Conclusa per 150 milioni di euro la vendita dello sviluppo immobiliare di Santa Giulia a Milano. Il gigante australiano registra una perdita nella transazione. Restano da sviluppare circa 400.000 mq
Un accordo siglato in piena notte italiana, mentre in Australia era già mattina, ha segnato il trasferimento del complesso di Santa Giulia a Milano dalla Lendlease alla Bizzi & Partners, una società di sviluppo immobiliare guidata da Davide Bizzi. Tale operazione, anticipata esclusivamente tre mesi fa dal Sole 24 Ore (vedi l’edizione del 10 marzo), si è concretizzata nei giorni scorsi dopo che i dirigenti australiani, da tempo desiderosi di ritirarsi dall’Italia e dall’Europa con l’eccezione di Londra, hanno accettato l’offerta proposta da Bizzi & Partners.
Il sito rappresenta uno dei più grandi progetti immobiliari di Milano, iniziato nel 2004 e ancora non completato. La superficie totale che può ancora essere costruita ammonta a circa 385.000 metri quadrati, suddivisi in 277.000 mq destinati a residenze, equivalenti a circa 3.000 appartamenti, 59.000 mq per il commercio al dettaglio, 30.657 mq per uffici e 17.500 mq destinati all’ospitalità, oltre a 200.000 mq di aree verdi. I costi complessivi di sviluppo, inclusi urbanizzazione e bonifiche, sono stimati in 1,8 miliardi di euro.
Lendlease ha quindi scelto di accettare una perdita per facilitare l’uscita dall’investimento. La compagnia australiana ha comunicato l’accordo di vendita e ha fornito dettagli sulle tempistiche di altre operazioni in fase di chiusura. Secondo il comunicato, l’operazione ha un valore lordo di circa 250 milioni di dollari australiani, che corrispondono a circa 154 milioni di euro, e include il trasferimento delle quote di Lendlease nel Heartbeat Fund (che detiene i diritti di sviluppo di MSG North) per un valore di circa 90 milioni di dollari al netto delle tasse, oltre alla presa in carico dei debiti del progetto per circa 160 milioni di dollari, e il finanziamento per future bonifiche e infrastrutture. «La vendita si realizza a un valore inferiore rispetto al valore in bilancio e si prevede una perdita operativa post-vendita di circa 175 milioni di dollari, che sarà registrata nell’anno fiscale 2026», si legge nel comunicato.
La storia del progetto Milano Santa Giulia ha preso il via nei primi anni 2000 con Luigi Zunino e si è protratta fino ad oggi attraversando bonifiche, lavori complicati, cambi di proprietà e completamenti di alcune parti.
Il progetto ancora da sviluppare richiederà un periodo di realizzazione complessivo di 8-9 anni, e sarà completato per fasi. Le operazioni di bonifica e urbanizzazione richiederanno quattro anni di lavoro, mentre le aree già bonificate saranno sviluppate in circa quattro anni, con il probabile completamento degli ultimi lotti nel 2035.
Come menzionato, l’operazione riguarda esclusivamente il nuovo sviluppo per portare a termine la rigenerazione di un progetto nato vent’anni fa dalla riconversione di oltre un milione di metri quadrati di ex aree industriali. Dopo la cessazione dell’attività industriale negli anni Ottanta – l’area ospitava in precedenza stabilimenti chimici e siderurgici, tra cui quelli della Montedison e delle Acciaierie Redaelli – , il sito è rimasto inutilizzato fino alla fine degli anni Novanta, quando l’imprenditore Luigi Zunino, tramite la società Risanamento, acquisì i terreni con l’intento di creare una nuova “città nella città”, un’ambizione visionaria che ha incontrato numerosi ostacoli reali.
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