“Cartabbia”, il progetto che cerca petrolio in Insubria
Petrolio e gas in Insubria? Ecco i dettagli. La Regione Lombardia ha pubblicato lo studio in cui la Mac Oil ha avanzato la “Richiesta di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale). Come anticipato da www.Infoinsubria.com negli scorsi giorni, se da Milano arriverà il via libera, la società americana inizierà a cercare idrocarburi nel territorio ai piedi delle Alpi. L’area ricade nelle province di Varese (41 comuni) e di Como (32 municipi).
Il progetto “Cartabbia” descrive tutto in 229 pagine, partendo dal motivo per cui i “cacciatori di oro nero” ritengano che in Insubria ci siano delle preziose risorse energetiche da stanare. Merito di particolari conformazioni geologiche presenti nelle sequenze Liassico-Triassiche nella Formazione di Besano: fra il valico di Gaggiolo, il Monte San Giorgio e il Campo dei Fiori. Luoghi dove si sono sempre trovati fossili “viventi” (dinosauri, eccetera) ma in cui, ora, si andranno a cercare altri fossili, quelli combustibili: “La ricerca – si legge nel documento – si propone di individuare giacimenti situati in trappole a media profondità. Qualora dall’indagine venisse confermata la presenza di giacimenti tecnicamente ed economicamente interessanti, verrà predisposta la perforazione di un pozzo esplorativo, che potrà raggiungere la profondità stimata di circa 4.000 metri”.
Studi simili sono stati già condotti nel Canton Ticino, portando a discreti risultati, mentre gli esperti hanno valutato positivamente la presenza di “sbuffi” di gas naturale in superficie. Se la Regione darà i permessi e l’indagine geologico-sismica daranno esiti positivi, si raggiungerà l’ultimo stadio dello studio: l’apertura di un pozzo esplorativo.
A quel punto, si stima fra circa tre anni, entreranno in azioni le trivelle: sette mesi complessivi di lavoro in cui si scenderà nelle viscere della terra. In superficie sarà allestito una cittadella di ricerca di circa un ettaro, comprendente torre di perforazione con la testa del pozzo, sistema per la produzione, la gestione e lo stoccaggio del fango, motori per la generazione dell’energia elettrica e zona di logistica e di supporto (magazzini, officine, uffici). Nel bel mezzo dell’Insubria, non in Iraq.
Ecco infine l’elenco dei Comuni interessati dal progetto, che il 1 febbraio hanno ricevuto la comunicazione della Mac Oil, firmata dal presidente James Fitzsimons sull’avviamento della procedimento. Provincia di Varese: Arcisate, Azzate, Barasso, Bardello, Biandronno, Bisuschio, Bodio Lomnago, Brunello, Buguggiate, Cantello, Caronno Varesino, Casale Litta, Casciago, Castiglione Olona, Castronno, Cazzago Brabbia, Clivio, Cocquio-Trevisago, Comerio, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Gavirate, Gazzada Schianno, Inarzo, Induno Olona, Lozza, Luvinate, Malnate, Morazzone, Mornago, Saltrio, Sumirago, Ternate, Varano Borghi, Varese, Vedano Olona, Venegono Inferiore, Venegono Superiore, Vergiate e Viggiù. Provincia di Como: Albiolo, Appiano Gentile, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bizzarone, Bulgarograsso, Cagno, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Castelnuovo Bozzente, Cavallasca, Cernobbio, Como, Drezzo, Faloppio, Fino Mornasco, Gironico, Grandate, Luisago, Lurate Caccivio, Maslianico, Montano Lucino, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Parè, Rodero, Ronago, San Fermo della Battaglia, Solbiate, Uggiate-Trevano, Valmorea, Villa Guardia.
Nicola Antonello
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