Analisi di Tosetti Value: nei primi nove mesi, i grandi gestori europei registrano un rendimento del 10,2%. In Italia, l’incidenza delle obbligazioni limita il guadagno al 7,3%
Un incremento significativo. È questo il risultato ottenuto in media dai fondi gestiti dalle principali società di investimento europee per i loro investitori nei primi tre trimestri del 2024, un anno che finora si è dimostrato memorabile. Questi dati emergono dall’analisi trimestrale realizzata da Tosetti Value, uno dei più importanti multi-family office in Europa, che esamina rendimenti e costi di tutti i prodotti Ucits offerti in almeno un paese europeo, sia quelli a lungo termine che quelli attivi e passivi (ad eccezione degli Etf), gestiti dalle prime 250 aziende per dimensione di patrimonio.
I primi 30 gestori del continente hanno visto i loro rendimenti salire al 10,2%, il secondo più alto registrato dall’inizio delle rilevazioni, dopo il risultato del 2019. Nonostante le aspettative iniziali fossero incerte a inizio anno, a causa di previsioni economiche globalmente poco chiare e timori legati a potenziali tensioni geopolitiche, i risultati finali dei fondi non sorprendono del tutto. Infatti, al forte rialzo delle borse, che ha visto l’indice globale Msci World in euro crescere del 18% nel periodo considerato, si è aggiunta una performance positiva delle obbligazioni, che dopo un inizio titubante hanno accelerato negli ultimi mesi seguendo le politiche monetarie espansive delle principali banche centrali.
Ecco perché in cima alla classifica figurano società con un portafoglio maggiormente orientato verso l’azionario come BlackRock (+12,8% dall’inizio del 2024), Legal & General (+12,7%) e Fidelity (+12,1%), tutte vicine alle performance delle aziende svedesi leader Sjunde (+16,8%) e Swedbank (+13,3%). A queste si aggiunge Vanguard (+12,6%), leader nei fondi indicizzati, che in un contesto di generale crescita delle società quotate ha superato i prodotti a gestione attiva più costosi.
Al contrario, i clienti di una società come Pimco, che si concentra quasi esclusivamente sul reddito fisso, hanno ottenuto un avanzamento del 5,5%, comunque notevole considerando la composizione dei loro portafogli. In questo contesto si colloca il rendimento medio del +7,3% rilevato da Tosetti Value tra le dieci principali società di gestione italiane, influenzato principalmente da un ambiente di investimento nazionale che vede una predominanza dei bond e una quota azionaria ridotta (26,9%) rispetto al totale europeo (51,6%).
Un’altra ragione della differenza nei rendimenti è la maggiore costosità dei fondi italiani. In media, i costi ricorrenti associati ai prodotti offerti agli investitori italiani (ongoing charge) si attestano all’1,49%, ben superiore alla media europea, che è scesa allo 0,85%. Questa discrepanza si traduce in un fardello significativo nel tempo. Infatti, dal 2018, quando Tosetti Value ha iniziato a raccogliere questi dati, i principali gestori italiani hanno fornito ai propri clienti ritorni medi cumulativi appena superiori al 10%, mentre in Europa, nello stesso periodo, si sono raggiunte performance fino al 50% (ancora una volta BlackRock e Vanguard spiccano). Un scenario già noto nell’industria del risparmio gestito italiano.
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