Produzione industriale in Corea del Nord
La Corea del Nord ha annunciato di aver superato le mete produttive stabilite nei primi cento giorni seguenti al recente congresso del Partito del Lavoro, avvenuto in febbraio. L’organo di informazione ufficiale, la “Korean Central News Agency” (KCNA), ha riferito che il settore industriale ha ottenuto risultati pari al 105% degli obiettivi prefissati nel periodo considerato, grazie all’introduzione di innovazioni tecnologiche e all’intensa mobilitazione dei lavoratori. Questi traguardi si inseriscono nel nuovo piano quinquennale adottato dal congresso del partito, il quale mira a fortificare l’economia potenziando le industrie chiave, l’approvvigionamento energetico e il benessere della popolazione.
Le fonti ufficiali attribuiscono questi successi alla politica di autosufficienza voluta da Kim Jong Un. Il leader ha sottolineato l’importanza della scienza e della tecnologia come leve per incrementare la produzione. Tra i settori che hanno mostrato significativi avanzamenti ci sono quelli del carbone, del cemento e dell’energia elettrica. Ad esempio, il complesso cementiero di Sangwon ha riportato, nel mese di marzo, una produzione che ha superato del 107% l’obiettivo mensile, mentre le miniere di carbone hanno visto un aumento del 106% nella produzione rispetto all’anno precedente, grazie all’adozione di nuove metodologie e al miglioramento delle infrastrutture.
Secondo quanto riportato dalla KCNA, vi è stato anche un incremento nella produzione di energia, sia in centrali termoelettriche che idroelettriche, e un aumento nella produzione di fertilizzanti e altri beni industriali. Nonostante ciò, il paese continua a fronteggiare gravi carenze energetiche, anche se alcune valutazioni indipendenti, basate su osservazioni satellitari, indicano un aumento dell’illuminazione notturna rispetto ai livelli osservati durante la pandemia. I media di stato hanno inoltre evidenziato un rafforzamento delle costruzioni e un generale miglioramento economico del paese. Molti analisti ritengono che questi progressi siano stati possibili anche grazie alla collaborazione con la Russia, che include il trasferimento di armamenti e la fornitura di manodopera, così come al commercio e al supporto ricevuto dalla Cina.
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