Continua il calo trimestrale per il secondo periodo consecutivo, ma le azioni Tesla risorgono. Le stime per il 2025 sono di 1,65 milioni di veicoli, meno rispetto al 2024. Dalla Cina arrivano notizie positive
Tesla ha rivelato i dati delle consegne globali per il secondo trimestre del 2025, registrando un calo del 13,5%, leggermente al di sotto delle aspettative di mercato, ma meglio delle previsioni più pessimistiche che indicavano una riduzione del 20%. Questo ha impedito a Wall Street di reagire negativamente, anzi, le azioni hanno visto un notevole incremento (+4,97%, a 315 dollari), specialmente dopo un martedì difficile con un calo del 5% dovuto alle nuove minacce del presidente Trump sui tagli ai sussidi e un periodo di vendite intense (-22% dall’inizio del 2025). Il mercato si stava preparando a un nuovo forte declino nelle consegne, il secondo consecutivo.
La compagnia diretta da Elon Musk ha consegnato circa 384.122 veicoli tra aprile e giugno, con un marcato decremento rispetto allo stesso periodo del 2024, quando le consegne avevano raggiunto le 444mila unità. Le consegne dei modelli Model 3/Y per questo trimestre ammontano a 373.700 veicoli, leggermente sopra le previsioni del mercato, mentre altri modelli hanno totalizzato 10.400 consegne, al di sotto delle aspettative. La produzione totale è stata di 410.200 veicoli, in linea con l’anno precedente, mentre il rinnovo della Model Y Juniper sta iniziando a guadagnare terreno.
Questi dati seguono un altro trimestre deludente, con una riduzione del 13% su base annuale. Gli analisti si aspettavano già un secondo calo consecutivo nelle vendite annuali. Per il 2025, il consenso ora prevede 1,65 milioni di veicoli consegnati, sotto i 1,79 milioni del 2024 (-8%) e molto distante dai 1,81 milioni del 2023.
Musk aveva dichiarato a metà maggio che Tesla stava riprendendosi dal crollo iniziale dell’anno, dovuto in gran parte al suo coinvolgimento con l’amministrazione Trump e al suo supporto a movimenti populisti e di estrema destra in Europa. Tuttavia, le vendite potrebbero peggiorare ulteriormente verso la fine dell’anno, se il governo degli Stati Uniti decidesse effettivamente di eliminare i crediti d’imposta per l’acquisto di veicoli elettrici.
Una buona notizia è arrivata mercoledì 2 luglio dalla Cina. A giugno, le vendite dei modelli prodotti a Shanghai – Model 3 e Model Y – sono aumentate dello 0,8% su base annua, raggiungendo 71.599 unità. È il primo aumento registrato in nove mesi. Rispetto a maggio, c’è stato anche un aumento del 16,1%, secondo i dati rilasciati dalla China Passenger Car Association. Tuttavia, la competizione rimane feroce: BYD, il principale concorrente cinese, ha venduto 377.628 veicoli nello stesso mese, con un incremento dell’11% su base annua. La leadership di BYD nel mercato interno rimane saldamente invariata.
In Europa, la situazione è variegata. Dai dati emersi alla vigilia, da un lato si confermano le difficoltà del marchio californiano, dall’altro emergono alcune eccezioni notevoli. In Italia, le immatricolazioni a giugno hanno subito un calo del 66% su base annua, con solo 1.697 unità. Tesla è stata superata non solo da BYD (oltre 1.900 veicoli), ma anche da MG Motor (4.146 immatricolazioni) e da Omoda/Jaecoo (gruppo Chery), che è salita da 25 a 1.297 unità nello stesso mese. Il bilancio del primo semestre per Tesla in Italia mostra un calo del 36,16% rispetto ai primi sei mesi del 2024.
Ma il rallentamento non è limitato solo all’Italia. In Svezia, le immatricolazioni sono diminuite del 64,4%, e in Danimarca del 61,6%, con il solo Model Y in calo del 31% rispetto all’anno scorso. Tuttavia, ci sono anche segnali positivi. In Spagna, Tesla ha immatricolato 2.632 veicoli a giugno, un aumento del 60,7%, recuperando parte del terreno perso nei mesi precedenti. In Norvegia, le consegne sono aumentate del 54% su base annua, trainate dalla forte domanda per la nuova versione del Model Y, che ha superato le 5.000 unità.
Questa dinamica a due velocità riflette un’Europa divisa tra l’aggressività crescente della Cina e la polarizzazione legata all’immagine pubblica dell’uomo più ricco del mondo. In alcuni paesi, come Germania e Regno Unito, sondaggi indicano una forte diminuzione della sua popolarità, anche a causa del suo attivismo politico e delle dichiarazioni controverse. Lo scontro rinnovato con Donald Trump, culminato in minacce di ritorsioni sui sussidi alle sue aziende, ha aggiunto ulteriore instabilità (ricordiamo: martedì il titolo ha subito un tracollo: -5,34%).
Contemporaneamente, Tesla sta riorganizzando la sua catena di comando. Dopo l’uscita di Omead Afshar, il magnate ha ripreso il controllo operativo diretto delle vendite in Europa e negli Stati Uniti. A Tom Zhu, figura chiave nella crescita cinese, sono state affidate le operazioni produttive globali. Una mossa che potrebbe essere temporanea, ma che indica la volontà di Musk di concentrarsi nuovamente sul business tradizionale dell’auto, dopo mesi passati tra Washington, progetti ambiziosi e battaglie sui social.
Nel frattempo, il racconto attorno alla casa automobilistica texana sembra spostarsi sempre più verso la tecnologia. Il 22 giugno, l’azienda ha lanciato un primo esperimento di servizio robotaxi ad Austin, destinato a un gruppo ristretto di utenti. L’annuncio ha contribuito a sostenere il titolo in Borsa negli ultimi tre mesi (+10%), ma ha anche attirato l’attenzione delle autorità americane per questioni legate alla sicurezza dei veicoli a guida autonoma.
Secondo alcuni analisti, come Gene Munster di Deepwater Asset Management, Tesla è oggi «una storia a due facce»: quella più tradizionale, legata alla produzione e vendita di auto elettriche, e quella futuribile, centrata su intelligenza artificiale e guida autonoma. Se la prima sembra vivere una fase di rallentamento, sarà il secondo semestre dell’anno a dire se la seconda potrà davvero convincere mercato e investitori.
Per i “tifosi” di Tesla il valore del business dei robotaxi è destinato a prendere il sopravvento, fino al 90% della capitalizzazione, che oggi oscilla attorno ai mille miliardi di dollari. «Il futuro di Tesla – commenta Dan Ives, di Wedbush – appare più luminoso che mai grazie alla guida autonoma e alla robotica. Tuttavia, Elon deve concentrarsi sulla guida di Tesla e non anteporre le sue opinioni politiche, poiché la sua diatriba con Trump sta generando ulteriore frustrazione tra gli investitori, alimentando timori riguardo a una possibile posizione più aggressiva dell’amministrazione sulla spesa governativa legata a Tesla».
Prossimo appuntamento il 23 luglio con i risultati finanziari. L’ultima volta l’utile ha segnato -71 per cento.
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