USA intensificano controllo su Huawei, la Cina risponde: tensioni su export!

Rafforzamento dei Controlli USA su Huawei

Nel maggio del 2020, Huawei è stata inserita nella lista di controllo delle esportazioni dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti a causa di presunte connessioni con le forze armate della Cina. Questa mossa ha portato a un’intensificazione dei controlli, soprattutto in Asia, per verificare l’effettiva applicazione delle restrizioni imposte alla compagnia tecnologica cinese. Il quotidiano “Nikkei Asia” riporta che, per assicurarsi che tali misure siano rispettate, gli Stati Uniti hanno recentemente aumentato la loro presenza e attività di monitoraggio.

Per la prima volta, nel 2023, un funzionario specificamente incaricato del controllo delle esportazioni, Ariel Joshua Leinwand dell’Ufficio per l’Industria e la Sicurezza (BIS) del Dipartimento del Commercio, è stato inviato a Taiwan. Ha preso servizio presso l’Istituto Americano di Taiwan, che funge da ambasciata degli USA a Taipei. Questa mossa sottolinea la serietà con cui Washington persegue il rispetto delle restrizioni imposte.

Ulteriori Misure di Controllo nel 2024

All’inizio del 2024, l’amministrazione americana ha ulteriormente rafforzato la sorveglianza inviando a Taipei il vice segretario aggiunto per l’amministrazione delle esportazioni, Matthew Borman. Ha tenuto diverse sessioni formative per aiutare le aziende locali a comprendere e aderire meglio alle restrizioni imposte dagli USA. Borman, che gestisce i controlli sull’esportazione di materiale militare e dual-use per il BIS, ha visto la partecipazione alle sue sessioni da parte di grandi nomi della tecnologia di Taiwan, come Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) e United Microelectronics Co.

Dalle informazioni divulgate da “Nikkei Asia”, si è appreso che il Dipartimento del Commercio ha richiesto ulteriori informazioni a TSMC dopo aver identificato possibili tentativi di aggirare le restrizioni imposte a Huawei. TSMC ha fermamente negato queste accuse, affermando di non aver fornito materiali a Huawei dal settembre 2020 e di essere pronta a prendere misure immediate per garantire la conformità con le normative americane. Prima dell’inserimento nella lista nera, Huawei era uno dei maggiori clienti dei produttori di microchip taiwanesi, che sono leader nel settore a livello globale, secondi solo agli Stati Uniti.

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In linea con le politiche americane, anche Taipei ha intensificato i controlli, in particolare sulle spedizioni di server destinati all’intelligenza artificiale, consolidando ulteriormente la propria posizione nei confronti delle restrizioni imposte da Washington.

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