Borse Europee in Rialzo, Milano la Stella (+0,9%) Grazie a Ferrari, Powell Conferma le Attese

Il capo della Fed afferma che l’inflazione è in calo verso il 2%, ma rimane alta. Il prezzo del petrolio aumenta, mentre il gas raggiunge il picco dal 2023

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Un clima positivo pervade le borse europee che terminano la giornata con guadagni, mettendo da parte le preoccupazioni per la guerra commerciale innescata dai recenti dazi imposti dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nel frattempo, il discorso di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, al Congresso americano non ha riservato sorprese: il leader della banca centrale ha descritto un’economia generalmente robusta e ha indicato che l’inflazione sta scendendo verso l’obiettivo del 2%, sebbene rimanga su livelli elevati. Powell ha inoltre sottolineato che per eventuali tagli dei tassi non vi è “nessuna urgenza”. Le tensioni geopolitiche continuano a essere una preoccupazione, con l’accentuarsi dei rischi di un deterioramento della situazione nella Striscia di Gaza e le incerte prospettive del conflitto in Ucraina, aggravate dalle dichiarazioni del presidente statunitense. L’interesse rimane alto anche nel settore tecnologico, segnato dall’annuncio di un consorzio di investitori guidato da Elon Musk, che ha proposto un’offerta da 97,4 miliardi di dollari per l’acquisizione della non-profit che gestisce OpenAI.

In questo contesto, il Ftse Mib di Milano (+0,91%) si distingue come il migliore in Europa, con gli altri indici europei che chiudono anch’essi ai massimi della giornata.

Wall Street chiude in modo contrastato, con il Dow Jones in aumento dello 0,28% e il Nasdaq che registra una leggera flessione dello 0,36%. L’indice S&P 500 si posiziona appena sopra il punto di equilibrio, con un modesto +0,03%. Gli investitori sono in attesa di alcuni importanti dati macroeconomici, tra cui l’indice dei prezzi al consumo di gennaio, previsto per il 12 febbraio, e quello sui prezzi alla produzione, il giorno successivo.

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A Piazza Affari, Unicredit (-0,7%) termina in calo dopo aver presentato i risultati finanziari per il 2024 questa mattina, risentendo delle speculazioni su una possibile uscita di Delfin dal capitale. Durante la conference call con gli analisti, l’amministratore delegato Andrea Orcel ha rivelato di detenere più del 5% di Generali. In fondo al listino, invece, troviamo Tenaris e Terna, entrambi a -1,09%. Al top, Prysmian (+3,3%) e Ferrari (+3,4%) si distinguono positivamente. Ottima performance anche per Mediobanca (+2,7%), che ha pubblicato dati finanziari superiori alle attese. Le azioni hanno raggiunto i 17,08 euro, il massimo degli ultimi 18 anni, prima di moderare i guadagni. Il settore del lusso milanese tiene, con Moncler (+2,3%), nonostante le valutazioni negative di Barclays sui risultati del colosso francese Kering (+1,3%), visti comunque da altri analisti come segnale di ripresa per il settore.

L’oro diminuisce dopo una recente impennata e nuovi massimi, allontanandosi dall’obiettivo dei 3.000 dollari l’oncia. Gli analisti di ActivTrades attribuiscono il calo a una combinazione di preoccupazioni per l’impatto dei dazi statunitensi sul commercio e le minacce di ritorsioni, unitamente al ritorno delle paure inflazionistiche e dell’instabilità geopolitica globale. Secondo loro, una guerra commerciale su scala globale potrebbe provocare estese difficoltà economiche, aumentando l’attrattiva dell’oro come bene rifugio. Allo stesso tempo, il protezionismo statunitense potrebbe far crescere i prezzi dei beni importati, alimentando l’inflazione e rafforzando il fascino del metallo prezioso.

Il prezzo del petrolio mostra un solido aumento, in attesa di novità sulle scorte statunitensi e dopo recenti cali. A stimolare gli acquisti sono le preoccupazioni sull’offerta, mentre dall’altra parte le ansie relative ai dazi alimentano timori di un calo della domanda globale. Il prezzo del gas europeo Ttf si attesta sui massimi dall’inizio del 2023, poco sotto i 58 euro al MWh, con un picco giornaliero che ha superato i 59 euro, a causa dei livelli particolarmente bassi delle scorte e di un’intensificazione della stagione invernale. Nel mercato valutario, il dollaro mostra un leggero ritiro nei confronti dell’euro, scambiando a 1,034.

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Lo spread tra i BTp italiani e i Bund tedeschi rimane stabile, vicino ai 110 punti base, lo stesso livello della chiusura del giorno precedente. I rendimenti del BTp decennale, così come quelli del Bund tedesco, registrano un lieve aumento. Gli analisti di Mps commentano che i nuovi dazi imposti da Trump hanno avuto un impatto moderato sui rendimenti, tendenzialmente in rialzo, mentre i mercati attendono con ansia la risposta dell’UE e degli altri paesi coinvolti, così come i dati sull’inflazione statunitense del 12 febbraio.

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