi e supporto per eventi di networking. Inoltre, la regione dispone di un ente di finanziamento che sostiene le imprese nella capitalizzazione e nell’accesso a strumenti finanziari strategici per la crescita. Recentemente, è stata istituita anche la Zona Logistica Semplificata, che garantisce alle imprese procedure semplificate e la possibilità di usufruire di un credito di imposta sugli investimenti, oltre che di corridoi doganali vantaggiosi.
L’attrattività del Friuli Venezia Giulia passa anche attraverso prestigiose istituzioni scientifiche, come l’Università di Trieste, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, l’International Centre for Theoretical Physics e l’Area Science Park, che attirano l’interesse delle imprese high-tech giapponesi che hanno intenzione di sviluppare progetti di ricerca congiunta in settori d’avanguardia come la fisica, l’intelligenza artificiale, la medicina o nuovi materiali. L’interesse giapponese si estende anche al manifatturiero avanzato: Danieli, gigante dell’ingegneria industriale con sede a Buttrio (in provincia di Udine), collabora da anni con partner nipponici nel settore siderurgico.
In quest’ottica di scambio imprenditoriale e culturale reciproco si è svolto, lo scorso 25 aprile, “Selecting Italy”, l’evento, andato in scena a Osaka nel contesto dell’Expo 2025, dedicato all’attrazione degli investimenti esteri e organizzato congiuntamente dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e dalla Conferenza delle Regioni e patrocinato dai Ministeri degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale e delle Imprese e del Made in Italy. L’incontro ha aperto una finestra sul mercato giapponese chiamando a raccolta oltre 130 stakeholder tra istituzioni e imprese. «La nostra Regione è convinta che rafforzare il legame con il Giappone sia fondamentale per favorire nuove opportunità di investimenti reciproci e per consolidare quell’asse logistico Indo-mediterraneo, la cui rilevanza è strategica in tempo di crisi internazionali, che parte dal Sol levante e arriva in Italia e in Europa tramite il porto di Trieste», ha commentato il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Il governatore ha poi ricordato le diverse iniziative che hanno visto come protagonista l’unione tra la regione e il Giappone: «Numerose sono le occasioni che, in questi mesi, hanno dato concretamente il via a questo percorso. Dai primi incontri istituzionali in Giappone nel novembre 2024 alla nostra partecipazione all’Expo di Osaka lo scorso aprile, dove abbiamo organizzato un’edizione speciale dell’evento Selecting Italy sull’attrazione degli investimenti esteri. Abbiamo inoltre ospitato nel mese di gennaio una delegazione di Jetro, organizzazione governativa giapponese che promuove gli investimenti e gli scambi tra il Giappone e il resto del mondo. Vogliamo che questi eventi non rimangano fini a sé stessi, ma che fungano da apripista per un programma di collaborazione a lungo termine», ha concluso Fedriga.
Un esempio virtuoso di connubio tra il FVG e il Giappone è sicuramente rappresentato da Nidec, azienda giapponese produttrice di motori elettrici e componenti correlati che nel 2010 ha acquisito una piccola realtà a Pordenone favorendone lo sviluppo e la crescita. L’operazione, ha raccontato Katia Drusian, ceo di Nidec Appliance, Commercial and Industrial Motors (Acim) – Business Unit strategica con circa 18.000 dipendenti nel mondo della divisione Appliance Automotive Division (Aad) che invece conta circa 30.000 persone, guidata dal Ceo Valter Taranzano – si legava alla tipologia di prodotto e al livello di sviluppo industriale che l’azienda nipponica ha trovato in Friuli Venezia Giulia: qui Nidec ha scelto di insediare sia l’headquarter di Aad che di Acim. Una sede che oggi rappresenta un punto di riferimento globale per l’intero gruppo, grazie anche a una struttura produttiva avanzata e a un centro di ricerca e sviluppo. Una realtà che negli anni è cresciuta, passando da un fatturato di 130 milioni di dollari a oltre 5 miliardi per l’intera divisione di Appliance e Automotive Division, che si sviluppa anche al di fuori dell’Italia. Elementi importanti che uniscono la regione italiana con la terra del Sol levante sono «la solida base industriale e la passione per il lavoro: in Giappone questi tratti, uniti a motivazione e impegno, sono elementi culturali cardine e sono le stesse caratteristiche che ritroviamo anche nel nord-est italiano», ha sottolineato Drusian. I vantaggi logistici e fiscali «sono certamente un valore aggiunto che, probabilmente al momento dell’acquisizione, non era stato considerato – ha detto ancora la ceo -, ma ben presto la società ha riconosciuto come la presenza di un porto potesse agevolare la logistica e come l’apertura culturale del Friuli Venezia Giulia verso altre realtà europee, rappresentasse un plus in grado di attrarre più talenti e favorire una mentalità aperta, non sempre riscontrabile in altre aree del Paese». Unendo l’innovazione e la creatività italiana al rigore e alla dedizione al lavoro tipica giapponese, «siamo riusciti a creare un modello Italia-Giappone che si fonda sulla complementarità autentica tra due visioni culturali diverse ma profondamente compatibili che ci consente di presentarci con forza sul mercato globale, grazie alla solidità economica e finanziaria che Nidec ci assicura, unita ad una capacità imprenditoriale flessibile e innovativa che nasce anche dal nostro background italiano».
Katia Drusian è stata ospite all’Expo di Osaka allo speciale evento “Selecting Italy”, dove ha approfondito il rapporto con le istituzioni regionali, incontrando il presidente Fedriga e il suo staff: «abbiamo trovato un team assolutamente aperto all’ascolto, desideroso di lavorare con noi, desideroso di comprendere appieno le problematiche che, come azienda industriale, affrontiamo in Friuli. Abbiamo avviato una collaborazione diretta e il nostro desiderio è di lavorare insieme in modo più articolato e concreto, ricevendo supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti e rafforzare ulteriormente il ruolo del l’headquarter di Pordenone come centro internazionale di rilievo». Una collaborazione tra la regione e l’azienda giapponese che mira ad «attrarre ancora più talenti, presentando il Friuli Venezia Giulia come una regione dalla vocazione industriale e orientata allo sviluppo, ma anche come un luogo attrattivo, in cui vivere e lavorare», ha concluso la top manager.
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