La questione del controllo di Bpm preoccupa il governo
Non solo il controllo di Bpm, ma anche altri temi stanno sollevando preoccupazioni all’interno del governo. Attualmente, Mps ha un valore di mercato di 22,13 miliardi. Il Tesoro possiede una quota del 4,86%, mentre Delfin, la società di holding della famiglia Del Vecchio, detiene il 17,53% e il gruppo Caltagirone il 10,26%. Questi tre maggiori azionisti insieme possiedono il 32,66% di Monte, che corrisponde a un valore di circa 7,23 miliardi. Per un investitore estero interessato, sarebbe sufficiente un investimento di 11-12 miliardi per acquisire il controllo di Mps, ottenendo così anche una quota di controllo significativa in Mediobanca e una posizione influente in Generali, data la partecipazione del 12,94% che l’istituto di piazzetta Cuccia ha nella compagnia assicuratrice di Trieste. Questa partecipazione è stata cruciale recentemente per stabilire le dinamiche di leadership in Generali. La possibilità di una scalata esterna su Bpm sta spingendo i tecnici del governo a considerare l’opzione di una fusione tra Mps e il Banco, una mossa che potrebbe anche placare le preoccupazioni della finanza del Nord, che ha vissuto la presa di controllo di Mediobanca come una perdita storica.
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