“L’accordo segna la fine di un periodo di incertezza e previene un conflitto commerciale”
Una stima più accurata “sarà fattibile solo quando ogni dettaglio dell’accordo sarà chiarito, ma è già prevedibile un impatto sul PIL italiano nell’ordine dello 0,5% in calo entro il 2026, con una successiva ripresa che riallineerà i valori agli scenari previsti per il 2029”. Queste le parole del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, che ha risposto così durante un’interrogazione parlamentare alla Camera, facendo riferimento ai recenti dati Istat relativi al PIL del secondo trimestre del 2025.
Nella relazione sulla finanza pubblica, il governo “ha adottato previsioni prudenti, anticipando una crescita dello 0,6%, confermata anche oggi”, ha dichiarato Giorgetti. I dazi del 15% “introdurranno dinamiche che impatteranno in modo significativo e diversificato sui vari settori produttivi italiani. Le discussioni riguardo l’accordo sono ancora in atto, quindi al momento è prematuro fornire una valutazione complessiva. Ciò che è certo, è che l’accordo pone fine a un periodo di incertezza e scongiura una guerra commerciale”. Il quadro di certezze normative “è essenziale per adottare misure a tutela delle imprese italiane e per potenziare o anticipare gli investimenti”, ha aggiunto il ministro.
Le trattative “proseguono per definire aspetti che saranno cruciali, ma ci impegniamo a proteggere i settori e i prodotti chiave per l’economia del nostro paese”, ha continuato Giorgetti. Il recente report dell’Istat “che mostra un peggioramento del saldo commerciale italiano nei primi sei mesi dell’anno, deve essere interpretato con attenzione, soprattutto in relazione alle esportazioni. Nonostante le apparenze, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono aumentate dell’8% nel primo trimestre”, ha spiegato il ministro.
D’altra parte, “le esportazioni verso l’Asia, e in particolare verso la Cina, hanno registrato un calo dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo indica la necessità di una valutazione globale, di una ridefinizione dei prezzi nel commercio internazionale, piuttosto che di un problema specifico tra Italia o Europa e gli Stati Uniti”, ha sottolineato.
Per quanto riguarda i debiti Safe, “li consideriamo vantaggiosi rispetto ai Btp. Rappresentano un’alternativa di finanziamento per le spese difensive”, ha affermato Giorgetti. In risposta alle preoccupazioni dei sindacati sulla vendita di Iveco, Giorgetti ha concluso dicendo “Vedrete molto presto”.
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