Il Nuovo Piano di Sviluppo Economico e Sociale Tunisino
La Tunisia sta accelerando l’adozione del suo nuovo Piano di sviluppo per il periodo 2026-2030, che si propone come strumento cruciale per riformare il quadro economico e sociale del paese. Questo piano mira a correggere gli squilibri che si sono accumulati nel corso degli ultimi anni. La discussione sul progetto di legge per la ratifica del piano quinquennale si è tenuta ieri al Palazzo della Kasbah, presieduta dal primo ministro Sara Zaafrani Zenzri, su mandato del presidente Kaies Saied. Durante la riunione, il Consiglio dei ministri ha esaminato anche altri provvedimenti legislativi e regolamentari. La premier Zaafrani Zenzri ha descritto il Piano come una “fase nazionale cruciale” che segnerà una discontinuità con le politiche passate, ritenute causa di squilibri economici, sociali, ambientali e istituzionali.
Una delle novità più significative è il metodo di elaborazione del Piano, che per la prima volta in Tunisia è stato sviluppato seguendo un approccio dal basso verso l’alto, partendo dalle proposte dei consigli locali e regionali fino all’armonizzazione a livello nazionale. Questa metodologia è in linea con la nuova struttura istituzionale voluta dal presidente e riflette la sua visione di una “democrazia dal basso”. Il Piano si struttura in tre grandi sezioni: indirizzi generali e obiettivi di sviluppo, sviluppo territoriale, e politiche economiche e sociali. Le analisi fatte dagli enti eletti hanno messo in luce diverse criticità strutturali, aggravate da un contesto internazionale in rapida evoluzione tecnologica, aumento della competizione globale, instabilità dei prezzi di energia e cibo, e cambiamenti nel mercato del lavoro.
Per affrontare queste sfide, il governo ha delineato cinque assi strategici: potenziare l’aspetto sociale riducendo la povertà e le vulnerabilità e migliorando l’accesso ai servizi essenziali; diminuire le disparità territoriali promuovendo uno sviluppo equilibrato tra le varie regioni; sostenere i settori ad alto valore aggiunto, l’innovazione e le infrastrutture strategiche, inclusi porti e reti viarie; rafforzare la sicurezza alimentare, idrica ed energetica e la protezione ambientale; e modernizzare l’apparato istituzionale migliorando l’efficienza dell’amministrazione pubblica. La premier ha enfatizzato che il Piano privilegia la dimensione sociale come “scelta strategica permanente dello Stato”, sottolineando l’inclusione economica e la capacità dell’economia tunisina di resistere alle turbolenze geopolitiche e alle trasformazioni globali.
Gli obiettivi includono il potenziamento dei sistemi di protezione sociale, l’uguaglianza di opportunità nell’accesso all’istruzione, alla sanità, al lavoro e all’alloggio dignitoso, e la creazione di un’economia più resiliente. Conscio delle incertezze del contesto internazionale, il governo ha previsto l’istituzione di un sistema di monitoraggio e valutazione periodico. In particolare, sarà redatto un rapporto annuale nell’ambito del bilancio economico e una valutazione intermedia sull’attuazione del Piano, con l’intento di adeguare programmi e politiche alle eventuali evoluzioni future. Il Piano di sviluppo 2026-2030 si colloca pienamente nel progetto politico del presidente Saied, che ha seguito personalmente le diverse fasi della sua preparazione e che mira a rafforzare il ruolo sociale dello Stato, ridurre le disuguaglianze regionali e costruire un nuovo modello di governance basato sulle strutture territoriali introdotte dalla Costituzione del 2022.
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