La partecipazione francese si riduce da 23,75% a 18,37% nel capitale di Telecom Italia, guidata da Pietro Labriola, con un prezzo di vendita di 0,30 euro per azione. Inoltre, si prevede una possibile ulteriore riduzione di tale quota entro il termine del trimestre corrente.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Telecom Italia è al centro dell’attenzione degli investitori a Piazza Affari, con la recente vendita di una partecipazione superiore al 5% da parte di Vivendi, che ha riacceso le discussioni sul risiko nel settore delle telecomunicazioni. Nel frattempo, il valore delle azioni è in aumento, avendo registrato un incremento del 2,5% all’inizio della sessione. Più precisamente, il gruppo francese ha comunicato venerdì, dopo la chiusura del mercato, di aver ridotto la sua partecipazione in Tim dal 23,75% al 18,37%, con un prezzo di 0,30 euro per azione, come riportato da stampa e analisti. Attualmente, Vivendi sta esaminando in modo “pragmatico” tutte le opzioni disponibili e non esclude la possibilità di un’ulteriore diminuzione della sua presenza nel capitale di Telecom, secondo quanto riportato da Radiocor nel fine settimana.
Secondo quanto riportato da La Stampa, che cita fonti del settore finanziario, l’ipotesi in considerazione sarebbe quella di ridurre la quota fino al 5%, mantenendo un interesse “strategico” entro la fine del corrente trimestre. Le trattative per una nuova vendita di azioni sono ancora in corso, e il principale candidato a consolidare la sua posizione nel capitale di Telecom, guidata da Pietro Labriola, sembra essere Poste Italiane. In base a quanto riportato da La Stampa, il gruppo, che nelle ultime settimane ha superato Cdp diventando il secondo maggiore azionista di Tim con una quota approssimativa del 10%, potrebbe aumentare la sua partecipazione fino al 24%. Questa questione potrebbe essere discussa durante la riunione del consiglio di amministrazione di Poste il 26 marzo e nell’assemblea di Tim a giugno, quando potrebbero essere esaminate le operazioni di ottimizzazione del capitale, come la possibile conversione delle azioni di risparmio, secondo Radiocor.
Gli investitori stanno inoltre valutando il ruolo di Iliad e del fondo Cvc, menzionati nei mesi scorsi come potenziali acquirenti delle quote di Vivendi e come possibili protagonisti nel risiko del settore delle telecomunicazioni. Questo interesse è rafforzato dalla necessità di consolidamento, vista come essenziale dagli operatori del settore per acquisire risorse necessarie per l’investimento nella digitalizzazione del paese, come spiegato da Radiocor. Eventuali operazioni di fusione e acquisizione, secondo l’agenzia di stampa, saranno tuttavia discusse dopo il riassetto azionario di Tim. «Riteniamo probabile che Vivendi, prima di finalizzare ulteriori vendite, preferisca attendere le prossime mosse di Poste Italiane e osservare l’andamento del titolo in Borsa – affermano gli analisti di Intermonte – In particolare, un possibile rialzo legato alla risoluzione dello sconto sulla governance potrebbe offrire l’opportunità di vendere le rimanenti quote in Tim a condizioni più vantaggiose». La Sim evidenzia l’interesse crescente nelle azioni di risparmio della società, che potrebbero trarre vantaggio dalle speculazioni correnti e dalla «maggior probabilità di raggiungere un accordo sulla loro conversione in azioni ordinarie».
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