Scoperta la Patrimoniale Occulta: Record Storico per l’Imposta di Bollo!

Il gettito dell’imposta di bollo su attività finanziarie raggiunge i 9 miliardi nel 2025, segnando un incremento delle entrate

Recentemente, il dibattito politico si è acceso nuovamente sulla proposta di introdurre una tassa sul patrimonio per i grandi capitali, prevedendo un’imposta annuale per i patrimoni superiori ai due milioni di euro con una aliquota dell’1,3%. Sebbene l’idea di una nuova tassa patrimoniale, progressiva e focalizzata sui patrimoni più ingenti, possa sembrare una mossa politica valida, è importante ricordare che il sistema fiscale italiano include già una tassa patrimoniale sulle attività finanziarie.

L’imposta di bollo, spesso trascurata nei dibattiti, è un’imposta diretta sui patrimoni mobiliari che contribuisce a mantenere un certo grado di equità fiscale, nonostante la sua aliquota dello 0,2% sia relativamente bassa rispetto alle proposte di tassazione più elevate. Ogni anno, i possessori di portafogli titoli sono soggetti a questa tassa calcolata in base al valore totale degli investimenti posseduti durante il periodo di riferimento, solitamente alla fine di ogni trimestre o anno. Ma quanto genera in termini di entrate annuali questa piccola tassa patrimoniale?

Esaminando i dati disponibili sul sito del Dipartimento delle Finanze del Mef, si osserva che le entrate derivanti dall’imposta di bollo sono in costante aumento. Nello specifico, nei primi nove mesi del 2025, il gettito prodotto da questa imposta sulle attività finanziarie ha superato i 9 miliardi di euro, derivanti principalmente dall’imposta proporzionale dello 0,2% sul valore dei portafogli titoli e dall’imposta fissa di 34,2 euro annui applicata ai conti correnti e ai libretti di risparmio. Si includono anche, seppur in misura minore, altri tipi di imposte di bollo relative a comunicazioni periodiche, estratti conto e altre operazioni di intermediazione finanziaria.

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Questa cifra supera gli 8,8 miliardi di euro raccolti dal Fisco nel 2024 grazie agli stessi bolli, che costituivano il record precedente. L’aumento significativo registrato l’anno scorso (+2 miliardi, +29,9% rispetto al 2023) era stato favorito dai maggiori pagamenti effettuati digitalmente da Poste, banche e Sim, in un contesto di aumento del 20% del valore dei titoli e dei depositi vincolati soggetti al bollo dello 0,2%.

La previsione di una ulteriore crescita per la fine del 2025 deriva dalle normative introdotte con la Manovra dell’anno precedente. In particolare, gli articoli 1, comma 87 e 88, hanno modificato le modalità di versamento dell’imposta di bollo sui prodotti assicurativi Ramo III e IV, stabilendo che tale imposta venga ora pagata annualmente anziché solo al momento del rimborso o del riscatto delle posizioni assicurate. È stato altresì deciso che l’imposta di bollo accumulata negli anni passati venga pagata in quattro anni, con percentuali differenziate (50% nel 2025, 20% nel 2026 e 2027, e 10% nel 2028). Di conseguenza, si prevede un incremento del gettito derivante dall’imposta di bollo sulle attività finanziarie anche nei prossimi anni.

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