Mps Shock: Ex Vertici a Processo per Gli Npl 2015-2016, Scandalo Accantonamenti!

La Gup Fiammetta Modica decide il rinvio a giudizio per Profumo, Viola, Tononi e Betunio, mentre assolve Morelli, Clarelli, Falciai e Bariatti. Il processo inizierà il 16 ottobre

Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, rispettivamente ex presidente e ex amministratore delegato di Mps, sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di false comunicazioni sociali, in relazione a presunte anomalie nella gestione dei crediti deteriorati tra il 2014 e il 2017. In particolare, nel 2015, si è discusso di una somma pari a 7,550 miliardi di euro. La decisione è stata presa dalla gup di Milano, Fiammetta Modica, dopo una lunga udienza preliminare di due anni, che si è arricchita di un ulteriore filone investigativo relativo ai cosiddetti “non-performing loans”. Al processo saranno portati anche Massimo Tononi, un altro ex presidente della banca, e Arturo Betunio, ex dirigente. Sono stati invece prosciolti altri quattro imputati: Marco Morelli, ex amministratore delegato, Nicola Clarelli, ex dirigente, e gli ex presidenti Alessandro Falciai e Stefania Bariatti. “Non ho mai dubitato dell’innocenza di Stefania Bariatti, Marco Morelli e Nicola Clarelli”, ha commentato l’avvocato Giuseppe Iannaccone, che ha difeso gli assolti insieme ai colleghi Riccardo Lugaro e Annagiulia Zambelli.

Dopo oltre due anni di udienze e con la partecipazione di più di 4.700 parti civili, tra associazioni, risparmiatori e investitori, il giudice dell’udienza preliminare ha optato per mandare a giudizio gli imputati del caso “Mps3”, ovvero Profumo, Viola, Tononi e Betunio, per le accuse di false comunicazioni sociali, escludendo però il reato di falso in bilancio del 2014 a causa della prescrizione. Questo filone era quello per cui la gup Teresa De Pascale aveva richiesto l’imputazione coatta in una decisione inaspettata nel maggio dell’anno scorso. I pubblici ministeri Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda avevano proposto il non luogo a procedere per cinque imputati, tra cui Profumo, e avevano invece insistito per il processo per altri tre, tra cui Viola, con l’accusa di false comunicazioni sociali relative al bilancio 2015 e al semestrale al 30 giugno 2016.

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Viola e Profumo sono stati precedentemente assolti in via definitiva, insieme a Paolo Salvadori, allora presidente del collegio sindacale, e alla stessa banca senese, nel caso della presunta errata contabilizzazione dei derivati Santorini e Alexandria, noto come processo “Mps bis”. Il primo procedimento relativo al caso Mps si è concluso con le assoluzioni definitive degli ex vertici Giuseppe Mussari e Antonio Vigni e di tutti gli altri imputati. Il nuovo processo per Profumo e Viola avrà inizio il 16 ottobre.

Il processo che si è concluso oggi con il rinvio a giudizio dei quattro manager era originato da una richiesta di archiviazione da parte della stessa Procura di Milano. Tale richiesta era stata rifiutata dall’allora Gip Guido Salvini, che aveva ordinato una vasta perizia (5.662 pagine più 55.885 pagine di allegati), redatta da Gian Gaetano Bellavia e Fulvia Ferradini e depositata il 26 aprile 2021. Secondo la perizia, la banca di Siena, tra il 2012 e il 2015, non aveva registrato tempestivamente nei bilanci le rettifiche sui crediti per un totale di 11,4 miliardi di euro. Successivamente, un nuovo fascicolo d’inchiesta era stato aperto dai pm Roberto Fontana (oggi al Csm) e dalle pm Giovanna Cavalleri e Cristiana Roveda.

“La decisione del gup contraddice la dichiarazione dell’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, secondo cui il bilancio di Mps sarebbe ormai privo di rischi legali”, ha dichiarato Giuseppe Bivona, finanziere del fondo attività Bluebell Capital Partners e storico critico delle passate gestioni della banca, che aveva opposto resistenza alla richiesta iniziale di archiviazione della Procura. In risposta, la banca di Siena ha rilasciato un comunicato precisando che la decisione del giudice dell’udienza preliminare “non ha impatti di alcun tipo sulla Banca. Come è noto, la questione dei crediti deteriorati ha visto 18 sentenze civili favorevoli a Banca Mps, che ha sempre adottato politiche di bilancio conservative”, come riportato nel comunicato.

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