USA, Pil al rallentatore: solo 1,4% nel trimestre, effetto shutdown 2025!

Il focus rimane sul mercato del lavoro

L’economia degli USA ha registrato una crescita dell’1,4% nell’ultimo trimestre del 2025, mostrando una decelerazione rispetto al periodo estivo, influenzata negativamente dallo stop delle attività governative federali avvenuto l’autunno precedente e da un decremento nelle spese pubbliche. Questi dati sono stati forniti oggi, 20 febbraio, dal Dipartimento del Commercio. Il Prodotto Interno Lordo (PIL), adeguato per inflazione e variazioni stagionali, ha evidenziato un incremento annualizzato dell’1,4% negli ultimi tre mesi dell’anno, una marcata riduzione rispetto al 4,4% del trimestre estivo. Gli analisti consultati dal “Wall Street Journal” prevedevano un aumento del 2,5%. Una significativa riduzione della spesa federale, che ha visto un calo del 16,6% su base annua nel quarto trimestre a causa della prolungata chiusura delle operazioni governative, ha avuto un impatto marcato. Anche i consumi hanno mostrato segni di rallentamento in un contesto di crescente prudenza da parte delle famiglie.

Guardando l’intero anno 2025, l’economia americana ha registrato una crescita del 2,2% rispetto al quarto trimestre del 2024, leggermente inferiore al 2,4% del 2024 e il ritmo più lento dal 2022. Secondo recenti sondaggi del “Wall Street Journal”, si prevede che nel 2026 la crescita si stabilizzerà nuovamente attorno al 2,2%, supportata dagli investimenti in intelligenza artificiale, dagli effetti dei tagli fiscali approvati l’estate scorsa e da un dollaro più debole che beneficia le esportazioni. Nonostante ciò, il 2025 ha mostrato una performance incostante: dopo una leggera contrazione nel primo trimestre, il PIL ha visto un’accelerazione nei secondi e terzi trimestri, grazie anche alla robustezza dei consumi e agli investimenti in intelligenza artificiale. Tuttavia, nei primi mesi dell’anno, un aumento delle importazioni – causato dalle anticipazioni degli acquisti aziendali in previsione dei dazi imposti dall’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump – ha avuto un impatto negativo sulla crescita complessiva.

Leggi l\'articolo :  UniCredit Schizza al 28% in Commerzbank: Ecco Cosa Significa!

Il tema del mercato del lavoro rimane di cruciale importanza. Nonostante un basso tasso di disoccupazione, nel 2025 la creazione di nuovi posti di lavoro è stata stagnante, con un contesto complicato dalle incertezze sulle politiche commerciali e migratorie e dal riorganizzarsi delle forze lavoro post-pandemia. A gennaio, ci sono stati segnali di ripresa, principalmente concentrati nel settore sanitario. La fiducia dei consumatori è scesa a gennaio ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni. Molte famiglie, specialmente quelle a basso reddito e colpite da anni di inflazione elevata, esprimono una crescente preoccupazione per il futuro del lavoro e del reddito. Walmart ha notato che i consumatori stanno diventando più cauti nelle spese, in particolare quelli appartenenti alle fasce di reddito più basse, mentre il divario nei consumi tra famiglie ricche e povere continua ad allargarsi. Anche Colgate-Palmolive ha rilevato che l’incertezza economica sta spingendo alcuni consumatori a posticipare acquisti non essenziali.

Articoli simili

Vota questo post

Lascia un commento