Il conglomerato energetico introduce il suo primo Piano di Transizione volto a ridurre le emissioni del 90% entro la metà del secolo
Si prevedono investimenti fino a 17 miliardi di euro in linea con i criteri della tassonomia europea entro il 2035, di cui 7 miliardi saranno impiegati in iniziative chiave per la decarbonizzazione. L’obiettivo è una riduzione quasi totale delle emissioni dirette e indirette lungo tutta la filiera: -90% entro il 2050 (rispetto al 2023). Questa è la sintesi del primo piano di transizione climatica annunciato ieri da A2A, che stabilisce obiettivi, azioni operative e strumenti finanziari per orientare il gruppo energetico verso il traguardo del Net Zero entro il 2050. Il CEO Renato Mazzoncini ha dichiarato che il nuovo piano di transizione climatica “rappresenta l’investimento di A2A in un futuro decarbonizzato, un futuro in cui continuiamo a credere fermamente. Disponiamo di 23 miliardi di euro di investimenti previsti al 2035, di cui 17 miliardi conformi alla tassonomia UE e 7 miliardi destinati alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica”. Inoltre, ha sottolineato che il 2050 “è pericolosamente vicino e l’obiettivo è raggiungerlo completamente decarbonizzati. Senza un piano d’azione rigoroso, non ci riusciremo”. Questo anche considerando importanti sfide tecnologiche, prime tra tutte i data center, “indispensabili ma altamente energivori”, e l’elettrificazione delle flotte, che richiederanno lo sviluppo di nuove infrastrutture, oltre a interventi su cattura di CO2 e sistemi di accumulo energetico.
Nelle parole del presidente di A2A, Roberto Tasca, “la lotta contro i cambiamenti climatici è essenziale per la stabilità degli ambienti naturali, sociali ed economici”. Ciò è ancor più vero considerando il cosiddetto “costo dell’inazione”, che è considerevole: “Dal 2000 ad oggi, gli eventi climatici estremi hanno causato danni per più di 3.600 miliardi di dollari e le stime suggeriscono che i costi della non azione potrebbero ascendere a 1.200 trilioni di euro, quasi il doppio degli investimenti necessari per adempiere agli Accordi di Parigi”, ha aggiunto Tasca, evidenziando il ruolo cruciale dei piani di transizione climatica delle aziende nella mobilizzazione del capitale necessario.
Il piano di A2A si basa sull’ipotesi che l’Italia raggiungerà la neutralità carbonica entro il 2050 e prevede una riduzione del 90% dell’impronta carbonica del gruppo entro la metà del secolo rispetto al 2023, con la compensazione delle emissioni residue attraverso crediti di rimozione certificati. La strategia del gruppo si concentrerà su due principali direttive: l’economia circolare e l’elettrificazione dei consumi, con 7 miliardi di euro di investimenti previsti al 2035 in misure di decarbonizzazione. Tra questi, spiccano 3,4 miliardi destinati allo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e 1 miliardo per soluzioni di cattura della CO2 in impianti di trasformazione dei rifiuti in energia, recupero di calore industriale e dai data center per le reti di teleriscaldamento, elettrificazione della flotta per la raccolta rifiuti e sviluppo della produzione di bioenergie.
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