Beretta sfida l’America! Lancia un’Opa mozzafiato sul 20,05% di Sturm Ruger

La holding italiana del settore armiero ha già in mano il 9,95% della società quotata a Wall Street, con un incremento in Borsa del 6,95%

Beretta Holding, con base legale in Lussemburgo ma di radici italiane, ha reso noto di voler effettuare un’offerta pubblica di acquisto per acquisire fino al 20,05% di Sturm Ruger, un noto fabbricante di armi statunitense, offrendo 44,80 dollari per azione. Questa decisione segna l’ultimo episodio di una tensione crescente tra le due entità. In seguito all’annuncio, le azioni di Sturm Ruger hanno registrato un aumento del 6,95% a Wall Street, raggiungendo i 43,57 dollari, rispetto ai 40,74 dollari della chiusura del giorno precedente. Il prezzo offerto da Beretta rappresenta un incremento di circa il 20% sul prezzo medio degli ultimi 60 giorni. Attualmente, la capitalizzazione di mercato di Ruger ammonta a 683,4 milioni di dollari, il che rende il 20% delle azioni valutato circa 130 milioni di dollari.

Beretta Holding è già il maggiore azionista di Ruger, detenendo il 9,95% delle sue azioni. Con questa nuova offerta, la holding italiana potrebbe arrivare a possedere una quota del 30%.

In una comunicazione inviata oggi, 25 marzo, al consiglio di amministrazione di Ruger, Robert Eckert, direttore generale di Beretta Holding, ha richiesto una deroga al meccanismo di difesa noto come “poison pill”, introdotto dal consiglio il 14 ottobre 2025. Beretta ha fissato come termine ultimo la fine di marzo per la rimozione di tale meccanismo.

“Non miriamo a prendere il controllo di Ruger”, ha scritto Eckert, “Il nostro obiettivo era ed è quello di instaurare una collaborazione strategica con l’azienda.” Il mese scorso, Beretta ha iniziato una campagna di acquisizione di deleghe per poter nominare quattro dei suoi rappresentanti nel consiglio di nove membri di Ruger, in previsione dell’assemblea annuale del 29 maggio, con l’intento di influenzare il consiglio a raggiungere un accordo.

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Beretta Holding si è posizionata come un partner strategico piuttosto che un concorrente, evidenziando che le sue vendite negli USA sono focalizzate principalmente su fucili da caccia, munizioni e sistemi ottici. L’azienda occupa quasi 700 persone attraverso nove entità negli Stati Uniti e ha respinto le accuse di aver avviato un’acquisizione ostile di tipo “strisciante”.

“La nostra pazienza è esaurita”, ha dichiarato il direttore generale. “Dal momento che avete sospeso ulteriori negoziati, l’unica opzione rimasta per cercare di rafforzare la nostra posizione e allineare i nostri interessi è quella di presentare un’offerta pubblica di acquisto direttamente agli azionisti di Ruger”.

Beretta Holding, nota casa produttrice di armi fondata nel 1526 e guidata da Pietro Gussalli Beretta come presidente e CEO, ha registrato un fatturato di 1,67 miliardi di dollari nel 2024, di cui il 40% proviene dagli Stati Uniti, con un EBITDA di 253 milioni di euro. La sua strategia di crescita attraverso acquisizioni esterne ha incluso l’acquisto, nel 2022, della società svizzera RUAG Ammotec, produttrice di munizioni. Con divisioni dedicate a ottica, munizioni e armi, il gruppo ha interessi in espansione nel settore della difesa, che oggi rappresenta il 40% del suo fatturato, oltre a investire in tecnologia e ricerca. Il settore tradizionale delle armi civili per sport e caccia rimane centrale, mostrando tassi di crescita stabili.

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