Con l’acquisto del 51% di Archibus Solution Center Spain, l’azienda espande la sua presenza globale e punta a trasformarsi in un unicorno con un fatturato di 200 milioni e 30 milioni di utenti in tutto il mondo entro cinque anni
«Fondere la gestione immobiliare con l’esperienza umana»: con queste parole Daniele Di Fausto, CEO di eFM, azienda leader italiana nel settore dei servizi digitali per il real estate, descrive l’approccio distintivo dell’impresa. Questa filosofia ha guidato l’azienda verso notevoli incrementi di fatturato negli ultimi anni, passando da 20 milioni di euro nel 2020 a 45 milioni previsti per il 2024.
Oltre alla presenza in Italia, la società ha filiali in Germania, Stati Uniti, Brasile, Cile e Paesi Bassi. Ora, eFM fa il suo ingresso nel mercato spagnolo acquisendo il 51% di Archibus Solution Center Spain, un attore chiave nella penisola iberica che attualmente gestisce oltre 10 milioni di metri quadrati e conta tra i 150.000 e i 200.000 utenti attraverso piattaforme digitali avanzate. «Il nostro approdo in Spagna non avviene in solitaria, ma accompagnati da un’entità già radicata nel mercato locale e con un patrimonio di dati digitalizzati sugli immobili. Per anni, i giganti americani hanno imposto il loro modello standardizzato. Noi invertiamo questa tendenza: l’Europa merita il suo leader digitale, che sposi l’innovazione tecnologica ai valori della nostra cultura», aggiunge Di Fausto.
La crescente domanda di abitazioni evidenzia l’importanza di digitalizzare il settore per accelerare i processi costruttivi e generare nuove opportunità per chi opera nella gestione digitale. «Nel solo agosto abbiamo siglato accordi in Portogallo, Belgio, Olanda e Francia, e stiamo finalizzando trattative in Canada e negli USA. Il nostro obiettivo per i prossimi cinque anni è quello di diventare un unicorno italiano, con un fatturato di 200 milioni di euro (100 milioni in Europa e 100 milioni negli USA) e 30 milioni di utenti digitali globali».
Il punto di forza su cui eFM scommette è la sua capacità di essere la prima piattaforma globale a offrire ‘Esperienze come Servizio’ (Experience as a Service), integrando la relazione umana con l’innovazione digitale, valorizzando il patrimonio architettonico europeo e garantendo scalabilità internazionale. Attraverso la piattaforma proprietaria MySpot, è possibile gestire ambienti ibridi, coordinando prenotazioni, manutenzione predittiva e gestione della community.
«La nostra visione dello spazio è profondamente antropocentrica, focalizzata sulle esperienze – afferma il CEO -. Crediamo che il digitale debba servire a migliorare l’esperienza delle persone negli spazi che frequentano. Ecco perché ci consideriamo unici: non ci limitiamo a operazioni speculative, ma ci chiediamo quale funzione debba svolgere lo spazio per chi lo vive, motivando seriamente le persone a utilizzare lo spazio come strumento per arricchire le loro qualità personali e professionali».
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