Le tensioni globali e le sfide economiche dell’Europa
La recente elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, la persistente guerra in Ucraina e l’instabilità geopolitica nel Medio Oriente stanno creando preoccupazioni significative per la Commissione europea riguardo al futuro economico dell’Unione Europea. “Dopo un periodo di stagnazione nel 2023, l’economia europea mostra segni di ripresa e prevediamo un’accelerazione nei prossimi due anni. Tuttavia, la crescita è ancora limitata e soggetta a numerosi rischi al ribasso. Questa situazione evidenzia l’urgenza di perseguire un’agenda ambiziosa di investimenti e riforme per migliorare la nostra competitività e sicurezza, in linea con le nuove regole di governance economica,” ha dichiarato Paolo Gentiloni, Commissario europeo per l’Economia, durante la presentazione delle previsioni economiche autunnali dell’UE. “Il prolungato conflitto russo-ucraino e l’escalation delle tensioni nel Medio Oriente aumentano i rischi geopolitici e quelli legati alla sicurezza energetica,” si legge nel rapporto di Bruxelles, che sottolinea anche i pericoli legati ai ritardi o mancate implementazioni dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza (PNRR), oltre all’effetto potenzialmente maggiore del consolidamento fiscale previsto, che potrebbe rallentare ulteriormente la ripresa economica. L’imminente insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca e la sua minaccia di imporre dazi sulle importazioni dall’UE aggiungono ulteriori preoccupazioni per un possibile “temporale perfetto” che potrebbe colpire l’economia europea.
Le relazioni commerciali UE-USA e le prospettive economiche
“Le relazioni commerciali tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea rappresentano uno degli assi commerciali più grandi e strategicamente importanti a livello globale. Nonostante le tensioni commerciali e le differenze normative, entrambe le parti mantengono un interesse comune nel promuovere standard elevati, concorrenza equa e stabilità nei mercati globali. In questo contesto, un possibile orientamento protezionistico da parte degli Stati Uniti potrebbe essere estremamente dannoso per entrambe le economie,” ha affermato Gentiloni, confermando che la Commissione si impegnerà a collaborare con la prossima amministrazione USA per mantenere stabili e aperti i canali commerciali, garantendo al contempo la massima sicurezza possibile. L’economia dell’UE, sebbene in ripresa, non mostra ancora una crescita costante e robusta come desiderato.
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’area euro è previsto aumentare dello 0,8% nel 2024, dell’1,3% nel 2025 e dell’1,6% nel 2026, secondo le previsioni economiche di Bruxelles. Tuttavia, queste stime rappresentano una revisione al ribasso rispetto a quelle di maggio 2025, quando si prevedeva una crescita dell’1,4%. Per quanto riguarda l’UE in generale, si prevede una crescita dello 0,9% nel 2024, dell’1,5% nel 2025 e dell’1,8% nel 2026. L’inflazione dovrebbe stabilizzarsi al 2,4% nel 2024, al 2,1% nel 2025 e all’1,9% nel 2026 nell’eurozona, con stime leggermente superiori per l’UE. I dati sul mercato del lavoro indicano una tenuta nella prima metà del 2024, con una crescita prevista, seppur a ritmo più lento, nel corso del 2025 e del 2026. Anche per l’Italia, si prevede una crescita del PIL dello 0,7% nel 2024 e dell’1% nel 2025, con una revisione al ribasso rispetto alle precedenti previsioni.
Le proiezioni per l’Italia mostrano anche una situazione di inflazione inferiore alla media dell’UE nel 2025, prevista all’1,9%. Tuttavia, la preoccupazione maggiore rimane il debito pubblico, nonostante un rapporto deficit-PIL in calo dal 3,8% nel 2024 al 3,4% nel 2025 e al 2,9% nel 2026, grazie anche alla graduale eliminazione dei sostanziosi crediti d’imposta per l’Ecobonus. L’impatto dell’Ecobonus sulle ristrutturazioni edilizie è stato descritto da Gentiloni come “più negativo che positivo”, nonostante le ragioni teoriche alla base della misura. Le differenze nelle previsioni di crescita rispetto a quelle del governo italiano si basano principalmente sul ritardo nella ripresa dei consumi, e in parte sullo spostamento in avanti degli investimenti previsti dal PNRR.
La manovra di bilancio italiana sarà valutata da Bruxelles a fine novembre, e secondo Gentiloni dovrebbe essere in linea con gli obiettivi di mantenimento della serietà nei conti pubblici e del completamento delle riforme e degli investimenti del PNRR. “Se realizziamo pienamente i 190 miliardi del PNRR, possiamo contribuire significativamente a una crescita non limitata, come attualmente si verifica in Europa,” ha concluso Gentiloni durante un briefing stampa. Inoltre, il ritardo nella formazione della nuova Commissione europea, se non risolto in tempo per la votazione prevista a Strasburgo per il 27 novembre, potrebbe posticipare l’entrata in carico del nuovo esecutivo a gennaio 2025. “Il mondo non aspetterà la Commissione,” ha avvertito Gentiloni, sottolineando la necessità di raggiungere un accordo entro la data limite.
Se l’Italia quindi mostra una crescita in linea con quella europea, rimane comunque una delle ultime in Europa per quanto riguarda il debito pubblico. Anche altre grandi economie europee, come la Germania e la Francia, mostrano segnali di difficoltà con previsioni di crescita modesta e un aumento del debito pubblico nei prossimi anni. La ricetta per mantenere alta la competitività europea sembra quindi richiedere maggiori investimenti nei prossimi anni, sia pubblici che privati. “Le sfide sono state chiaramente delineate nei rapporti di Draghi e Letta,” ha dichiarato Gentiloni. “Sono noti gli 800 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi per le nostre priorità comuni, mentre i governi lavorano per ridurre i livelli di debito. È un percorso stretto,” ha aggiunto. “Da dove possono arrivare questi investimenti? Da un lato, dall’implementazione dello Strumento di Ripresa e Resilienza, dall’altro, devono provenire dagli investimenti privati. In questo caso sarà cruciale creare le condizioni per mobilitare i finanziamenti privati su una scala molto più ampia di quanto fatto finora. Infine, una parte della risposta deve essere costituita da nuovi strumenti di finanziamento comuni europei,” ha concluso. La prossima Commissione europea, quindi, si trova di fronte a numerose sfide, come sottolineato da Gentiloni, e la situazione geopolitica attuale non sembra facilitare le cose. Stati Uniti, Ucraina, Medio Oriente e Cina rappresentano un complesso puzzle che Bruxelles dovrà sbrogliare nei prossimi anni per mantenere un ruolo significativo nei mercati globali.
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