Byd sbarca in Europa: rivoluzione in AI, prezzi bassi e filiera Made in Italy!

L’esperto Altavilla rivela: avanzate discussioni con marchi europei per un consorzio di emissioni. Introduzione del sistema smart driving con DeepSeek anche nei modelli più accessibili

Byd, gigante cinese delle vetture elettriche (oltre 4 milioni di veicoli prodotti nel 2024, rappresentando più di un terzo del mercato interno), è in fase di negoziazione con vari produttori europei di automobili per costituire un consorzio volto a evitare sanzioni. L’idea è che Byd possa vendere crediti di carbonio a queste aziende per aiutarle a soddisfare i rigidi limiti di emissioni di CO2 imposti dall’Unione Europea a partire dal 1 gennaio 2025, eludendo così pesanti multe. Anche se non sono stati divulgati i nomi delle aziende coinvolte, Byd segue l’esempio di altri gruppi già attivi in questo campo: uno guidato da Tesla, che include Stellantis, Toyota, Ford, Mazda e Subaru, e un altro che vede la partecipazione di Mercedes, Polestar, Volvo Cars e Smart.

“Le trattative sono in corso e stiamo facendo buoni progressi”, ha affermato Alfredo Altavilla, consigliere speciale per l’Europa di Byd, durante la presentazione della nuova Atto 2 a Torino.

Le case automobilistiche che non riescono a raggiungere i target di emissioni (quest’anno dovrebbero commercializzare veicoli a batteria per il 20-24% del totale, un traguardo irraggiungibile per molti) possono compensare acquistando crediti da chi ha già raggiunto gli obiettivi grazie alle vendite di auto elettriche. Questi accordi devono essere comunicati alla Commissione Europea entro il 31 dicembre di ogni anno, anche se Bruxelles non ha il potere di intervenire sulle condizioni commerciali.

Oltre agli accordi sulle emissioni, Byd ha annunciato che implementerà il suo sofisticato sistema di guida assistita, denominato God’s Eye, su quasi tutti i suoi futuri modelli senza costi aggiuntivi per i clienti. Con questa mossa, il marchio cinese mira a competere con Tesla e altri concorrenti come Xpeng.

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God’s Eye sfrutta telecamere, radar e sensori avanzati per funzioni come il parcheggio automatico, il cruise control adattivo e la frenata assistita. Inoltre, Byd ha annunciato una collaborazione con DeepSeek, una controversa azienda cinese specializzata in intelligenza artificiale, per perfezionare ulteriormente il software di guida autonoma.

“Il 2025 sarà l’anno della guida intelligente per tutti”, ha proclamato il presidente e fondatore di Byd, Wang Chuanfu. Secondo lui, la guida assistita avanzata grazie all’AI diventerà un elemento essenziale, al pari delle cinture di sicurezza e degli airbag.

La notizia più sorprendente? La potenza di Shenzhen (che produce non solo automobili ma anche batterie, treni monorotaia, autobus e tecnologie per l’energia rinnovabile) promette che la guida intelligente di ultima generazione sarà disponibile anche sulle auto più economiche, come la Byd Seagull, che in Cina ha un costo di circa 9.500 dollari e che in Europa potrebbe essere venduta a circa 20.000 euro. Un livello di tecnologia che, fino a poco tempo fa, era riservato solamente ai modelli di fascia alta.

L’integrazione della guida intelligente è parte di una strategia più ampia per ridurre i prezzi. Di recente, Byd ha abbassato i costi dei suoi veicoli elettrici più economici sotto i 10.000 dollari, mettendo sotto pressione i concorrenti, inclusa Tesla.

Secondo alcuni analisti, questa strategia mira a stimolare la domanda in un mercato sempre più competitivo. Nel 2024, come già menzionato, Byd ha venduto più di 4 milioni di auto e punta a raggiungere i 6 milioni nel 2025. Per mantenere questa crescita, ha bisogno di distinguersi dalla concorrenza. John Zeng, analista di GlobalData, ritiene che puntare sulla guida autonoma possa rilanciare le vendite. Aziende come Xpeng potrebbero subire la pressione, non avendo la stessa capacità produttiva e finanziaria per offrire tecnologie simili a prezzi così competitivi.

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Oltre alla tecnologia avanzata e ai prezzi competitivi, Byd sta rafforzando la sua presenza in Europa con due nuovi stabilimenti: uno in Ungheria, che sarà operativo da ottobre 2025, e uno in Turchia, previsto per marzo 2026.

Per assicurare una produzione efficiente, la compagnia cinese ha organizzato un incontro il 20 e 21 febbraio a Torino con circa 300 fornitori italiani. All’evento parteciperanno Altavilla, il responsabile degli acquisti del gruppo, e un rappresentante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’obiettivo è definire le forniture per i circa 500.000 veicoli che saranno prodotti in Ungheria e in Turchia.

“Abbiamo bisogno di una filiera locale, e le aziende italiane hanno già dimostrato la loro competitività con i costruttori tedeschi”, ha spiegato Altavilla. Molte aziende italiane stanno affrontando un calo degli ordini, in parte dovuto alla riduzione della produzione di Stellantis in Italia. Per loro, una collaborazione con Byd potrebbe rappresentare una svolta positiva in termini di fatturato e occupazione.

In conclusione, con una strategia basata su prezzi aggressivi, tecnologia avanzata e collaborazioni con i fornitori locali, Byd mira a trasformarsi in un vero protagonista europeo, come aveva predetto tempo fa Stella Li, vicepresidente esecutiva e World Car Person of the Year 2025. Gli accordi sulle emissioni, le auto accessibili con guida smart e le partnership con i fornitori italiani sono mosse che potrebbero cambiare gli equilibri del mercato. (Al.An.)

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