L’Intelligenza Artificiale Rivoluziona le Aziende: da Tecnologia a Pilastro Fondamentale!

Scorcio sul futuro al “AI World 2025” di Las Vegas, dove l’intelligenza artificiale trasformerà integralmente le aziende

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – “L’addestramento delle intelligenze artificiali rappresenta il settore di crescita più vasto e veloce nella storia dell’umanità, superando persino l’era delle ferrovie e la rivoluzione industriale. È una rivoluzione che supererà l’impatto di Internet”. Queste dichiarazioni fatte da Larry Ellison a Las Vegas non sembrano solo profezie, ma piuttosto l’annuncio di un’epoca imminente. L’evento globale “AI World 2025” è stato per Oracle non soltanto una semplice presentazione di prodotto, ma l’annuncio di un cambiamento radicale, un punto di svolta strategico che mira a incorporare l’AI in ogni strato dell’architettura aziendale: dalla gestione dei dati, essenziale per il training dell’AI, alle applicazioni, fino ai processi operativi di routine. Si è trattato anche della dichiarazione di una trasformazione completa. L’azienda, un tempo icona dei database, ha dimostrato di aver compiuto la propria evoluzione in un ecosistema integrato e completamente orientato all’AI, dove l’intelligenza artificiale non è più un semplice add-on, ma il fulcro dell’innovazione aziendale.

Al cuore della strategia si trova la nuova Oracle AI Data Platform, descritta dai dirigenti come il pilastro dell’intelligenza artificiale per l’impresa moderna. Questa piattaforma permette di preparare i dati per essere “AI-ready” — pronti per l’addestramento, l’inferenza e l’automazione — senza bisogno di intermediari o di complicati processi di integrazione. Un’architettura unificata consente di orchestrare i dati provenienti da ambienti diversi (cloud pubblico, sistemi on-premise e ibridi) in tempo reale, permettendo all’AI di operare in modo dinamico, predittivo e trasversale in tutti i settori aziendali. Questa è la visione di Oracle espressa durante l’evento come “AI for Data”, che significa portare l’AI là dove sono i dati, e non il contrario. Inoltre, Oracle ha introdotto Oracle Database 26ai, l’ultima generazione del suo storico database, completamente reinventato in chiave AI. Grazie a questa nuova versione, le aziende potranno costruire e implementare sistemi di intelligenza artificiale direttamente all’interno del database, eliminando la necessità di trasferire o duplicare i dati, ottenendo così vantaggi in termini di velocità, sicurezza (dato che ogni duplicazione e trasferimento di dati aumenta il rischio di intrusioni) e risparmio operativo. Un’altra novità importante riguarda la “diffusione” degli AI Agents – la parola chiave del momento –, che sono arrivati a un rispettabile numero di 400, con prospettive di crescita fino a 600, e che in Oracle sono già integrati e disponibili senza costi aggiuntivi all’interno della suite Oracle Fusion Applications, i software di gestione in cloud che coprono amministrazione, finanze, controllo, risorse umane, gestione della supply chain e customer experience. Questi agenti intelligenti, sviluppati sulla base dei ruoli e dei task aziendali e personalizzabili per settore mediante uno strumento già integrato nella suite, il AI Agent Studio, possono autonomamente gestire processi come l’approvazione delle spese, la riconciliazione contabile, la selezione dei candidati o l’elaborazione di ordini complessi. Oracle ha spiegato che ogni agente AI può imparare dalle interazioni con l’utente e adattarsi al contesto aziendale, trasformandosi in un vero e proprio “assistente operativo” interno. Grazie all’approccio di Oracle a un modello di dati unificato tra database e applicazioni, gli agenti AI, inizialmente addestrati con dati pubblici, possono successivamente essere allenati con dati privati dell’azienda, preservandone la privacy – un aspetto che può rappresentare un vantaggio competitivo significativo.

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«L’essere umano che utilizza l’AI sostituirà quello che non la utilizza», ha affermato Andrea Sinopoli, Vice President and Country Leader Cloud Tech di Oracle per l’Italia. In altre parole, l’intelligenza artificiale potenzierà l’elemento umano con l’obiettivo di migliorare la sua vita e rendere la sua attività più efficiente. Ma le innovazioni non si fermano qui. Oracle ha anche annunciato un’espansione delle funzionalità multi-cloud, frutto della collaborazione con Microsoft Azure, Google Cloud e AWS, per permettere alle aziende di eseguire carichi di lavoro AI ovunque si trovino i loro dati, sia che siano già su OCI (Oracle Cloud Infrastructure) sia sui cloud di altri hyperscaler. Per facilitare questo processo, Oracle ha introdotto i Multicloud Universal Credits, una sorta di valuta spendibile su tutti i cloud per la gestione dei dati con Oracle.

L’integrazione nativa dell’AI nelle funzioni di business consente inoltre di automatizzare processi ripetitivi, liberando tempo e risorse per attività di maggior valore aggiunto. Nei reparti finanziari, ad esempio, gli agenti AI possono analizzare modelli di spesa e prevenire errori contabili; nelle risorse umane, suggerire percorsi di carriera o ottimizzare i processi di reclutamento; nella logistica, anticipare interruzioni della supply chain e proporre alternative operative in pochi secondi. A lungo termine, l’obiettivo di Oracle è rendere l’uso dell’intelligenza artificiale accessibile non solo ai team IT, ma a chiunque operi in azienda. Grazie a interfacce intuitive e comandi in linguaggio semplice, l’AI diventa uno strumento quotidiano, trasversale, che supporta le decisioni piuttosto che complicarle. Per le aziende ciò significa maggiore efficienza, minore complessità e una migliorata capacità decisionale in tempo reale.

Come ha evidenziato un analista, «Oracle non descrive più l’AI come una tecnologia, ma come l’infrastruttura del lavoro moderno». Una frase che sintetizza in modo perfetto l’entità di questa evoluzione: l’AI non è più un traguardo da raggiungere, ma una condizione di base per essere competitivi. Il messaggio chiaro da Las Vegas è questo: le imprese che desiderano rimanere competitive dovranno ripensare i propri processi non in termini di software, ma in termini dell’intelligenza che lo guida. Per l’Italia, dove il tessuto imprenditoriale è composto in gran parte da piccole e medie imprese, questa rivoluzione dell’AI – già integrata nei processi aziendali e pronta all’uso, secondo Oracle – può rappresentare una straordinaria opportunità di semplificazione e crescita.

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