Vestas a Copenaghen trionfa, tasse USA su rinnovabili meno severe del previsto!

Le nuove prospettive ottimistiche del CEO di Vestas per il mercato americano fino al 2030 sono supportate dagli ultimi sviluppi

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Vestas Wind Systems registra un significativo aumento della sua quotazione alla Borsa di Copenaghen, grazie ai recenti chiarimenti fiscali negli Stati Uniti, in particolare riguardanti le normative sui crediti d’imposta per gli sviluppatori di progetti di energia rinnovabile. Anche altre compagnie del settore, come la portoghese Edp Renovavais, hanno mostrato un incremento. Venerdì 15 agosto, il Servizio delle Entrate Interno degli USA ha rilasciato nuove regolamentazioni che mirano a ridurre progressivamente i crediti d’imposta per i nuovi impianti eolici e solari, secondo quanto stabilito dalla legge firmata il 4 luglio dal presidente Donald Trump, noto per la sua posizione critica verso le energie rinnovabili. Gli analisti di Citi hanno osservato che le modifiche sono state molto meno limitative di quanto temuto inizialmente.

Le linee guida aggiornate chiariscono che non ci sarà alcuna applicazione retroattiva, garantendo così stabilità per i progetti già avviati e dissipando molte incertezze riguardo l’accessibilità ai crediti d’imposta. La conferma della clausola di continuità quadriennale permette ai progetti iniziati entro luglio 2026 di godere di benefici fiscali fino al 2030, offrendo una visibilità cruciale per la programmazione a lungo termine del settore. Queste novità consolidano le previsioni positive fatte dall’amministratore delegato di Vestas sulla dinamica del mercato statunitense, espresse il 13 luglio durante la presentazione dei risultati semestrali. Altre modifiche si sono rivelate anch’esse più favorevoli del previsto. In passato, ad esempio, un impianto eolico o solare poteva essere considerato avviato se lo sviluppatore aveva investito almeno il 5% del costo totale del progetto, spesso anticipando l’acquisto di trasformatori elettrici o altre grandi attrezzature. In questo modo, lo sviluppatore poteva richiedere i crediti d’imposta disponibili in quell’anno, a condizione di completare la costruzione entro i quattro anni successivi.

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Sebbene la cosiddetta regola del «5%» sia stata eliminata, la nuova normativa offre la possibilità di ottenere benefici fiscali attraverso un test basato sul «lavoro fisico» iniziato sul progetto, incluso l’assemblaggio di componenti fuori sede. Inoltre, il riconoscimento dei ritardi di allacciamento e di ottenimento delle autorizzazioni come cause legittime di ritardo nei lavori fornisce ulteriore sicurezza normativa. Gli analisti di Rbc evidenziano che le nuove norme sono particolarmente vantaggiose per Vestas, rispetto alle preoccupazioni iniziali di restrizioni più severe. Rbc sostiene che i criteri di eleggibilità siano largamente gestibili e prevede che le aziende e i loro clienti possano adeguare la distribuzione del lavoro per massimizzare la loro qualificazione fino al 2030. «Crediamo che le direttive annunciate siano vicine al miglior esito possibile rispetto alle discussioni preliminari», affermano gli analisti di Jefferies, ricordando che con il ritorno al potere di Donald Trump, il settore delle energie rinnovabili temeva un drastico cambiamento nelle politiche. Tuttavia, per ora, ciò non si verificherà. La pubblicazione delle nuove norme ha già dato un forte impulso alle aziende del settore rinnovabile alla Borsa USA lo scorso venerdì. Le azioni di NextEra Energy sono aumentate del 4,4%. Gli costruttori di impianti solari domestici hanno registrato rialzi ancora più marcati, beneficiando di regole ancora più favorevoli. Sunrun, il leader di mercato negli USA, ha visto un incremento del 32% nel valore delle sue azioni.

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