Tensioni in Medio Oriente oscurano le prospettive di accordo. Il petrolio guadagna terreno, l’euro si mantiene poco oltre 1,16 dollari. Lo spread aumenta a 73 punti
(Il Sole 24 Ore Radiocor) – Il calore delle recenti IPO si smorza nei mercati, mentre riacquistano centralità le dinamiche geopolitiche. I mercati azionari europei si sono distanziati dai loro picchi, influenzati dal peggioramento delle tensioni in Medio Oriente, e dalle minacce di nuovi dazi dagli Stati Uniti. Di conseguenza, la Borsa di Milano ha registrato un calo di quasi un punto percentuale, pur mantenendosi al di sopra dei 50.000 punti, dopo aver toccato il record di 50.578 punti il giorno precedente per l’indice FTSE MIB. Anche il CAC 40 di Parigi, il DAX 40 di Francoforte, l’IBEX 35 di Madrid, l’AEX di Amsterdam e il FTSE 100 di Londra hanno mostrato un trend negativo.
Dopo giorni di crescente tensione, gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran sono ripresi. Nota di rilievo è l’attacco con droni iraniani all’aeroporto internazionale di Al Kuwait, mentre le azioni israeliane in Libano, criticate da Teheran, rischiano di compromettere i negoziati tra USA e Iran. «Non è certo se i negoziati per terminare il conflitto e riaprire lo Stretto di Hormuz siano ancora attivi, ma gli eventi recenti indicano che gli investitori potrebbero aver anticipato troppo rapidamente la risoluzione della crisi», ha affermato Kathleen Brooks di Xtb.
L’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) ha espresso preoccupazioni riguardo all’impatto prolungato del conflitto sulla crescita economica globale, riducendo le sue previsioni di crescita se il conflitto dovesse continuare. Il blocco dello Stretto di Hormuz ha inoltre contribuito a un rincaro dei prezzi del petrolio e a un significativo aumento del prezzo del gas naturale europeo, che si avvicina nuovamente ai 50 euro al MWh a Amsterdam.
Ad aggravare la situazione nei mercati azionari europei, vi è la nuova proposta di dazi doganali degli Stati Uniti rivolta verso 60 economie, tra cui Cina, Unione Europea, Giappone, India e Messico. Questa proposta, ancora non definitiva, è emersa da indagini iniziate a marzo dall’amministrazione Trump, che ha evocato una legge del commercio del 1974 per cercare una soluzione legale al ripristino dei dazi precedentemente annullati dalla Corte Suprema.
Le borse americane hanno chiuso in forte ribasso. Il Dow Jones è sceso dell’1,21% a 50.688,43 punti, lo S&P 500 ha perso lo 0,89% a 7.555,82 punti e il Nasdaq è diminuito dello 0,89% a 26.853,98 punti. Dopo aver raggiunto nuovi record ieri, gli indici delle borse USA hanno invertito la tendenza, influenzati dalla diminuzione dei titoli tecnologici e dai nuovi conflitti nel Golfo che hanno oscurato le speranze di un prossimo accordo di pace tra USA e Iran, alimentando le preoccupazioni per un’ulteriore inflazione.
Nel mercato azionario, continua l’ascesa di Marvell Technology, che ha visto un aumento dell’11% nel premercato, dopo aver vissuto, il giorno prima, il suo miglior giorno di sempre con un aumento del 32% grazie al supporto dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, che ha dichiarato che l’azienda di semiconduttori potrebbe diventare la prossima compagnia da mille miliardi di dollari. Anche le azioni di Macy’s sono cresciute, dopo aver riportato la crescita più forte del primo trimestre negli ultimi quattro anni; la compagnia ha anche alzato le sue previsioni per l’intero anno.
Sul fronte macroeconomico, ci sono buone notizie dal mercato del lavoro americano: l’occupazione nel settore privato ha superato le aspettative a maggio. Secondo il rapporto mensile di Automatic Data Processing (ADP), sono stati creati 122.000 nuovi posti di lavoro rispetto al mese precedente, contro le previsioni di 110.000. I dati di aprile sono stati rivisti da 109.000 a 105.000. I salari sono aumentati del 4,4% su base annua.
Sul mercato azionario milanese, spicca Lottomatica Group grazie ai solidi dati dell’iGaming di maggio e al consolidamento della sua posizione leader di mercato, raggiungendo livelli record. Bene anche Diasorin dopo una seduta movimentata in cui il titolo ha visto una sospensione al rialzo. Tra i principali fattori positivi vi è il road show iniziato oggi negli Stati Uniti e che continuerà la prossima settimana in Europa per presentare il piano aziendale. Stmicroelectronics, dopo un rally il giorno precedente e una mattinata caratterizzata da realizzo di profitti, ha visto un rialzo grazie al lancio di un sensore di vibrazione intelligente per il monitoraggio industriale con intelligenza artificiale integrata.
Continua l’interesse per le azioni del settore energetico (Eni), con il prezzo del petrolio che continua la sua ascesa. Invece, sul fronte opposto del mercato, si registrano prese di profitto nei settori della difesa (Leonardo, Avio), bancario (Mediobanca e Banca Monte Paschi di Siena) e delle costruzioni (Buzzi), mentre il titolo meno performante è stato quello di Stellantis, nel giorno della presentazione del nuovo modello Fiat Grizzly.
Fuori dal paniere principale, si notano acquisti su Webuild dopo che la controllata Lane, in joint venture con Brayman Construction Corporation, ha ottenuto un contratto da 1 miliardo di dollari per il progetto Ohio River Tunnel in Pennsylvania.
Per quanto riguarda le materie prime, il Brent per agosto si è attestato a +1,6% a 97,5 dollari al barile e il WTI per la stessa scadenza è cresciuto dell’1,8% a 95,5 dollari.
In aumento anche il gas TTF ad Amsterdam, +2,9% a 49 euro al megawattora.
Le vendite hanno colpito l’oro spot, che è sceso a 4.443 dollari l’oncia (-1%), mentre il Bitcoin ha registrato una diminuzione dell’1,4% a 66.200 dollari.
Sul mercato valutario, il cambio euro/dollaro si posiziona a 1,1609 (da 1,1631 della chiusura di ieri).
La sessione si chiude con un aumento dello spread tra BTp e Bund, in un contesto di rinnovate tensioni tra USA e Iran. A fine giornata, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale di riferimento e il Bund tedesco si è posizionato a 73 punti base, in aumento dai 71 punti della chiusura precedente. Anche il rendimento del BTp decennale di riferimento è aumentato, chiudendo gli scambi al 3,73%, rispetto al 3,69% del giorno precedente.
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