Summit Ucraina: Tensione nelle Borse UE, Leonardo vola a Milano!

Il presidente Trump, Zelensky e i leader europei, incluso il premier italiano Giorgia Meloni, parteciperanno al vertice. A Piazza Affari, il Ftse Mib chiude stabile, con buone performance di Saipem e Tim, ma con un calo per le banche

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Le borse europee si mostrano deboli nell’apertura della settimana, con gli investitori che adottano un approccio cauto in seguito ai recenti picchi dei mercati e in vista del vertice che vedrà la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dei leader europei. La questione della pace in Ucraina rimane un punto focale per il mercato, che questa settimana seguirà anche il simposio dei banchieri centrali a Jackson Hole, previsto per giovedì 21 agosto.

Di conseguenza, il Ftse Mib di Milano chiude in sostanziale equilibrio (-0,03%), mentre il Cac di Parigi perde lo 0,50% e il Dax di Francoforte lo 0,23%. Anche l’Ibex di Madrid si posiziona sotto la parità (-0,24%), mentre tengono il Ftse 100 di Londra (+0,16%) e l’Aex di Amsterdam (+0,13%).

Wall Street termina in lieve calo in attesa del simposio di Jackson Hole e dopo una settimana positiva che ha visto i principali indici raggiungere nuovi massimi, alimentati dalla speranza di un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre. Il Dow Jones scende dello 0,08% a 44.912,19 punti, il Nasdaq cresce dello 0,03% a 21.629,77 punti mentre lo S&P 500 perde lo 0,01% a 6.449,16 punti. L’attenzione è quindi divisa tra il simposio dei banchieri a Jackson Hole e il vertice alla Casa Bianca per trattare la pace in Ucraina. Trump ha dichiarato che oggi «è un giorno importante alla Casa Bianca», evidenziando l’eccezionalità dell’evento con la presenza di molti leader europei, sottolineando l’importanza di terminare il conflitto russo-ucraino. «Vedremo quali saranno i risultati», ha commentato il presidente. Questa settimana sono anche attesi i bilanci trimestrali di Lowe’s, Target e Walmart: i grandi rivenditori chiuderanno una stagione di utili sostanzialmente positiva, con oltre il 92% delle aziende dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati di questo trimestre, quasi l’82% ha superato le previsioni di Wall Street.

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Per quanto riguarda le azioni, giornata difficile per le banche, con Commerzbank a Francoforte che registra un -3,31% dopo un downgrade del rating da parte di Deutsche Bank. Negative anche Credit Agricole (-1,87%) e Bnp Paribas (-1,68%) a Parigi, così come le principali banche italiane: Popolare di Sondrio perde l’1,27%, UniCredit lo 0,62%, Mps lo 0,38%. In calo dello 0,56% anche Mediobanca, che giovedì 21 agosto terrà l’assemblea per approvare l’offerta pubblica di acquisto su Banca Generali (+0,3%), mentre le adesioni all’offerta di Mps hanno superato il 13% del capitale. Sul fronte opposto, Leonardo (+3,16%) beneficia di una giornata favorevole per il settore della difesa, che risponde alle esigenze di riarmo dell’Unione europea in relazione alla situazione in Ucraina. Acquisti anche per Saipem (+3,16%) e Tim (+2,29%), dopo che i risultati semestrali di Wind3, secondo gli analisti di Intermonte, «hanno confermato il ritorno alla razionalità del mercato». Fuori dal paniere principale, le possibili trattative del calciomercato incrementano le quotazioni della Juventus (+4,22%).

Sul mercato valutario, il dollaro si rafforza, con il cambio euro/dollaro a 1,1673 (da 1,1650 alla chiusura di giovedì precedente). La moneta unica è anche scambiata a 172,53 yen (da 172,09), mentre il rapporto dollaro/yen è a 147,82 (da 147,71). Calo per il Bitcoin che, dopo aver raggiunto i massimi la scorsa settimana, perde l’1,63% a 115.844 dollari. Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio torna a salire, con il Brent che guadagna lo 0,36% a 66,09 dollari al barile e il Wti che cresce dello 0,25% a 62,96 dollari. Stabile a 31 euro al megawattora il prezzo del gas naturale sulla piattaforma Ttf di Amsterdam (+0,03%).

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Chiusura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Alla fine della sessione, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale di riferimento e il Bund tedesco della stessa scadenza si è attestato a 82 punti base, con un leggero aumento rispetto alla chiusura precedente. Il rendimento del BTp decennale di riferimento ha chiuso a 3,59 per cento.

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