Scopri le Meraviglie della MIA Photo Fair: Fotografia in Mostra a Milano!

La quindicesima edizione presenta oltre 70 gallerie, sia italiane che internazionali, incentrate su un mercato dinamico con offerte accessibili

La fotografia è al centro dell’attenzione a Milano con la quindicesima edizione della MIA Photo Fair BNP Paribas, che si tiene a Superstudio Più nella Zona Tortona, dal 19 al 22 marzo 2026. All’evento partecipano 111 espositori, inclusi 76 gallerie, coerentemente con l’edizione precedente, di cui 27 internazionali e 24 nuovi partecipanti. L’inaugurazione, avvenuta il 18 marzo, ha visto la partecipazione di 2.500 persone, e i giorni successivi hanno registrato un’affluenza elevata. La qualità dell’evento è migliorata rispetto all’anno scorso, anche se la coerenza e la valorizzazione non sono sempre ottimali, specialmente negli stand più piccoli. La città di Milano è sempre più coinvolta, con un programma parallelo di mostre e progetti fotografici che si estendono anche in spazi non convenzionali come hotel (installazioni di Erik Kessels all’Hotel Senato e di Goldschmied e Chiari all’Hotel Straf) e ristoranti (immagini subacquee di Alberto Podio e performance sonore di Andrea Ghisalberti al L’altro in Porta Romana).

Navigare tra i corridoi della fiera può risultare complicato, dato che le sezioni tematiche sono distribuite su tutta l’area e non raggruppate, permettendo così di includere una varietà di proposte ma disperdendo i temi. Il focus geografico di quest’anno, curato ancora una volta da Rischa Paterlini, copre un ampio spettro dell’America Latina, includendo artisti sia dalla Spagna che dall’America Latina, oltre a lavori realizzati in queste regioni da artisti di altre nazionalità, offrendo una prospettiva esterna.

Consideriamo ad esempio le opere su Ecuador, Bolivia e Venezuela del fiorentino Pietro Paolini, esposte dalla Gaze Off di Lugano, una delle quali ritrae un elettore al voto, richiamando il dibattito sul referendum in corso in questi giorni. Oppure, il confronto proposto dalla galleria milanese Viasaterna tra le fotografie dell’italiano Guido Guidi (vintage, 25 mila euro) scattate in Spagna e quelle dello svedese Gerry Johnansson (3.200 euro). Lo stand ha visto vendite fin dal primo giorno e presenta anche il giapponese Takashi Homma con le sue immagini di funghi contaminati da Fukushima e la serie sull’oceano dalle Hawaii (3-7 mila euro), insieme ai paesaggi invernali dell’Ohio dell’inglese Vanessa Winship (nominata per il premio Bnl, prezzi 5 mila euro). Anche la Galerie Springer di Berlino, che l’anno scorso partecipò con il notevole lavoro di Arnold Odermatt nel focus svizzero, ha esposto le visioni del Messico della tedesca Evelyn Hofer, che utilizza una complicata e ormai obsoleta tecnica chiamata “dye-transfer” (prezzi 6.500-8.400 euro). Accanto a lei, un confronto sull’automobile tra lo stesso Odermatt (4-12 mila euro) e Saul Leiter (4.800-7.500 euro).

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Numerosi sono anche i premi assegnati durante la fiera. Il vincitore del premio del Title Sponsor della fiera, Bnl Bnp Paribas, è stato l’artista messicano Héctor Zamora, presentato dalla galleria di Madrid Albarrán Bourdais, con un’opera realizzata per la Biennale di Venezia, “Sciame di dirigibili”. Accanto a lui nello stand Ivan Argote, anch’egli con opere legate all’Italia realizzate a Villa Borghese durante una residenza, e lo spagnolo Alberto Garcia Alix, con lavori realizzati a Venezia nel 1986 (per tutti e tre il range di prezzo è 10-25 mila euro).

Nella sezione Focus latino si è mantenuto il Premio Miramart, assegnato dal collezionista Andera Fustinoni, che arricchisce la collezione del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. Quest’anno il premio è stato assegnato a una giovane promessa: il vincitore è il brasiliano Gleeson Paulino, presentato nello stand condiviso dalla galleria milanese Orma e dalla galleria di San Paolo Chroma (prezzi da 1.000 a 5.400 euro). La presentazione include altri brasiliani noti nel loro paese, come Claudio Edinger e Araquem Alcamtara, ancora poco conosciuti in Italia, il che mantiene i prezzi relativamente bassi, fino a 7-10 mila euro.

