Borse: nubi all’orizzonte ma nessuna fuga dal rischio, operatori più prudenti

Il 35% degli operatori prevede un calo dei listini nei prossimi sei mesi, fino a febbraio 2027. Il 70% ritiene che la tensione sui titoli di Stato possa favorire un modesto spostamento verso beni rifugio. Rimane fiducia sulla tenuta dello spread BTP-Bund, mentre aumentano le aspettative di rafforzamento dell’euro

(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Sul fronte dei mercati finanziari si intravedono segnali di maggiore incertezza, determinati dal proseguimento delle tensioni nello Stretto di Hormuz, dal nuovo impulso al prezzo del petrolio, oltre che dalle preoccupazioni sull’inflazione e dalla pressione sui titoli governativi. Dal sondaggio Assiom Forex realizzato ad agosto tra i soci in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor emerge una riduzione della quota di chi pensa che le Borse non scenderanno rispetto ai livelli attuali nei prossimi sei mesi (la percentuale passa dal 75% di luglio al 65%). In dettaglio, il 35% degli intervistati (contro il 25% del mese precedente) si attende un calo delle quotazioni, mentre il 26% (era il 31% a luglio) prospetta un rialzo. Per il 39% (dal 44%) i mercati azionari rimarranno sostanzialmente invariati sino a febbraio 2027. «Il sondaggio di agosto mostra un lieve peggioramento delle aspettative degli investitori sui mercati azionari, dopo il graduale recupero di fiducia osservato nei mesi scorsi, nonostante performance complessivamente stabili degli indici italiani ed europei», commenta il presidente di Assiom Forex, Massimo Mocio.

Schermi con grafici di mercato e annotazioni che mostrano incertezza
Segnali di incertezza emergono nei mercati finanziari, tra petrolio e timori inflazionistici.

La maggioranza degli operatori ritiene che, nonostante la forte pressione sul mercato obbligazionario e i timori legati all’aumento del debito pubblico Usa, non si assisterà al momento a una fuga generalizzata dal rischio. «La rapida impennata dei rendimenti dei Treasury e i conseguenti dubbi sulla sostenibilità dei conti pubblici americani hanno riportato al centro del dibattito una possibile rotazione verso asset più sicuri», osserva Mocio. Tuttavia, il 70% degli intervistati Assiom Forex valuta che un eventuale spostamento verso beni rifugio, come l’oro, sarebbe soltanto contenuto. «Gli operatori non riconoscono infatti le condizioni per una fuga massiccia dagli asset più rischiosi, a meno che non si verifichi un ulteriore peggioramento della situazione fiscale statunitense». Le restanti posizioni sono divise agli estremi: il 15% ritiene che un peggioramento ulteriore dei conti pubblici potrebbe innescare una rapida rotazione verso beni rifugio, mentre un altro 15% giudica prematuri i timori sulla politica fiscale e non si aspetta spostamenti significativi verso asset difensivi.

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Il consenso fra gli operatori Assiom Forex su uno scenario di stabilità dello spread BTP-Bund rimane molto pronunciato, nonostante la salita dei rendimenti sovrani a livello globale. Il 77% degli intervistati (in aumento dal 75% di luglio) prevede un differenziale tra titoli italiani e tedeschi compreso tra 50 e 100 punti base nei prossimi sei mesi (fino a febbraio 2027). Per il 20%, in linea con il mese precedente, lo spread si collocherà tra 100 e 150 punti base, mentre solo il 3% (era il 4% a luglio) indica un intervallo tra 150 e 200 punti.

Grafico del cambio euro-dollaro su schermo
Gli operatori aumentano le aspettative di un apprezzamento dell’euro.

Si rafforza inoltre tra gli operatori l’aspettativa di un apprezzamento dell’euro verso il dollaro, favorita anche dal secondo rialzo dei tassi da parte della Bce, sebbene la maggioranza continui a scommettere sulla stabilità del cambio nei prossimi mesi. Il 58% degli intervistati, dato in linea con la rilevazione precedente, prevede il mantenimento dell’attuale rapporto di forza tra le due valute. Salgono però al 35% (dal 25% di luglio) gli operatori che prevedono un rafforzamento della moneta unica, mentre la quota che punta a un suo indebolimento scende nettamente al 7% rispetto al 18% precedente. «Sui mercati valutari, nel mese scorso l’euro si è leggermente apprezzato nei confronti del dollaro statunitense», commenta Mocio. «Partito da 1,152 all’inizio di agosto, il cambio ha chiuso il periodo a 1,162, vicino ai massimi di 1,168 toccati il 21. Per i prossimi sei mesi prevalgono aspettative di stabilità per il rapporto euro-dollaro», conclude il presidente dell’associazione degli operatori finanziari.

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