Eretica o pioniera di un nuovo corso? La rivoluzionaria Ferrari elettrica, concepita tra Maranello e San Francisco e disegnata dall’ex Apple Jony Ive, presenta un design insolito. Equipaggiata con quattro motori elettrici che erogano un totale di 1.050 cavalli e offre un’autonomia di 530 km. Sorprendentemente, dispone di cinque posti e un bagagliaio da station wagon.
Elettrica, berlina, con un design quasi da fastback, cinque porte e persino cinque posti a sedere. Luce rappresenta uno dei modelli più controversi nella storia dell’automobilismo, definita la Ferrari più dibattuta mai realizzata. Ha suscitato perplessità tra gli appassionati, sembrando rispondere a una richiesta mai formulata. O forse sì: potrebbe rappresentare l’alba di un’era inedita, in un contesto automobilistico che evolve e trasforma anche le vetture di fascia alta, con rivali che non includono più solo Porsche o Lamborghini.
Luce segna il debutto della Ferrari nel segmento delle elettriche, presentandosi in una straordinaria configurazione berlina con un ampio portellone e un vero bagagliaio a cinque posti, progettata per essere anche la Ferrari più confortevole mai prodotta, a testimonianza di un intento di esplorare nuovi mercati.
Se l’obiettivo a Maranello era quello di creare una Ferrari senza precedenti, ci sono riusciti. Rimane da vedere, tuttavia, se questa netta rottura abbia un vero senso e se l’essere innovativi, come amano dire gli esperti di tecnologia, non comporti una perdita di identità. Luce è un’autovettura che necessita di essere compresa e apprezzata, poiché la prima impressione è spesso di shock, soprattutto per il suo design esterno, frutto del lavoro del team di LoveFrom che ha guidato il progetto.
Il percorso di creazione di Luce è avvenuto in tre fasi: la prima presentazione a Maranello 9 mesi fa, focalizzata sulle tecnologie delle batterie, del motore e del telaio; una seconda fase a San Francisco per il reveal degli interni, che ha definitivamente svelato il coinvolgimento di Jony Ive. Senza esperienze pregresse nel settore automobilistico, Ive, insieme a Marc Newson e al team di LoveFrom, ha progettato una plancia con elementi che sembrano tratti direttamente dall’estetica di Apple, tra iPhone e Apple Watch, con impressionanti finiture in alluminio massiccio. Un design che sicuramente setterà nuovi standard nel segmento del lusso e che probabilmente sarà emulato dai concorrenti cinesi, gli unici in grado di permettersi tali sofisticazioni su larga scala. Non manca un display OLED prodotto da Samsung e protetto da vetro Corning Gorilla, richiamando il mondo degli smartphone. Ma vi è un aspetto significativo: la vettura minimizza i comandi touch in favore di un’interfaccia più fisica.
In definitiva, stiamo discutendo di un lusso su ruote dove, nel settore elettrico, i cinesi, pur senza un blasonato pedigree, sanno farsi valere in alcuni mercati. Il prezzo? 550.000 euro, che facilmente possono salire a 700.000 con personalizzazioni.
La terza fase del lancio si è svolta a Roma — non a Maranello — dove il veicolo è stato mostrato in tutta la sua completezza. È evidente il lavoro di LoveFrom, sia nell’esterno sia negli interni, mentre il centro stile Ferrari, guidato dal rinomato designer Flavio Manzoni, ha contribuito principalmente nello sviluppo e nell’integrazione del concept, traducendolo nei vincoli tecnici e normativi tipici di un veicolo Ferrari.
La Luce è sicuramente un’autovettura attraente, ma il suo design non convenzionale rappresenta un limite. Elementi come la chiave con display E Ink la definiscono e la riconoscono come una vera Ferrari. Tuttavia, nonostante le straordinarie prestazioni e l’attenzione di Maranello al massimo piacere di guida, Luce sembra un corpo estraneo nella storia del marchio italiano. In effetti, Luce è una Ferrari eretica. Ha persino quattro porte — come la Purosangue — ma sorprendentemente cinque posti: non sarebbero bastati quattro come sulla Purosangue? Sembra più un’Apple Car, che peraltro non è mai stata realizzata, un’incarnazione dell’erronea equazione auto uguale smartphone, piuttosto che un’emozionante Ferrari.
