Il governo ha abolito la restrizione significativa che impediva alle aziende di accedere al mercato valutario per il pagamento dei profitti in dollari, una politica adottata negli anni per tutelare le riserve valutarie del paese.
All’inizio del 2026, le imprese operanti in Argentina potranno trasferire all’estero i dividendi e gli utili accumulati nel 2025. Il governo ha infatti eliminato il divieto significativo che limitava l’accesso al mercato dei cambi per il pagamento degli utili in dollari, una delle iniziative adottate nel tempo per salvaguardare le riserve valutarie. Una volta approvati i bilanci, presumibilmente a partire da maggio, le aziende saranno libere di acquistare dollari senza dover ottenere l’autorizzazione preventiva dalla Banca Centrale (Bcra). Si prevede che questa modifica possa rendere il paese più attraente per gli investimenti esteri diretti, anche per le imprese internazionali che precedentemente, salvo eccezioni rare e onerose, erano obbligate a riscuotere i profitti in pesos depositati in conti locali.
Il nuovo sistema, tuttavia, non esclude ulteriori sforzi dell’esecutivo nel monitoraggio delle riserve: la disposizione sarà applicabile solamente ai profitti generati nei bilanci con esercizio iniziato il 1° gennaio 2025 e non a quelli degli anni precedenti, dal 2019 al 2024. Si stima che il nuovo meccanismo possa influenzare le riserve per un importo tra i 3 e i 3,5 miliardi di dollari, sebbene il governo spera in una reiniezione di capitali grazie al miglioramento delle condizioni aziendali e a iniziative come il “Rigi” (Régimen de incentivo para grandes inversiones), che offre significativi vantaggi fiscali agli investimenti di grande entità.
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