Tra i nomi noti esposti in fiera troviamo Roger Ballen con Building, rappresentato esclusivamente in Italia dall’anno scorso. Inoltre, Regina José Galindo, di cui Prometeo ha venduto un’opera dall’archivio, frutto di una performance in cui ha utilizzato i soldi vinti dal governo guatemalteco per assumere un sicario che le insegnasse a sparare (12-20 mila euro). Accanto a lei, un dialogo tra l’italiano Attilio Solzi e l’albanese Erjola Zhuka. La galleria di Sofia +359 Gallery Ltd ha portato Moataz Nasr, egiziano, che da anni lavora in Italia con Continua, e che in “The Slave Market” riprende il pittore francese ottocentesco Jean-Léon Gérôme, per denunciare come ancora oggi la donna sia oggettificata (prezzi 22-25 mila euro, 80 mila per la scultura).

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Lo stand è incluso nella sezione Beyond Photography, curata da Domenico De Chirico, e comprende anche A Pick Gallery di Torino, con un dialogo tra quattro artiste: Mila Dovrevska, macedone che vive a Milano, parte dai ritratti dei suoi cari e li arricchisce di ricami che superano la tecnica fotografica e riprendono le tradizioni del suo paese (400-4 mila euro); Leila Erdman-Tabukashvili, siberiana, che fonde il linguaggio del reportage con quello della fotografia di moda, testi e immagini, per raccontare i giovani che cercano normalità e divertimento in luoghi come l’Ucraina e la Giordania (700-2.200 euro); Laura Quinonez, colombiana, che esplora la storia dei “cimarrones”, gli schiavi africani fuggiti, attraverso le loro acconciature che trasmettevano messaggi in codice o nascondevano oggetti (1.300-1.700 euro); infine, Maria Elisa Ferraris, italiana, che conduce la sua ricerca in Sardegna – una delle prime terre emerse nel Mediterraneo – parlando di natura ma anche di folclore (800-1.700 euro).Il Premio Ettore Molinario è stato assegnato alla Vue Gallery di Bruxelles, alla sua prima fiera in assoluto. La galleria, dedicata alla fotografia con un focus sul femminismo e il genere, è stata fondata solo lo scorso gennaio dalla coppia Charlie Helleputte e Julie Scheurweghs, che è anche l’artista del progetto presentato sull’essere madre (prezzi da 1.500 a 8.500 euro).

Il linguaggio accessibile della fotografia, unito ai livelli di prezzo vantaggiosi, rende questo settore un mercato vivace e in crescita, come evidenziato dal report di Deloitte sul 2025, che è anche sponsor della fiera. Pubblicato di recente, il rapporto indica un fatturato totale nel 2025, basato sui dati delle aste di Christie’s, Sotheby’s e Philips, di 40,4 milioni di dollari, in aumento significativo rispetto ai 33,9 milioni del 2024. Il tasso medio di invenduto è calato al 17,1% dal 20% e l’aggiudicazione media dei lotti è cresciuta fino a 3,4 milioni di dollari (2,4 milioni nel 2024). Le aste dedicate esclusivamente alla fotografia sono state 12, in calo rispetto alle 14 del 2024 e alle 25 del 2023, ma ciò è dovuto al fatto che i lotti fotografici più importanti sono sempre più spesso inseriti nelle aste di arte moderna e contemporanea. Nel segmento alto del mercato troviamo grandi maestri del novecento come Man Ray, Cartier Bresson, El Lissitzky, ma anche figure chiave della Pictures Generation, come Richard Prince, Cindy Sherman e Barbara Kruger.
Secondo il report, i fotografi italiani venduti all’asta nel nostro paese hanno raggiunto un fatturato totale poco superiore a un milione di euro, per 249 autori. Il mercato è tuttavia ancora fortemente polarizzato, con pochi nomi di alta riconoscibilità che assorbono la maggior parte del valore. La classifica degli autori italiani è guidata da Mario Giacomelli, seguito da Luigi Ghirri e Gabriele Basilico. Il settore è complessivamente dinamico e inclusivo, sostenuto da collezionisti giovani, prezzi accessibili e un’immediata comunicatività. Si auspica che la fiera continui a migliorare e ad attrarre nuovi pubblici.

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