Ferrari ha dovuto riprogettare completamente la piattaforma per adattarla alle batterie e ai motori elettrici. Gli ingegneri hanno quindi rivisto l’intera base tecnica: niente più schema transaxle tradizionale, e dunque nessun vincolo strutturale derivante dal classico layout motore anteriore-centrale e cambio posteriore. Questa trasformazione ha aperto la strada a qualcosa di completamente nuovo per Ferrari: un veicolo a quattro/cinque porte con omologazione per cinque persone.
Grazie ai quattro motori elettrici e alla base della batteria integrata nel telaio, i tecnici hanno potuto creare un abitacolo definito “glass house”, su cui poggia, quasi fluttuante, la carrozzeria. Una struttura composita con flussi d’aria interni che scorrono in modo singolare dal frontale aperto.
Guardando il veicolo, la prima cosa che colpisce è la superficie vetrata. Questa segue una linea continua che si abbassa sotto la linea della cintura e si congiunge al telaio, sia davanti sia dietro. I gruppi ottici, sia anteriori sia posteriori, sono incassati e quasi a scomparsa: infatti, quando non sono accesi, vengono inglobati all’interno della carrozzeria. L’effetto visivo è decisamente meno muscoloso e non molto sportivo: è chiaramente una Ferrari diversa, e non solo perché è elettrica.
Nella parte posteriore, i fari tondi evocano in qualche modo quelli della 360 Modena e della 458 Italia, un accenno di stile che dovrebbe tranquillizzare i fan del marchio.
Originale e molto simile anche alla storia di Apple è la gamma dei colori, dove predominano le tinte pastello tenui che sembrano richiamare quelle dell’iPhone SE.
In generale, nella definizione della linea, si riconoscono elementi e impostazioni già visti anni fa nei numerosi rendering immaginari della mai realizzata Apple Car. Evidentemente, l’influenza tecnologica californiana ha avuto un ruolo preponderante in questo progetto.
Un altro tratto distintivo sono i nuovi cerchi in lega, specifici per questo modello. Presentano un diverso calettamento tra l’anteriore e il posteriore: 23 pollici davanti e 24 dietro. Queste dimensioni rappresentano un record per una Ferrari stradale.
Gli interni della Ferrari Luce sono configurati con lo stile formale tipico di Jony Ive e di Apple. Sono molto curati, ma mancano di quella immediatezza emotiva tipica delle auto di questo calibro, sebbene saranno sicuramente apprezzati da chi predilige uno stile pulito, tipico di un Apple Watch, di un iPhone o di un iPad.
I display sono sviluppati appositamente da Samsung, noto leader in questa tecnologia. Le mappe sono di Google, ma Ferrari tiene a precisare che sono disponibili anche quelle di Apple, che non hanno mai rappresentato un punto di forza in termini di geolocalizzazione, anzi sono state spesso criticate. È chiaro, però, che il mondo dei fanboy di Apple non può che apprezzare questa scelta.
È notevole la quantità di comandi realizzati magistralmente con levette in alluminio tornito, che sostituiscono i più criticabili comandi touch.
I dati prestazionali della Ferrari Luce sono volutamente messi in secondo piano, con la vettura che raggiunge i 310 km/h, accelera da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e raggiunge i 200 km/h in 6,8 secondi. Tuttavia, Ferrari specifica che l’attenzione massima degli ingegneri è stata rivolta alla precisione e al piacere di guida.
La nuova Ferrari Luce è equipaggiata con quattro motori elettrici sincroni a magneti permanenti, uno per ciascuna ruota, tutti indipendenti. Nella parte anteriore possono raggiungere i 30.000 giri al minuto, mentre nel posteriore arrivano a 25.500 giri al minuto. I quattro motori erogano una potenza complessiva di 1.050 cavalli, pari a 772 kW, e possono generare una coppia massima di 990 Nm. Sono alimentati da una batteria prodotta interamente da Maranello, composta da 210 celle per una capacità di 122 kWh a 800 V. Questa batteria supporta la ricarica rapida fino a 350 kW, permettendo di ricaricare 70 kWh in soli 20 minuti in presenza di una stazione di ricarica adeguata. Ferrari stima un’autonomia di 530 km.
