Indra e EM&E verso la fusione: dubbi su conflitto di interessi in Spagna!

Gestione degli Affari Industriali Spagnoli

Il presidente di EM&E, Javier Escribano, ha recentemente preso posizione a favore della fusione della sua compagnia con Indra, un’entità tecnologica in cui lo Stato spagnolo detiene una partecipazione. Escribano ha respinto le critiche riguardo un possibile conflitto di interessi dovuto ai rapporti familiari e aziendali intercorrenti tra le due società. Riferendosi a una pubblicazione del “Financial Times”, Escribano ha sostenuto che l’accorpamento con Indra potrebbe conferire alla sua azienda la robustezza industriale necessaria per sfidare colossi del settore della difesa europeo come Leonardo, Bae Systems, Rheinmetall e Thales. Inoltre, ha aggiunto che questa operazione potrebbe garantire a Indra una solida posizione nel mercato delle armi e un canale privilegiato verso il mercato ucraino. EM&E, specializzata in sistemi di armamento per veicoli corazzati, è posseduta per il 50% dai fratelli Escribano, Javier e Angel, quest’ultimo attualmente alla presidenza di Indra. EM&E possiede anche una quota del 14,3% in Indra, e Javier fa parte del consiglio di amministrazione della compagnia statale. Per gestire il possibile conflitto di interessi, Indra ha creato un comitato speciale composto da quattro consiglieri indipendenti, anche se i fratelli Escribano si sono astenuti dal partecipare alle discussioni. Tuttavia, si sono verificate le dimissioni di due membri del comitato tra luglio e agosto per “motivi personali”.

Il governo spagnolo, tramite la Società Statale delle Partecipazioni Industriali (Sepi), che controlla il 28% di Indra, ha annunciato che seguirà le decisioni del consiglio di amministrazione riguardo la fusione. Secondo Escribano, l’operazione non si configura come una dismissione strategica; infatti, i fondatori riceverebbero azioni in cambio, non liquidità: “Non abbiamo intenzione di ritirarci per nutrire le anatre al parco, il nostro obiettivo è creare un leader europeo”. Il valore di EM&E è stimato tra uno e 1,5 miliardi di euro, con previsioni di aumento del fatturato da 355 milioni nel 2024 fino a 1,3 miliardi nel 2030. Gli advisor dell’operazione includono Goldman Sachs per Indra, Morgan Stanley per il comitato indipendente, e JPMorgan e Santander per EM&E. Il fondo Amber Capital, che possiede il 7% di Indra, ha espresso sostegno all’operazione: “EM&E offre ciò che manca a Indra: capacità produttive. Il conflitto di interessi è sovrastimato; l’operazione è logica e avrebbe dovuto essere realizzata molto tempo fa”.

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