Rigenerazione delle Relazioni tra l’UE e il Regno Unito
Secondo quanto riportato dal “Financial Times”, il primo ministro britannico Starmer ha comunicato a Ursula von der Leyen che “qualsiasi accordo dovrà portare vantaggi concreti per i cittadini britannici”.
Il tentativo di rinnovare le relazioni tra il Regno Unito e l’Unione Europea, iniziato con l’accordo di Windsor in maggio, si trova già a rischio di stallo ancor prima che i negoziati abbiano inizio ufficiale. Il nodo della contesa è il contributo finanziario che il Regno Unito dovrebbe versare all’UE. La Francia sostiene che il Regno Unito dovrebbe contribuire ai fondi di coesione europei come requisito per riavviare la cooperazione nei settori energetici, tuttavia, Germania e Paesi Bassi hanno cercato di alleggerire questa richiesta, proponendo di “riflettere sui livelli di contributo” piuttosto che “definirli”. Nel corso di una conversazione telefonica con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il primo ministro britannico Keir Starmer ha insistito sul fatto che “qualsiasi patto deve portare benefici tangibili ai cittadini britannici”. Un diplomatico europeo ha tuttavia espresso preoccupazione, sottolineando come questa disputa rappresenti “una spada di Damocle sui negoziati”. Inoltre, il Regno Unito ha richiesto uno sconto del 50% per partecipare nuovamente al programma Erasmus+, ma l’UE ha offerto solo il 30%, accusando il Regno Unito di “intossicare i negoziati”. “Persistere sulla questione del ‘valore per denaro’ è fastidioso per molti Stati membri, che si trovano in situazioni fiscali complesse. Questo fa sì che le trattative diventano pericolosamente transazionali”, ha commentato il diplomatico UE.
Un ulteriore punto di frizione è la partecipazione del Regno Unito al programma europeo di riarmo “Safe”, dal valore di 140 miliardi di euro. L’UE vorrebbe permettere all’industria della difesa britannica di partecipare, ma chiede in cambio un contributo di fino a 6,7 miliardi di euro. La Francia, appoggiata da diversi Stati, insiste per mantenere un “costo di ingresso elevato”, anche se alcuni diplomatici non escludono la possibilità di un compromesso. Come riportato dal giornale, il Regno Unito ha tempo fino al 30 novembre per decidere se aderire o rinunciare alla possibilità di presentare progetti. “I negoziati tra UE e Regno Unito sono sempre estremamente complicati”, ha dichiarato al “Financial Times” un alto funzionario europeo, aggiungendo: “Credo che un accordo sia possibile, ma ci vorrà molto lavoro e volontà politica da entrambe le parti”.
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