Warner Bros Discovery: Debito da 34 Miliardi Ostacola lo Scorporo!

La decisione sulla separazione tra TV tradizionale e streaming rimandata dal consiglio di amministrazione

Durante la semifinale del Roland Garros tra Jannik Sinner e Novak Djokovic a Parigi, le telecamere hanno inquadrato una presenza notevole: David Zaslav, CEO di Warner Bros Discovery, società che possiede Eurosport e quindi i diritti del torneo francese. Accanto a Dustin Hoffmann, Zaslav ha cercato di distogliere il pensiero dai problemi aziendali che, secondo voci dagli Stati Uniti, affliggono il colosso dei media. Questi problemi includono un enorme debito, una diminuzione del valore aziendale e un piano di divisione tra le attività televisive lineari, tradizionali e lo streaming, attualmente bloccato proprio a causa della situazione debitoria.

Da quanto riportato da Reuters, il consiglio di amministrazione che doveva approvare questa scissione si sarebbe dovuto riunire in questi giorni. Tuttavia, invece di procedere con l’approvazione, la riunione è risultata in un nulla di fatto. Questo risultato rappresenta un rischio notevole, in particolare per il CEO, che nei giorni scorsi ha percepito direttamente il disappunto degli azionisti. Infatti, il 59% di loro ha votato contro il pacchetto di retribuzione per il 2024 destinato a lui e al suo team, che includeva 51,9 milioni di dollari per Zaslav, come riportato da Il Sole 24 Ore il 5 giugno.

È evidente che la compagnia, nata nel 2022 dalla fusione tra WarnerMedia (precedentemente di AT&T) e Discovery, pensata per essere una nuova potenza nello streaming globale, sta attraversando un periodo critico, soprattutto nel suo rapporto con gli investitori. Con personaggi come Bugs Bunny e Batman e film di successo come Barbie, la compagnia affronta oggi un debito netto di 34 miliardi di dollari, accumulato attraverso varie acquisizioni, tra cui quella di Scripps; la sua capitalizzazione di mercato è scesa da 70 miliardi di dollari a circa 25 in soli tre anni, e il suo debito è stato declassato a livello di “junk”, o spazzatura, da Standard & Poor’s.

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Il problema, che non è unico a Warner Bros Discovery, è strutturale. La maggior parte delle attività del gigante dei media è ancora concentrata in settori che non registrano più crescita, come i canali via cavo, un tempo molto redditizi e ora in declino. Il fenomeno del cord-cutting, ovvero l’abbandono dei servizi via cavo a favore di offerte di contenuti a prezzi più vantaggiosi tipiche dei colossi dello streaming come Netflix, ha eroso l’audience, i ricavi pubblicitari e il potere contrattuale dell’azienda.

Di fronte a questa situazione, lo scorso dicembre Zaslav ha proposto (già alludendo a divisioni operative) un piano che prevede la separazione delle attività aziendali in due entità distinte: una denominata “Global Linear Networks”, che includerà tutta la TV tradizionale; e l’altra “Studios & Streaming”, che comprenderà Warner Bros., HBO, la piattaforma Max e tutto ciò che continua a interessare gli analisti.

Il problema maggiore è che tale divisione non elimina il debito, ma lo redistribuisce – e non in modo equo. Secondo fonti interne, sarà il settore più attraente, quello dello streaming e del cinema, a dover sopportare la maggior parte dell’indebitamento (20 miliardi su “Studios & Streaming” contro 14 miliardi su “Global Linear Networks”, secondo i calcoli di Reuters). In questo contesto, anche la divisione HBO si troverebbe con un debito pari a cinque volte il suo EBITDA previsto di 3,5 miliardi di dollari per il 2026. Questo livello di indebitamento, superiore del 30% rispetto a quello attuale della compagnia madre, è considerato un ostacolo alla capacità di competere efficacemente sul mercato. Di conseguenza, gli investitori hanno dato un giudizio negativo al progetto, che ora Zaslav dovrà cercare di rilanciare.

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