Il gestore svizzero: «La finanza verde perde centralità, maggiore enfasi sui titoli legati alla difesa»
Dall’Europa agli USA, in un anno di elezioni, le direzioni politiche saranno influenzate dai risultati elettorali, mentre i mercati finanziari sono in attesa di segnali concreti di cambiamenti nelle politiche monetarie da parte delle autorità bancarie centrali. In Europa, l’avanzata dei partiti di destra anti-establishment, seguita agli ultimi scrutini, sembra orientare la politica verso una maggiore attenzione alla sicurezza nazionale e alla gestione delle frontiere, piuttosto che alla transizione ecologica.
Con la recente battuta d’arresto dei partiti ecologisti in Parlamento, “si prevede un possibile taglio nei fondi pubblici destinati alle iniziative ambientaliste, a favore di un incremento delle spese per la difesa e il controllo dei confini”, con conseguenze dirette sui mercati relativi a questi ambiti, come indicato dagli economisti di Vontobel, una società svizzera di investimenti.
Nonostante ciò, la speranza non è completamente svanita: “Sebbene alcuni progetti di transizione verde possano essere riconsiderati o rinviati, è improbabile assistere a una totale inversione di rotta”, afferma Jean-Louis Nakamura, responsabile di Conviction Equities di Vontobel, durante la presentazione delle previsioni di mercato dell’azienda di gestione patrimoniale. Restano disponibili 400 miliardi di euro per progetti europei, finanziati tramite sovvenzioni e prestiti da utilizzare entro il 2030, con focus su efficienza energetica, energia pulita, ristrutturazioni sostenibili, e veicoli elettrici.
Mentre si attendono ulteriori sviluppi dalla politica europea, i mercati finanziari scrutano attentamente i movimenti della Federal Reserve, che oggi si riunisce senza che siano attese decisioni immediate sui tassi d’interesse. Tuttavia, ciò è solo questione di tempo: “Una riduzione dei tassi è in vista, la Fed desidera avere certezze sulla traiettoria dell’inflazione verso l’obiettivo del 2%”, spiega Mondher Bettaieb-Loriot, responsabile dei bond aziendali di Vontobel, prevedendo tre tagli di tassi da parte della banca centrale americana (il primo a settembre), seguendo un intervento analogo della BCE: “I segni della fine della politica monetaria restrittiva sono evidenti. La Fed è preoccupata per l’andamento dell’inflazione core, con i principali indicatori, dagli affitti alle assicurazioni, in calo. Considerando i tassi reali, il margine di manovra è ampio, circa 250 punti base di riduzione”, aggiunge il gestore.
L’orizzonte economico rimane positivo su entrambe le sponde dell’Atlantico, dove i rischi di recessione sembrano allontanati sia in Europa che negli USA, superate le crisi legate al Covid e le tensioni energetiche derivanti dal conflitto in Ucraina. Con un’inflazione in calo, escludendo shock esterni improvvisi, gli investimenti in titoli di credito continuano a registrare rendimenti positivi, sebbene inferiori rispetto al 2023. “I bond finanziari di banche e assicurazioni offrono spread più alti, superiori a quelli aziendali, in tutte le categorie, dai bond senior ai Tier2 fino agli AT1”, spiega Eoin Walsh, gestore di portafoglio presso TwentyFour Asset Management di Vontobel. Buone prestazioni anche per gli AT1, reintegrati nei portafogli dei gestori dopo il collasso di Credit Suisse, quando furono azzerati per salvare la banca svizzera.
Anche il panorama azionario è positivo, con i principali indici di settore che dall’inizio dell’anno hanno registrato crescita a due cifre, sollevando interrogativi sulla sostenibilità di tali trend: “Non siamo alla fine del ciclo – assicura Gianluca Ungari, capo della gestione portafogli in Italia – con un’economia che non mostra segni di rallentamento e un’inflazione in diminuzione, stiamo cercando il canarino nella miniera per rilevare eventuali segnali di inversione di tendenza”, ma per ora il canarino sembra godere di ottima salute.
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