Il sistema dinamico sfrutta sospensioni attive derivate dal progetto F80, e sull’asse posteriore è presente un sistema sterzante completamente indipendente. Durante la progettazione, gli ingegneri hanno puntato su due aspetti: il controllo cinematico delle ruote su tutti gli assi di movimento, senza compromessi e in ogni condizione di carico, e la creazione di una firma acustica completamente nuova, pensata appositamente per un’auto a propulsione elettrica.
Il cuore della nuova architettura è la Vehicle Control Unit (VCU), una novità assoluta per Ferrari. Per la prima volta, infatti, motore e dinamica di guida rispondono a un’unica “cabina di regia”. La VCU coordina tre diverse reti: 800 Volt per i motori, 48 V per le sospensioni attive e 12 V per i sistemi ausiliari. Interpreta i comandi del conducente e monitora in tempo reale lo stato di ogni componente, gestendo sia l’erogazione sia il recupero dell’energia. E lo fa aggiornando tutti i parametri di controllo duecento volte al secondo.
Ci troviamo di fronte a una vettura lunga 5,26 metri e alta 1,54 metri. Il passo si attesta a 2,96 metri, per un peso complessivo di 2.260 kg in ordine di marcia. La distribuzione del peso è del 47% davanti e del 53% dietro. A frenare tanta potenza ci pensano i freni CCM da 390×34 mm all’anteriore e da 372×34 mm al posteriore.
Di serie si trova tutto quello che serve per la sicurezza: un pacchetto ADAS completo, pronto a lavorare in modo progressivo seguendo i parametri dinamici della vettura. Tra i sistemi attivi figurano il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei ciclisti, l’avviso e il mantenimento di corsia, il monitoraggio dell’angolo cieco e del traffico trasversale posteriore, la telecamera perimetrale 3D, il rilevatore di stanchezza per il conducente e il riconoscimento dei segnali stradali. Inoltre, la gestione elettronica del powertrain aggiunge una caratteristica interessante: il sistema Smart Overbrake. I sensori radar anteriori regolano la coppia rigenerativa quando si rilascia il pedale dell’acceleratore, recuperando energia e ottimizzando la decelerazione. In questo modo si limita anche l’uso dei freni idraulici.
Ferrari Luce: la sintesi dei dati tecnici
Alimentazione: 100% elettrica
Carrozzeria: berlina fastback, quattro porte e portellone
Posti: cinque
Motori: quattro elettrici sincroni a magneti permanenti, uno per ruota
Potenza: 1.050 cv, pari a 772 kW
Coppia massima: 990 Nm
Batteria: 122 kWh, 800 V, 210 celle
Ricarica rapida: fino a 350 kW; fino al 70% in 20 minuti con colonnina adeguata
Autonomia stimata: 530 km
Prestazioni: 0-100 km/h in 2,5 secondi; 0-200 km/h in 6,5 secondi; velocità massima di 310 km/h
Dimensioni: lunghezza 5,26 metri; altezza 1,54 metri; passo 2,96 metri
Peso: 2.260 kg in ordine di marcia
Distribuzione pesi: 47% davanti, 53% dietro
Freni: CCM da 390×34 mm all’anteriore e 372×34 mm al posteriore
Cerchi: 23 pollici davanti, 24 pollici dietro
Dinamica: sospensioni attive derivate dal progetto F80; asse posteriore sterzante; Vehicle Control Unit con aggiornamento dei parametri 200 volte al secondo
Interni: display OLED sviluppati con Samsung, mappe Google e Apple, comandi fisici al posto di un’impostazione tutta touch
ADAS: pacchetto completo con cruise control adattivo, frenata automatica d’emergenza, mantenimento corsia, monitoraggio angolo cieco, traffico trasversale posteriore, telecamera 3D, rilevatore di stanchezza e riconoscimento segnali stradali
Sistema di recupero energia: Smart Overbrake per modulare la rigenerazione in decelerazione
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