Il Settore Industriale Tunisino: Una Scelta Strategica di Successo
La Tunisia ha adottato una decisione strategica focalizzata sul rilancio del settore industriale, che oggi rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia del paese. Durante la sua partecipazione alla fiera dell’energia “Egypt Energy Show: Egypes” in Egitto, la ministra dell’Industria, dell’Energia e delle Miniere, Fatima Thabet Chiboub, ha messo in evidenza come il paese nordafricano abbia efficacemente sviluppato il settore dei componenti per autoveicoli, posizionandosi come secondo leader nel continente africano. Un altro vanto dell’industria tunisina è il settore agroalimentare, in particolare l’olio d’oliva confezionato, esportato in più di 60 paesi, a dimostrazione della sua eccellente reputazione e qualità riconosciute globalmente.
La ministra Chiboub ha delineato le fondamenta della strategia nazionale per l’industria e l’innovazione, incentrata su sostegno alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, collaborazione tra università e industrie, espansione delle infrastrutture industriali e tecnologiche, attrazione di investimenti esteri, semplificazione delle procedure amministrative, supporto alle piccole e medie imprese e potenziamento della qualità e della produttività. Riguardo alla resilienza industriale di fronte alle sfide globali, ha evidenziato l’approccio strategico della Tunisia, basato su un posizionamento competitivo e sulla formazione di partnership solide, specialmente con i paesi dell’Unione Europea. Un esempio importante è il miglioramento della cooperazione trilaterale con Algeria e Italia tramite il gasdotto che passa per la Tunisia fino in Italia.
Fatma Thabet Chiboub ha inoltre annunciato che entro la fine del 2028 sarà operativo il progetto Elmed, un’interconnessione elettrica tra Tunisia e Italia. Quest’infrastruttura vitale contribuirà a un approvvigionamento energetico più affidabile e sostenibile per entrambe le nazioni, facilitando inoltre lo scambio di elettricità generata da fonti rinnovabili. Il collegamento si estenderà da Partanna, in Sicilia, a Mlaabi, nella penisola tunisina di Capo Bon, coprendo una distanza complessiva di circa 220 chilometri, di cui circa 200 sottomarini, con una capacità di 600 MW e una profondità massima di circa 800 metri nel Canale di Sicilia. Elmed rappresenta un “ponte energetico” strategico non solo per la Tunisia ma anche per l’Europa, con un investimento totale di circa un miliardo di euro, di cui 307 milioni finanziati dall’Unione Europea tramite il programma Connecting Europe Facility. In questo contesto, la ministra ha esplorato le principali direttive della Strategia nazionale per l’industria e il rinnovamento e della Strategia energetica nazionale fino al 2035, compreso il supporto alle istituzioni industriali e l’incoraggiamento verso programmi di transizione energetica e riduzione delle emissioni di carbonio.
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