Missione diplomatica e commerciale di Taiwan negli USA
La finalità principale della missione di Taiwan negli Stati Uniti è dimostrare che l’isola non ha compiuto azioni illecite nei confronti dell’industria americana dei microchip, contrariamente a quanto affermato in precedenza da Trump.
Da oggi, 11 febbraio, una delegazione guidata dal ministero dell’Economia di Taiwan intraprenderà un viaggio negli Stati Uniti per cercare di evitare l’imposizione di dazi che potrebbero raggiungere il 100% sui semiconduttori taiwanesi. Questa mossa arriva in risposta alle minacce del presidente Donald Trump, che vuole ridurre l’eccesso commerciale di Taipei. La delegazione include importanti figure come il ministro dell’Economia Kuo Jyh-huei, la vice ministra Cynthia Kiang e la vicedirettrice generale dell’Amministrazione per lo sviluppo industriale Chen Pei-li. Kuo ha esplicitato che l’obiettivo del viaggio è chiarire che Taiwan non ha mai “sottratto” alcun segreto industriale agli Stati Uniti, come precedentemente insinuato da Trump, enfatizzando che “abbiamo regolarmente pagato per ogni proprietà intellettuale” e sottolineando l’interdipendenza tra le aziende di entrambi i paesi. Secondo Tim Culpan, un ex editorialista di “Bloomberg” residente a Taipei, le politiche proposte da Trump potrebbero avere esiti “catastrofici”, dato che gli Stati Uniti non possiedono le capacità produttive per eguagliare il volume di chip prodotto da Taiwan.
Parallelamente, le compagnie taiwanesi stanno valutando le conseguenze che tali dazi potrebbero avere sul commercio. La grande azienda di progettazione di microchip, MediaTek, ha realizzato simulazioni che prevedono che il 2025 possa essere un anno “gestibile” per loro. Durante una conferenza tenuta il 7 febbraio, l’amministratore delegato di MediaTek, Rick Tsai, ha descritto la situazione come “estremamente imprevedibile”, aggiungendo che “per noi il 2025 dovrebbe essere gestibile. Ci sono numerose incognite e attualmente è difficile fare previsioni precise. È una questione molto complessa”, ha affermato.
In aggiunta ai potenziali dazi su microchip che Trump sta considerando, il settore tecnologico deve anche confrontarsi con l’ascesa di DeepSeek, una startup cinese che ha recentemente scosso il mercato tecnologico americano con il rilascio del suo modello di intelligenza artificiale open-source R1, sviluppato a costi significativamente inferiori rispetto al concorrente americano OpenAi-o1, e capace di competere a livello di prestazioni. Questo sviluppo è stato accolto con ottimismo dall’amministratore delegato di MediaTek, che vede in DeepSeek un contributo verso una “democratizzazione dell’intelligenza artificiale, che si diffonderà più ampiamente tra gli utenti comuni”, ha evidenziato.
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